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title: "L&#8217;Unione Europea sostiene l&#8217;Ucraina"
description: "L'Unione Europea si dimostra unita e compatta: tutti i 27 leader europei hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo per l'Ucraina"
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date: 2024-02-02
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/esteri/lue-sostiene-lucraina/
categories: [Esteri]
tags: [Europa, Ucraina, UE]
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# L&#8217;Unione Europea sostiene l&#8217;Ucraina

![Unione Europea Ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Unione-Europea-Ucraina.jpg)

L'Unione Europea si dimostra unita e compatta: tutti i 27 leader europei hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo per l'Ucraina

**L’inseguimento della perfezione, in politica, assomiglia parecchio a un’ideologia che – guardando indietro nella storia – non porta mai (o quasi) buoni frutti**. **Ieri da Bruxelles**, dove si è tenuto **il Consiglio europeo**, abbiamo avuto **la dimostrazione di come l’imperfezione**, nutrita di **ragionamento** e di **sforzi diplomatici**, **possa invece portare risultati concreti**. **Prendiamo** [le parole del presidente del Consiglio Ue Charles Michel](https://laragione.eu/esteri/charles-michel-trovato-laccordo-a-27-sugli-aiuti-ue-all-ucraina/) **per evidenziare anzitutto la notizia**: «Abbiamo un accordo. Tutti i 27 *leader* hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo di 50 miliardi di euro per l’[Ucraina](https://laragione.eu/evidenza/il-peggior-risveglio/) all’interno del bilancio dell’Ue. In questo modo si garantisce un finanziamento costante, a lungo termine e prevedibile per l’Ucraina. L’Ue sta assumendo la *leadership* e la responsabilità del sostegno all’Ucraina».

**Non che le preoccupazioni sul raggiungimento di un’intesa per** [continuare a sostenere l’Ucraina](https://laragione.eu/esteri/aiuti-ucraina/) **– con la Ue coesa – non ci fossero alla vigilia del Consiglio**. C’erano ed erano tutte inerenti a un possibile veto dell’Ungheria di [Viktor Orbán](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/la-trappola-di-orban/), che non c’è stato. Ed è proprio da questa buona notizia che scaturisce una riflessione necessaria per tutte le *élite* politiche del Vecchio Continente, a cominciare da coloro che già invocavano un’Europa non più a 27, con l’espulsione dell’**Ungheria**. E qui torniamo all’ideologia della perfezione. Non è che se uno non ha, nella realtà, l’Europa perfetta o dei suoi sogni, ogni volta la rimette in discussione per come si è venuta realizzando. Perché il compromesso – quando è trasparente e non tradisce gli ideali di libertà e democrazia – è una bellissima cosa. Fra l’altro, **con una guerra in Europa ai confini dell’Ue, ridurre i membri dell’Unione non rappresenterebbe un segno di forza ma di enorme debolezza**. Mai come oggi, con il mondo nel caos geopolitico, [l’Ue deve restare compatta](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/occidente-3/). **Quanto all’Ungheria e alle sue intemperanze**, ebbene per quelle ci sono già in azione le regole che l’Ue si è data. Intendiamoci, il successo di ieri non risolve il problema delle questioni che la Ue si trova e si troverà ad affrontare nel presente e nel futuro.

**Diciamo meglio**.

- Primo: non risolve il problema della mancanza di una difesa comune europea, che renda Bruxelles capace di intervenire – anche con la deterrenza e ovviamente in sinergia con gli alleati occidentali (Usa e Gran Bretagna) e con la Nato – negli scenari di crisi globali in costante aumento. Un esercito comune che adesso dovrà essere il tema in cima all’agenda Ue, da realizzare nel più breve tempo possibile e superando quegli steccati nazionali che ancora resistono fra i Paesi membri rispetto al tema della difesa. L’Ue su questo si sta già muovendo, ma ancora troppo timidamente per un’epoca che richiede velocità di intervento e concretezza.

- Secondo: la buona notizia di ieri non risolve un altro limite che l’Ue deve scavalcare, sempre sulle questioni di politica estera. Ovvero il fatto che l’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza non può essere una figura istituzionale che parla tanto e conta poco. Si tratta di rivedere ruolo e funzioni della carica, potenziandoli e facendo in modo che gli uomini (o le donne) scelte per quel posto siano figure di altissimo profilo e di sintesi dello spirito dei Paesi Ue.

Con tutto il rispetto per **Josep Borrell** – o per coloro che nel ruolo di Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza lo hanno preceduto – occorre che la figura che incarna la politica estera dell’Unione europea sia un *leader* vero, capace di dialogare con i suoi pari nel mondo, dagli **Stati Uniti** al **Regno Unito** e via discorrendo.

Badate bene, **in questo caso non si tratta di utopia e neppure di perfezione ma di far politica e di mettere in campo il coraggio necessario per un’Unione europea ancora più coesa e forte nel *risiko* globale** in cui ci è dato di vivere.

di *Massimiliano Lenzi*
