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title: "Lingua e lotta al nazismo: due punti su cui l’accordo Mosca-Kiev-Ue è possibile"
description: "Esistono due punti su cui è ancora possibile un'intesa fra Russia, Ucraina e Unione Europea."
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date: 2022-03-21
author: Marco Di Liddo
url: https://laragione.eu/esteri/lingua-e-lotta-al-nazismo-due-punti-su-cui-laccordo-mosca-kiev-ue-e-possibile/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [russia, Ucraina, UE]
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# Lingua e lotta al nazismo: due punti su cui l’accordo Mosca-Kiev-Ue è possibile

![Lingua e lotta al nazismo: due punti su cui l’accordo Mosca-Kiev-Ue è possibile](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Cremlino.png)

Nelle ultime settimane si è assistito al lento aprirsi di qualche spiraglio diplomatico per la risoluzione della crisi. Esistono due punti su cui è ancora possibile un'intesa fra Russia, Ucraina e Unione Europea.

Nell’ultima settimana, nonostante le operazioni militari russe in Ucraina continuino a crescere in termini di intensità e coinvolgimento della popolazione civile, raggiungendo apici di barbarie come quello del bombardamento del teatro di Mariupol, si è assistito al lento aprirsi di qualche spiraglio diplomatico per la risoluzione della crisi. Sebbene la distanza tra Kiev e Mosca sia ancora notevole su molti dossier (neutralità, status della Crimea e del Donbas), **esistono due punti su cui,** per motivi diversi, appare possibile un’intesa tra Russia, Ucraina e Unione Europea: la questione linguistica e la neutralizzazione dell’estrema destra neo-fascista e neo-nazista ucraina.

La propaganda del Cremlino dipinge l’Ucraina come un Paese governato da nazisti e dove i russofoni sono discriminati. Si tratta di manipolate tesi strumentali a giustificare l’invasione militare agli occhi del fronte interno russo e dei filorussi europei. L’Ucraina non è un Paese nazista e chi parla russo non è oggetto di persecuzione o discriminazione, visto che esiste il bilinguismo di fatto.

Tuttavia, negli ultimi anni, in **Ucraina sono emerse delle problematiche relative alla tutela delle lingue delle minoranze** e all’ascesa dell’estrema destra che non possono essere ignorate, proprio nell’interesse del popolo ucraino e del percorso di consolidamento democratico di Kiev.

Nella fattispecie, la legge n° 5670-d sulla politica linguistica di Stato adottata dall’Ucraina nel 2019 priva il russo ed altre lingue minoritarie dello status di lingua regionale, stabilendo che l’ucraino è l’unica lingua ufficiale nel settore pubblico e nell’educazione. **Il 90% della produzione radio-televisiva e cinematografica deve essere in ucraino e le pubblicazioni in lingua straniera devono avere un corrispondente in ucraino.** Questa legge, oltre ad aver suscitato le proteste delle minoranze linguistiche, di chi considera il russo la propria lingua madre (circa il 25% della popolazione) e del Cremlino, è stata giudicata “sbilanciata a favore delle lingue maggioritarie” dalla Commissione di Venezia, il panel di esperti di diritto costituzionale del Consiglio d’Europa.

Per quanto riguarda la questione del neo-nazismo ucraino, il reggimento Azov, inquadrato nella Guardia Nazionale, **conta 3000 combattenti ed ha commesso crimini accertati anche dalle Nazioni Unite** (al pari delle milizie filorusse del Donbas), mentre la piattaforma estremista di destra Svoboda circa 15.000 tra iscritti e simpatizzanti. Per fare le debite proporzioni, le unità militari e para-militari ucraine ammontano ad oltre 270.000 uomini, mentre la popolazione ucraina è di 44 milioni di abitanti.. Un solo seggio parlamentare ucraino è stato vinto da tale piattaforma che, su base nazionale, ha il 2,15% dei consensi.  Quini l’Azov costituisce l’1.11% dei combattenti ucraini e Svoboda rappresenta lo 0,03% della popolazione.

Però, la guerra rischia di ampliare il supporto a tali gruppi estremisti e trasformarli in una forza politica più ampia. Se davvero l’Ucraina condivide i valori europei e vuole entrare a far parte dell’UE **dovrebbe riconsiderare la legge 5670-d e bandire le formazioni estremiste.** Allo stesso modo, per l’UE non sarebbe politicamente semplice proseguire il processo di adesione ucraino senza precise garanzie sul rispetto delle minoranze linguistiche e sulla lotta all’estremismo politico. Intervenendo su questi due dossier, Kiev, oltre a rafforzare la propria governance ed i propri standard democratici, priverebbe Mosca di uno degli appigli propagandistici più utilizzati. Allo stesso modo, il Cremlino potrebbe spendere sul fronte interno il fatto di aver contribuito a tutelare le minoranze russofone e a sconfiggere i “nazisti ucraini”.   

 

di Marco Di Liddo
