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title: Lo splendido murale dedicato ad Akira Toriyama, il creatore di Dragon Ball
description: In Perù un meraviglioso murale in onore di Akira Toriyama, il creatore di Dragon Ball, scomparso l’8 marzo all’età di 68 anni.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Murale-Akira-Toriyama.jpg
date: 2024-03-27
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/esteri/lo-splendido-murale-dedicato-ad-akira-toriyama-il-creatore-di-dragon-ball/
categories: [Esteri]
tags: [fumetti, viral]
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# Lo splendido murale dedicato ad Akira Toriyama, il creatore di Dragon Ball

![Murale Akira Toriyama](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Murale-Akira-Toriyama.jpg)

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2024-03-08 09:46:00

2024-03-08 08:46:00

È morto all'età di 68 anni Akira Toriyama, il creatore di Dragonball, lasciando un'eredità professionale creativa piena di successi, tra cui quello planetario del guerriero saiyan Goku

Il creatore di Dragonball è morto. Con un comunicato, il sito ufficiale della saga ha informato oggi milioni di fan nel mondo che Akira Toriyama è morto per un ematoma subdurale all'inizio del mese. Aveva 68 anni e lascia un'eredità professionale creativa piena di successi, tra cui quello planetario del guerriero saiyan Goku. Una notizia data a funerali già conclusi, nella tradizione di modestia di un autore che ha sempre affrontato il successo in una maniera molto riservata. Il suo mondo creativo continuerà grazie alla capaci mani dei suoi collaboratori, mentre le nuove generazioni di mangaka portano avanti le loro storie a partire dagli insegnamenti lasciati da questo maestro del fumetto nipponico.

Sun Wukong e Xuánzàng sono noti anche al pubblico occidentale a causa di un peculiare adattamento a fumetti che spopola nel mondo da quasi quarant’anni: “Dragon Ball” del mangaka Akira Toriyama.

In “Xīyóu Jì” (“Racconto del viaggio in Occidente”), classico della letteratura cinese del XVI secolo, Sun Wukong è un potente scimmiotto incaricato di espiare la sua arroganza scortando il pio monaco Xuánzàng in un lungo viaggio alla ricerca dei preziosi sūtra del Buddha. La sua forza e in generale il suo atteggiamento spavaldo l’hanno reso nei secoli un personaggio molto amato e famoso in Oriente, così come il suo bastone allungabile – sottratto alla sua originale funzione di pilastro che sorregge gli oceani – e la nuvola magica sopra la quale può spostarsi.

Il protagonista del fumetto è infatti chiamato Son Gokū (traduzione giapponese del nome dello scimmiotto) ed è anch’egli fornito di un bastone e di una nuvola magici. Come il suo illustre archetipo, li impiega entrambi in una personale odissea che non ha però come scopo l’illuminazione dello spirito bensì la ricerca delle Sfere del Drago (le dragon ball, appunto) necessarie per l’evocazione dell’onnipotente drago Shenron e in grado di esaudire i desideri di chi le ha raccolte. Un successo mondiale a cui l’autore arrivò per gradi e con molto impegno.

Nato nel 1955 nella città di Nagoya (capoluogo della prefettura di Aichi nell’isola principale dell’arcipelago giapponese, Honshū), Akira Toriyama aveva sviluppato sin da piccolo una grande passione per il disegno. Una febbre destinata a infrangersi nelle miserabili ugge del mondo degli adulti, dove si era affacciato come ideatore e disegnatore di poster pubblicitari. Dedicatosi presto alla carriera di illustratore freelance, prese a partecipare ai concorsi delle grandi riviste a fumetti nipponiche come la “Weekly Shōnen Jump” del colosso editoriale Shueisha. Sebbene non riuscì a vincerli, attirò l’attenzione dell’editor Kazuhiko Torishima che si dimostrò incuriosito nel vedere come questo giovane autore usasse onomatopee in lingua inglese per vivacizzare i suoi fumetti comici. L’apprendistato di Toriyama sotto Torishima durò il tempo di accumulare ben 500 tavole, rigettate prima di arrivare alle prime pubblicazioni nel 1979. Tra queste “Dr. Slump” è il suo primo successo come serie, ma la storia “Dragon Boy” si dimostra un prototipo degno di nota. In quest’avventura, in cui già appaiono alcuni elementi riconducibili al “Xīyóu Jì”, al giovane Tenton (che nasconde sotto i vestiti delle ali da drago) è assegnato il compito di scortare una principessa fino a un lontano Paese.

