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L’Ice uccide ancora e soffoca città e Stato

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Ieri, un altro uomo è stato ucciso a Minneapolis dall’Ice in circostanze che la ricostruzione ufficiale cerca di ‘normalizzare’, ma che video indipendenti rendono agghiaccianti

L’Ice uccide ancora e soffoca città e Stato

Ieri, un altro uomo è stato ucciso a Minneapolis dall’Ice in circostanze che la ricostruzione ufficiale cerca di ‘normalizzare’, ma che video indipendenti rendono agghiaccianti

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L’Ice uccide ancora e soffoca città e Stato

Ieri, un altro uomo è stato ucciso a Minneapolis dall’Ice in circostanze che la ricostruzione ufficiale cerca di ‘normalizzare’, ma che video indipendenti rendono agghiaccianti

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Nei giorni scorsi, scrivendo dell’insostenibile immagine del bambino di cinque anni fermato e usato come esca dai loschi figuri dell’anti immigrazione trumpiana, mi chiedevo dove fossero gli americani. Invocando – me ne assumo tutta la responsabilità – una presa di coscienza vasta e decisa dei cittadini. Perché possiamo parlare quanto vogliamo di responsabilità degli eletti e di chi ha la responsabilità della gestione del potere esecutivo, legislativo e giudiziario, ma senza una partecipazione e il senso di appartenenza dei cittadini non c’è democrazia che possa reggere. Figurarsi alla prova di un’Amministrazione estremista come quella di Donald Trump.

Ieri, un altro uomo è stato ucciso a Minneapolis dall’Ice in circostanze che la ricostruzione ufficiale cerca di ‘normalizzare’, ma che video indipendenti rendono agghiaccianti. Diverse eppur drammaticamente simili all’omicidio a sangue freddo di Renee Good. L’uomo, Alex Pretti di 37 anni, aveva con sé una pistola legalmente detenuta, ma nei video diffusi dai più importanti media Usa non mostra di volerla usare. Di sicuro viene bloccato, investito da spray urticante, malmenato e poi ucciso.
La città è esplosa, poche ore dopo che una marea umana si era riversata nelle strade in quella che era apparsa la più poderosa risposta all’assalto ordinato da Trump a Minneapolis.

Una gigantesca manifestazione che ha accompagnato lo sciopero indetto in città per protestare contro la vera e propria occupazione militare a opera dell’Ice, culminata nell’assassinio a sangue freddo di Renee Good, ieri pomeriggio di Alex Pretti e in altri episodi di inqualificabile violenza. Nonché nel già ricordato e allucinante episodio che ha coinvolto un piccolo di cinque anni finito in un centro di detenzione insieme al padre. Sempre nell’infernale giornata di ieri, si è saputo anche di una bambina di due anni “arrestata”.

Quella marea umana, quelle strade, la furia, ma anche il contegno del sindaco di Minneapolis Frey in questa ordalia inconcepibile danno la concreta dimensione di quanto esista ancora l’America in cui abbiamo sempre creduto e in cui continueremo a credere. Siamo perfettamente consapevoli che il presidente degli Stati Uniti in prima persona e i suoi scherani – a cominciare dall’orrido personaggio posto a capo dell’Ice – non si impressioneranno anche se dovessero scendere in strada 20 milioni di persone, ma quella folla è una speranza.

E non si pensi che il tema non ci riguardi, perché anche da noi non sono pochi quelli pronti a giustificare qualsiasi cosa (compresi omicidi e bambini arrestati) per superficialità, ignoranza, cinismo.
Piacciono i muscolari di questi tempi volgari, tutto testosterone e poca materia grigia. Non sono una specialità statunitense, ammorbano a qualsiasi latitudine.

di Fulvio Giuliani

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