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title: "L&#8217;Ue siamo noi"
description: I veri difensori dell’interesse nazionale sono quanti capiscono che l’Ue siamo noi e non esiste un “noi” estraneo all’Ue.
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date: 2022-10-08
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/esteri/lue-siamo-noi/
categories: [Esteri]
tags: [Europa, Evidenza, politica, UE]
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# L&#8217;Ue siamo noi

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I veri difensori dell’interesse nazionale sono quanti capiscono che l’Ue siamo noi e non esiste un “noi” estraneo all’Ue.

**Le decisioni arriveranno il 20-21 ottobre**, data del Consiglio europeo. **Ma la decisione più importante è già stata presa da mesi**, fissando un’unità politica europea che **solo Orbán prova a mettere in dubbio**. Senza neanche lontanamente riuscirci. L’unità sulla risposta alla criminale invasione russa è già un fatto, **fissata nelle sanzioni**, **negli aiuti** (anche militari) agli ucraini e nella decisione tedesca di considerare **North Stream 2 morto prima di nascere**. Ieri è stata ribadita e rafforzata. Ci si capisce nulla, **se non si parte da questo presupposto**. Da qui al 20 il problema non è trovare l’unità, **ma il consolidarla con altri passi**. Come diversi ne sono stati fatti, dal 24 febbraio, e se ne faranno. Ciascun passo, ciascuna riconferma dell’unità, crea legàmi.

**L’Unione europea è un poderoso acquirente di gas.** Fin qui, essendo economicamente conveniente (ricordiamolo, altrimenti si sembra scemi) si è preferito che ciascun Paese si regoli per conto proprio nell’acquistare,** salvo sottostare a regole comuni che favoriscono il consumatore**, nel vendere e distribuire. Difatti il prezzo del gas scendeva. **La pioggia di telefonate che ricevevamo,** con offerte sempre più vantaggiose**, non era dovuta alla generosità ma alla sana cupidigia**, di cui il consumatore si giovava. **La situazione è cambiata e ora è conveniente cambiare musica**.

Delle cose sono state già fatte, anche se l’informazione caciarona non agevola nel diffonderle: si è già fissata una soglia al di sopra della quale si tagliano i profitti delle società energetiche; **si è stabilito un prelievo di solidarietà**; **si marcia verso l’acquirente unico** (come per i vaccini). Ciascuna di queste cose comporta legàmi. **Difatti taluni (l’Olanda) li considera eccessivi**. Saranno più stretti con il tetto al prezzo del gas, foss’anche come banda d’oscillazione. Saranno strettissimi con un eventuale fondo comune. Chi lamenta ritardi, chi frigna per la poca Europa**,** **si ricordi che quei legàmi generano i vincoli contro cui ieri faceva dissennate campagne.**

I sovranisti italocentrici (come i francocentrici, germanocentrici e via centrando) e i falsi europeisti perdenti **hanno in comune la convinzione che quei legàmi siano una camicia di forza** e le istituzioni europee una specie di istitutrice severa (meglio se tedesca, nella loro turpe fantasia). Balle. Non ci sono *dictat*, moniti, gelo.** C’è il vincolo della realtà**: un fondo comune ha delle regole, che puoi non accettare ma che poi devi rispettare. **I veri difensori dell’interesse nazionale sono quanti capiscono che l’Ue siamo noi** e non esiste un “noi” estraneo all’Ue. I pericolosi danneggiatori dell’interesse nazionale sono quanti non hanno il coraggio di spiegare cosa sia necessario fare, quindi preferiscono dire: «**Lo chiede l’Europa**». Spostano l’accento e al posto dei legàmi condivisi preferiscono chiedere: lègami, che altrimenti scivolo. **Sostituiscono i legacci alla convenienza**, sol perché raccontarono che si sarebbero battuti contro quello che favorisce il nostro mondo produttivo e la crescita economica. **Si fanno legare per non dovere onorare le castronerie piagnucolose e vittimiste con cui lisciarono il pelo ai nazionalismi** e all’assistenzialismo amante e produttore di povertà.

Per questo, a destra e a sinistra, si sente sempre il bisogno di dire: **l’Europa è divisa**. E si osa ripeterlo mentre viviamo la più clamorosa dimostrazione di unità politica, di fronte a una guerra.** Mai successo prima**. Certo che se ne soffre e certo che il dolore non è uniforme, neanche all’interno di un solo Paese, quindi i bisogni sono diversi. **Questo è il lavoro necessario, [da Praga](https://laragione.eu/adnkronos/news/governo-domani-draghi-a-praga-a-consiglio-informale-ue/) al prossimo 20 ottobre.**

Quel castello è noto per la “defenestrazione”. 1618, una questione religiosa (e non solo): **presero i rappresentanti dell’imperatore e li frullarono dalla finestra**. Ancora oggi c’è una storiella popolare: **non morirono, perché sotto c’era una montagna di sterco**. L’Unità europea, in quel castello, defenestri chi riporta la guerra nella nostra Europa e il mondo alle porte dell’inferno.

Davide Giacalone
