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title: "L&#8217;imperfetta ma necessaria Onu"
description: "Per molti l'Onu resta una istituzione dagli obiettivi incerti: non lo è, pur non essendo il governo del mondo, ma proviamo a capirne la sua natura profonda Difficile dire quanti, guardando la grande sala dell’Assemblea generale e ascoltando i leader che si alternano al palco – o, più probabilmente,..."
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date: 2023-09-21
author: Davide Giacalone
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza]
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# L&#8217;imperfetta ma necessaria Onu

![Onu](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/09/Evidenza-sito-1-8.jpg)

Per molti l'Onu resta una istituzione dagli obiettivi incerti: non lo è, pur non essendo il governo del mondo, ma proviamo a capirne la sua natura profonda

Difficile dire quanti, guardando la grande sala dell’Assemblea generale e ascoltando i *leader* che si alternano al palco – o, più probabilmente, guardando le loro foto – immaginano che serva a qualche cosa. **Perlopiù passa la convinzione che sia un ente inutile**. E invece no, ma bisogna intendersi sul ruolo e le possibili finalità.

**L’Onu non è il Parlamento e men che meno il governo del mondo**. Lì dentro, come in generale nella politica internazionale, non si separa il bene dal male: si prova a tenere l’equilibrio, oggi gravemente minacciato dalla Russia di Putin. L’equilibrio non è la perfezione, ma il riconoscimento della sua impossibilità.

**È roba nostra, delle democrazie occidentali**. L’innesco fu di Woodrow Wilson, presidente statunitense, che ci vinse il premio Nobel per la pace (nel 1919) e ci perse la partita con il suo Parlamento, visto che gli Usa non aderirono alla Società delle Nazioni. L’Onu nasce dopo il macello della Seconda guerra mondiale. **Che senso aveva e ha tenere in una stessa sala Paesi che sono e resteranno avversari, cercare il dialogo non potendo evitare le guerre?** È un’idea figlia delle democrazie, della consapevolezza che il mondo è sempre imperfetto. Il dialogo più difficile è con le dittature, convinte – su false basi ideologiche, religiose o nazionaliste – d’essere strumenti della perfezione.

**La Russia di Putin è divenuta la nemica di questo splendido monumento all’imperfezione** perché, avviando una guerra imperialista e sedendo nel Consiglio di sicurezza Onu, mina le basi dell’equilibrio. Che è poi la ragione per cui noi, Occidente democratico, non possiamo neanche prendere in considerazione l’ipotesi che l’Ucraina perda la guerra. **Ed è per difendere noi stessi che aiutiamo gli ucraini**. È per difendere l’equilibrio di pace che compensiamo lo squilibrio di guerra, altrimenti ce la troviamo in casa. Si guardi a quel che succede nel Nagorno-Karabakh, ricordando la sua storia armena e il nostro approvvigionarci di gas dagli azeri (a pagina 5 gli approfondimenti di Lenzi e Bosco). Quella scatenata da Putin è una reazione a catena. E ci colpisce direttamente.

Poi c’è il resto, certo. **Erano più di cinquanta i conflitti attivi prima dell’invasione dell’Ucraina**. Ciascuno diversamente radicato. Ciascuno bisognoso di iniziative diplomatiche, per limitare i danni ove non si riesca a ricostruire la convivenza. Non certo praticando le impossibili categorie del bene e del male, ma del possibile e del conveniente. Le sole promettenti.

**La nostra presidente del Consiglio ha chiesto all’Assemblea una politica per l’Africa, per contrastare l’emigrazione di massa**. Giusto, ma l’esperienza fatta con il tunisino Saied dovrebbe avere insegnato che il successo non dipende da quanto elevati in grado siano i visitatori e quanto ricchi i regali che recano, ma dai rapporti di forza. Sgradevole? È la sola realtà: i rapporti di forza. E se si regalano soldi lo si fa perché qualcuno ha la forza locale di trattenere le partenze, sapendo che lo farà non con il dialogo ma con la forza. **In altre parole: stai pagando dei liberticidi**.Oppure avvii iniziative produttive, finanzi quel che serve per far crescere l’economia e rendere prospero il posto da cui altrimenti si scappa, ma in questo caso riceverai l’accusa di neocolonialismo, incardinato nella collaborazione con classi dirigenti non sempre encomiabili.

**E poi ci sono gli equilibri nel Pacifico**, che sembrano minacciare il nome dell’oceano. Il che comporta mantenere relazioni economiche e non concedere sudditanze politiche. **Qui l’Italia ha sbagliato, firmando la Via della Seta** (Conte con 5 Stelle & Lega).

Chissà se si è nel caso dell’Ariosto e i suoi vincitori «di gran preda onusti» o nella prosa di D’Annunzio: «una lenta barca onusta». Chissà se siamo carichi di storia ed esperienza o sovraccarichi di stanchezza mentale, ma il mondo non è quello che viviamo nelle nostre società, che sono il migliore posto esistente. **Il mondo è imperfetto e l’imperfettissima Onu è una passabile sede in cui viverlo**.

*di Davide Giacalone*
