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title: Le proteste contro Putin sulle note di Čajkovskij
description: Col tempo le note della celebre opera di Čajkovskij “Il lago dei cigni” sono diventate il segno di protesta contro Putin
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date: 2025-10-27
author: Emanuele Lombardini
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, Putin, russia, Ucraina, zelensky]
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# Le proteste contro Putin sulle note di Čajkovskij

![Putin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/Putin-1024x639.jpg)

Col tempo le note della celebre opera di Čajkovskij “Il lago dei cigni” sono diventate il segno di protesta contro Putin

**Le immagini della celebre opera di Čajkovskij “Il lago dei cigni” passarono alla tv sovietica in *loop* per due giorni interi, mentre fuori si consumava il cosiddetto “*Putsch* di agosto”, il tentato *golpe* contro Gorbačev.** Era il 1991 e la gente non doveva sapere che l’Urss si stava dissolvendo. L’idea del Soviet Supremo era che il pubblico avrebbe dovuto «immergersi in una catarsi nazionale» e non fare caso a quello che stava accadendo.

**Da allora il celebre balletto in Russia è simbolo di lutto.** L’ha usato Tv Rain, una delle ultime reti indipendenti, per congedarsi dal pubblico stroncata dalla censura: una vecchia registrazione in bianco e nero, per un saluto mesto. Col tempo quelle note sono però anche diventate il segno della protesta contro Putin: già nel 2014 Aleksandra Portiannikova le ballò in tutù nei giardini della piazza di Porta Lauski a Mosca, contro le leggi liberticide. Oggi quelle note sono ballate e cantate dai giovani russi che non vogliono piegarsi a Putin.

## In Russia musicisti professionisti e ragazzi normali si sono riuniti per mettere in scena un enorme flash mob. “Il lago dei cigni” simbolo dele proteste contro Putin

**Musicisti professionisti e ragazzi normali si sono riuniti per mettere in scena un enorme *flash mob*** lungo la Prospettiva Nevskij (da noi resa celebre da Franco Battiato prima e Alice poi) e hanno intonato la versione che ne ha fatto Noize Mc, al secolo Ivan Aleksandrovič Alekseev, il *rapper* in prima fila contro Putin e il suo governo. Messo al bando da tempo dai *media* russi come le sue canzoni, su tutte appunto “La Cooperativa del Lago dei Cigni”.

## “Il lago dei cigni”, le proteste contro Putin e gli arresti

**Già il titolo del brano è di per sé una sintesi micidiale di due elementi delicatissimi**: da un lato la tradizione russa di mandare in onda “Il lago dei cigni” durante i disordini politici o i cambi di regime; dall’altro la “Cooperativa del Lago”, un gruppo di dacie nella Russia Nord Occidentale dove la cerchia ristretta di Putin si riunisce per le vacanze. Ma il testo va ancora più a fondo: «Il vecchio si aggrappa ancora al suo trono, ha paura di lasciarlo andare (...) un vecchio nel *bunker* che pensa ancora di essere nel 1985 (…) Quando morirà lo *zar*, balleremo di nuovo». Lo scorso maggio un tribunale ha dichiarato illegale la canzone.

**La polizia russa ha reagito al *flashmob* coi manganelli** portando in carcere Diana “Naoko” Longinova, 18 anni, *frontwoman* degli Stoptime. La ragazza rischia ora dai 5 ai 13 anni di carcere: per settimane aveva cantato brani proibiti lungo la celebre strada di San Pietroburgo, attirando sempre più gente. Longinova e Noize Mc, dal 2022 rifugiato in Lituania, sono soltanto due dei tanti artisti (alcuni famosissimi) che con la musica fanno sentire il loro dissenso verso la guerra e verso le mire imperialiste del [presidente russo](https://laragione.eu/esteri/la-falsa-pace-di-putin/).

## Molti sono dovuti scappare

**Molti**, come Alekseev,** sono dovuti scappare.** I Little Big, duo *rave* e *hardcore* famosissimo in mezza Europa, sono sulla lista nera del Cremlino e da due anni vivono negli Usa: è da lì che hanno diffuso “Generation Cancellation”, una denuncia potentissima contro la decisione di Putin di azzerare il futuro dei giovanissimi mandandoli in guerra. Persino Alla Pugačeva, regina della musica sovietica, si è ribellata al governo quando il Ministero della Giustizia ha inserito nella lista degli “agenti stranieri” il marito Maxime Galkin, comico fra i più celebri in Russia, fra i primi a fuggire e denunciare.

**Dall’interno, la lotta contro Putin è portata avanti dalla scena *rap* quasi per intero e da alcuni fra i maggiori artisti nazionali**: Morgenshtern, Monetochka, Jurij Ševčuk, *leader* dei Ddt (la maggiore *rock band* russa, attiva da 40 anni), Sergej Lazarev. Gente in testa alle classifiche, per intenderci. Ma anche da artisti come Manizha, ultima rappresentante russa a [Eurovision](https://eurovision.tv/) nel 2021 (prima di subire l’espulsione delle tv di Mosca), quando vinse a sorpresa la selezione e portò sul palco europeo un brano contro la società patriarcale russa. Rifugiata nel Tagikistan, attivista Lgbt e tra le prime a definire una «guerra fratricida» l’aggressione all’Ucraina, ha scelto di battersi per la riconciliazione fra i due popoli e aiutare i rifugiati ucraini: per questo è stata più volte minacciata di morte.

di *Emanuele Lombardini*
