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title: Le mistificazioni del terrorismo
description: Le origini del movimento di giustificazionismo che porta molti a giustificare il terrorismo di Hamas in nome della libertà palestinese
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date: 2023-10-31
author: Maurizio Delli Santi
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, hamas, israele]
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# Le mistificazioni del terrorismo

![Hamas terrorismo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/10/Evidenza-sito-3-5.jpg)

Le origini del movimento di giustificazionismo e distorsione della realtà che porta molti a giustificare il terrorismo di Hamas in nome della libertà palestinese

Ha un denominatore comune il giustificazionismo che ha indotto gli studenti di Harward, l’ambiguo Erdoğan e persino – sebbene con sfumature diverse – il segretario generale dell’Onu Guterres a **sostenere la tesi dell’oppressione del popolo palestinese all’origine dell’attacco terroristico di Hamas**.

La distorsione **ha origine quando all’Onu si sostenne che l’accusa di terrorismo non può rivolgersi ai movimenti di liberazione palestinesi**, anche se molti di questi nelle democrazie occidentali uccidevano civili, praticavano dirottamenti e stragi scambiando armi e supporto logistico con la Rote Armee Fraktion, l’Armata Rossa giapponese e le Brigate Rosse.

Il 13 novembre 1974, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, **persino un *leader* equilibrato come il capo dell’Olp Yasser Arafat affrontò il nodo del terrorismo a suo modo**: «Colui che lotta per una causa giusta, per ottenere la liberazione del suo Paese contro l’invasione e lo sfruttamento, come contro la colonizzazione, non può essere mai definito un terrorista». Anche nel Comitato *ad hoc* sul terrorismo costituito alle Nazioni Unite, **i Paesi della Conferenza islamica sostennero che dalla nozione di terrorismo andavano escluse le azioni compiute dai combattenti** per la libertà «in situazione di occupazione straniera»: era chiaro l’intento di coprire i movimenti palestinesi responsabili di stragi come quella degli atleti alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Intanto in Italia i terroristi delle Br si autoassolvevano in nome della “liberazione del proletariato”.

**I tentativi di giustificare il terrorismo sono andati avanti nonostante nel 1994 la Risoluzione Onu 49/60**, adottata per *consensus *dall’Assemblea generale, abbia sancito che non vi può essere alcuna giusta causa politica, religiosa o sociale che possa legittimare il ricorso ad atti di violenza indiscriminati rivolti contro istituzioni democratiche e popolazione civile. **Anche nel diritto bellico è vietato attaccare forze militari con il solo scopo di praticare sofferenze superflue e incutere il terrore**, mentre i movimenti di liberazione nazionali sono tenuti a osservare comunque le norme del diritto internazionale umanitario.

**Il principio è sancito all’articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra**, dove per tutti i tipi di conflitto la violenza è limitata da *standard* ‘minimi’: **1)** le persone che non partecipano direttamente alle ostilità (cioè i civili, i militari feriti o catturati) devono essere trattate «in ogni circostanza con umanità», senza distinzioni di razza e di religione; **2)** nei loro confronti sono vietate, in ogni tempo e luogo, le violenze contro la vita e l’integrità corporale, specie l’omicidio in tutte le sue forme, le mutilazioni, i trattamenti crudeli, le torture e i supplizi, la cattura di ostaggi, oltre che gli oltraggi alla dignità personale, i trattamenti umilianti e degradanti.

**Hamas ha compiuto un massacro riprovevole** e tiene ancora in ostaggio oltre 220 vittime fra cui figurano anziani, donne e bambini, ma i suoi strateghi tentano di disseminare *bias *cognitivi che mascherino anche questo orrore*. *C’è una strada da percorrere: i capi di Hamas vanno perseguiti senza *caveat* dalla Corte penale internazionale e se i palestinesi vogliono davvero costruire un futuro di libertà e dignità dovranno essi stessi consegnarli alla giustizia e liberare gli ostaggi.

*di Maurizio Delli Santi - **Membro dell’International Law Association*

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