Il fumetto non avrà compimento ma fornirà da base a quello che nel 1984 diventerà il suo capolavoro, anche se con alcune importanti modifiche. Innanzitutto la trama diviene una caccia al tesoro, ispirandosi stavolta alle perle del romanzo nipponico “Nansō satomi hakkenden” (“Cronache degli otto cani”). Quindi disegna a Gokū una coda scimmiesca e soprattutto lo dota di un carattere ingenuo e aperto che, assommato alla sua forza e al senso spontaneo di giustizia, lo rese subito un idolo per i lettori. Così un personaggio vecchio di quattro secoli è divenuto, seppur reinterpretato, uno dei manga più influenti e diffusi con 260 milioni di copie vendute nel mondo e innumerevoli adattamenti animati.

Di Camillo Bosco

Addio ad Akira Toriyama, creatore di Dragon Ball. Son Gokū tra manga e leggenda

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2024-03-08 19:00:28

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2024-03-13 10:56:09

2024-03-13 09:56:09

Il “Dr.Slump” del 1980 di Akira Toriyama si cela il vero spirito del fumettista nipponico

Il 1982 è un anno importante per Akira Toriyama. Si è sposato con la collega Yoshimi Kato, autrice di manga shojo – come sono chiamati in Giappone i fumetti per ragazze – con lo pseudonimo di Nachi Mikami e soprattutto è entrato nella lista dei giapponesi più facoltosi grazie al fumetto comico “Dr. Slump”.

Un successo doppio e interlacciato, visto che Toriyama aveva incontrato sua moglie nel più strano dei modi: il suo amico di vecchia data, il mangaka (fumettista) Akira Sakuma, racconta che la loro frequentazione amorosa nacque come effetto collaterale di uno dei tanti scherzi telefonici con cui spesso Toriyama si divertiva. Sakuma è una fonte affidabile, visto che era anche un collaboratore così assiduo su “Dr. Slump” da meritarsi un personaggio con le sue fattezze e un confronto continuo con l’autore riguardo le gag da inserire negli episodi. Così spesso teneva compagnia all’amico sia nel lavoro fumettistico sia nelle ‘pause d’ispirazione comica’, come nel caso delle telefonate a vittime ignare.

L’apparenza schiva di Toriyama nascondeva infatti una natura di giullare, ereditata dai suoi genitori. Il padre Karazu e la madre Tombi non sono affatto ricchi ma condividono una gioia di vivere quasi da film e il loro figlio li ricordava più volte impegnati a ballare un valzer scherzoso in famiglia (coinvolgendo anche il piccolo Akira e la sorella maggiore Uzura) piuttosto che a lamentarsi per le ristrettezze economiche. Una vera e propria educazione sentimentale al divertissement impartita fra le mura della loro casa situata nelle campagne vicino alla città di Nagoya, capoluogo della Prefettura di Aichi a Sud-Ovest di Tokyo. Nonostante l’allegra atmosfera famigliare, gli anni Cinquanta e Sessanta del dopoguerra nipponico sono ancora duri e Toriyama trovava la sua personale distrazione per quando la fame mordeva: disegnare.

Così ogni giorno i fogli si accumulano, ricoperti di copie dei design di “Tetsuwan Atomu” (manga di Osamu Tezuka da noi conosciuto come “Astro Boy”) e dei personaggi del film disneyano “La Carica dei 101”. Un apprendistato spontaneo e costante fra due colonne portanti della fantasia mondiale come Walt Disney e Tezuka, che si rivela difficile da imbrigliare. Quando Toriyama decide di avviarsi alla carriera di disegnatore tecnico, contro il parere dei genitori che volevano proseguisse gli studi, poco dopo abbandona la vita dell’impiegato d’ufficio perché ne trova insopportabile la routine. Dopo alcuni falliti tentativi di approcciarsi al fumetto è grazie all’interesse dell’editor Kazuhiko Torishima che nel 1980 dà alle stampe il suo “Dr. Slump”.

La storia è intitolata a un inventore geniale ma pasticcione e alle sue avventure paradossali in compagnia di un’androide di nome Arale, realizzata dallo scienziato con fattezze infantili. L’aspetto in questo caso fa il monaco e Arale si comporta in maniera molto immatura, divenendo una fonte continua di situazioni comiche di gusto anche assai infantile che tuttavia catturano un pubblico trasversale. Il tratto di Toriyama appare tondeggiante e tendente alla parodia, ma anche molto preciso e dettagliato. Un connubio paradossale distillato dai suoi maestri giovanili e dagli anni di lavoro al tecnigrafo, così diverso dall’usuale tratto del fumetto comico giapponese da garantirgli attenzione e successo.

Alla sua morte, avvenuta all’inizio di questo mese, Toriyama è stato ricordato soprattutto per saga di “Dragon Ball”, ma “Dr. Slump” rappresenta di certo l’eredità più intima di questo autore. Scritta come un inno alla spensieratezza e alla gioia di vivere che ha sperimentato nei suoi primi, umili anni di vita.

Akira Toriyama gioioso giullare

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2024-03-13 10:56:12

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