---
title: Libano, la missione ONU è vitale
description: "Giorgia Meloni: \"Considero inaccettabile attaccare Unifil\". Il videoreportage sull'attuale situazioni dei soldati UNIFIL nel sud del Libano."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Missione-UNIFIL-Libano.jpg
date: 2024-10-21
author: Francesco Maviglia
url: https://laragione.eu/esteri/libano-la-missione-onu-e-vitale/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, libano, viral]
---

# Libano, la missione ONU è vitale

![Missione UNIFIL Libano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Missione-UNIFIL-Libano.jpg)

32950

2024-10-19 13:39:18

2024-10-19 11:39:18

Dentice (Ce.S.I.): “Proseguirà per dare una nuova forma al Medio Oriente, sfruttando il momento di empasse Usa per le elezioni e l’ambiguità di alcuni attori arabi”

Il giorno dopo l’uccisione del leader di Hamas, Yahya Sinwar, Israele non si ferma. E non si fermerà ancora, come dimostrano le operazioni sul campo, in Libano, nella valle della Beqà al confine con la Siria, ma anche nei pressi della frontiera giordana e a Gaza. Le parole del premier Benjamin Netanyahu hanno confermato le intenzioni di Tel Aviv: “Abbiamo messo fine al conto aperto nei confronti di Siwar, ma la battaglia non è terminata. Noi continueremo con tutte le forze finché gli ostaggi rimasti non saranno riportati a casa. Questa è una promessa”.

“La morte di Sinwar, come prima quella del leader di Hezbollah Nasrallah, incidono poco nell’economia del conflitto in corso”, commenta Giuseppe Dentice, responsabile del desk Middle East-North Africa (MeNA) del Centro di Studi internazionali Ce.S.I. “Era accaduto in passato anche con al Qaeda: eliminando il leader non si cancella la minaccia, che casomai persiste a un livello più basso e paradossalmente meno controllabile. Specie per Hamas, il successore di Sinwar non sarà più tenero di lui, anzi è immaginabile che le nuove generazioni di terroristi siano più radicali, estremiste e aggressive con Israele, così come nella contrapposizione interna al mondo palestinese – spiega l’analista – Quello che invece ha ottenuto Netanyahu è sicuramente un risultato simbolico e politicamente vantaggioso”.

Il premier israeliano “ne esce rafforzato e ripulisce la sua immagine di Mr Sicurezza, come era soprannominato, che era stata danneggiata dopo l’attacco del 7 ottobre a Israele”, sottolinea Dentice. “L’eliminazione di Sinwar, come di Nasrallah e Hanyieh è un elemento tattico importante che rafforza il peso politico e la capacità e aggressività stessa di Israele, che oggi è un attore in grado di incutere timore nell’area. Ora l’ago della bilancia pende in favore in Israele”, osserva l’esperto.

Se lo scontro prosegue, continuano anche i tentativi di diplomatici di fermare l’azione israeliana, soprattutto a Gaza: “Le azioni delle forze di Tel Aviv sono ancora percepite come eccessivamente aggressive, sia per l’opinione pubblica occidentale che per quella araba, che pure mantiene una posizione ambigua e neutrale – chiarisce Dentice – Nel mondo arabo si ha l’idea che l’Occidente parli, invochi un cessate il fuoco, ma di fatto sia al fianco di Israele. Di fatto nessuno è in grado o vuole esercitare pressioni su Tel Aviv: le posizioni europee sono marginali, gli Usa sono alla vigilia del voto delle presidenziali e gli stessi Paesi arabi non hanno manifestato “scontentezza” per l’indebolimento dell’Iran e dei suoi proxy. Questi elementi giocano a favore di Israele, che ora mira esplicitamente a dare una nuova forma al Medio Oriente in cui Israele stessa sia centrale, magari in associazione con alcuni paesi arabi”.

Il nodo, però, rimane la questione palestinese: “Finché non si risolverà, l’Arabia Saudita ha confermato nei giorni che non firmerà i Patti di Abramo. Riad vuole avere un’influenza speculare a quella di Israele per contenerne le aspirazioni, non vogliono percepirsi e passare come minor partner, e lo farà pesare anche una volta eletto il nuovo presidente degli Stati Uniti”, conclude Dentice. Di Eleonora Lorusso

The Day After: i prossimi piani di Netanyahu

publish

closed

closed

the-day-after-i-prossimi-piani-di-netanyahu

2024-10-20 17:57:34

2024-10-20 15:57:34

post

raw

48898

2024-10-19 09:41:27

2024-10-19 07:41:27

L'ufficio del portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu conferma l'attacco alla residenza del premier: "Netanyahu e la moglie Sara non erano nell'abitazione"

Secondo l'agenzia di stampa qatariota, Al Araby, l'obiettivo del drone lanciato oggi dal Libano sulla città israeliana di Cesarea, a nord di Tel Aviv, era la "residenza personale del primo ministro Benjamin Netanyahu". Le sirene d'allarme aereo sono suonate in alcune zone di Tel Aviv, a causa di un drone che ha bucato la difesa israeliana. Il velivolo è stato poi intercettato e distrutto e al momento non risultano esserci dei feriti.

Un gesto che arriva a pochi giorni dalla morte del leader di Hamas, Sinwar. Una morte che non arresterà di certo il movimento terroristico, anzi: "Il movimento islamico palestinese Hamas è vivo e rimarrà tale nonostante la morte del suo leader Yahya Sinwar - ha detto il leader iraniano, l'Ayatollah Khamenei - la sua perdita è certamente dolorosa per il fronte della resistenza, ma esso non si fermerà affatto con il martirio di Sinwar". Di Matilde Testa

Drone dalla Siria contro la casa di Netanyahu

publish

closed

closed

drone-dalla-siria-contro-la-casa-di-netanyahu

2024-10-19 10:50:55

2024-10-19 08:50:55

post

raw

10438

2024-10-18 11:40:47

2024-10-18 09:40:47

Con l'uccisione di Sinwar, Israele ha decapitato Hezbollah in Libano. Ma parlare di pace, in queste condizioni, significa sognare

Israele ha decapitato Hezbollah in Libano, senza che il mondo arabo musulmano abbia versato una lacrima. I suoi mandanti sono iraniani, per ragioni di potere e non di fede, che li contrappongono al mondo arabo. Diversa la condizione in cui Israele ha agito a Gaza, perché la questione palestinese è usata dentro il mondo arabo per mettere in difficoltà quanti praticano o desiderano la convivenza pacifica.

Ora è stato eliminato Yahya Sinwar, capo di Hamas al soldo dell’Iran. Il prezzo di sangue è stato altissimo. Sangue israeliano e palestinese voluto da Sinwar.

Cancellare ogni appartenente a quelle due formazioni terroriste non è ingiusto: è impossibile. Nella furia di farlo si crea l’orrore che ne riprodurrà i militanti. Parlare di pace, in queste condizioni, è sognare. Ma per porre fine al fuoco si deve porre fine alla violenza terroristica e garantire sicurezza alla democrazia israeliana. Queste le basi dell’intervento occidentale e arabo. Mancare l’occasione sarebbe un favore all’asse del male. Di Davide Giacalone

Eliminato Sinwar ma non il fondamentalismo e il terrorismo islamico

publish

closed

closed

eliminato-sinwar-ma-non-il-fondamentalismo-e-il-terrorismo-islamico

2024-10-19 10:25:33

2024-10-19 08:25:33

post

raw
