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title: Lukashenko in trappola
description: Nonostante Lukashenko non abbia ancora inviato un solo soldato in Ucraina, la Bielorussia è stata comunque coinvolta nella guerra di Putin.
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date: 2022-04-08
author: Pierluigi Mennitti
url: https://laragione.eu/esteri/lukashenko-in-trappola/
categories: [Esteri]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
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# Lukashenko in trappola

![Lukashenko in trappola](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-62.jpg)

La Bielorussia è stata coinvolta nella guerra di Putin, relegata a retrovia militare e logistica delle truppe russe. Funzionari dell’intelligence Usa non escludono che Lukashenko possa alla fine gettare i suoi soldati nel conflitto.

Nonostante **Lukashenko** non abbia ancora inviato un solo soldato in **Ucraina**, la Bielorussia è stata comunque coinvolta nella **guerra di Putin**, relegata a retrovia militare e logistica delle **truppe russe**. Dal **Sud del Paese** si sono mosse le colonne ingloriosamente impegnate nella campagna di Kiev e lì stanno rientrando decimate, con sulla coscienza il carico delle atrocità commesse. I satelliti americani continuano a osservare proprio in Bielorussia grandi movimenti di truppe russe, segno della dislocazione delle forze verso l’area del **Donbass**, probabile fronte della prossima **offensiva di Pasqua**.

Ma assieme al rinnovato via vai dei **soldati di Mosca**, sono aumentati i sabotaggi organizzati dagli **oppositori del regime di Lukashenko**, che già avevano intralciato la movimentazione logistica prima dell’attacco di fine febbraio. Oppositori annidati non solo fra studenti e intellettuali ma anche tra lavoratori come i ferrovieri. Macchinisti, operai, addetti agli scambi: sono oltre una decina i sabotaggi documentati nelle ultime settimane dal *blogger* **Anton Motolko**, che sui suoi canali **Twitter e Telegram** monitora le azioni di ribellione contro la presenza russa nel suo Paese.

Il *network* delle ferrovie è vitale per la **logistica** dell’esercito di Putin e i sabotaggi hanno ritardato spostamenti, complicato strategie, ingolfato la non perfetta **macchina militare russa**. In molti casi il traffico è stato interrotto e non ripristinato, tanto che una parte delle movimentazioni è stata trasferita sulla **meno efficiente rete stradale**.

Nel frattempo la pubblicizzazione carbonara delle azioni di disturbo, fatta attraverso foto e messaggi su quel che resta in piedi del *web* libero o **volantini di rivendicazione**, ha ringalluzzito la sotterranea opposizione interna. Nelle ultime settimane si è registrata una silenziosa **fuga di giovani**: si tratta soprattutto di **militari**, spesso scappati con le proprie famiglie, che potrebbero essere chiamati a **combattere in Ucraina**.

Le *chat* dell’opposizione bielorussa pullulano di testimonianze in tal senso e talvolta le notizie filtrano anche sulla stampa occidentale. Il **“Tagespiegel” di Berlino** ha riportato la testimonianza di una coppia di giovani rifugiatasi in **Georgia**: altri sfollati da mettere in conto alla **guerra di Putin**.

Funzionari dell**’*intelligence* Usa** non escludono che Lukashenko possa alla fine** gettare i suoi soldati nel conflitto**. Se non lo ha ancora fatto è perché la maggioranza dei bielorussi è contraria.

La guerra non è un buon affare per un presidente da due anni sempre in bilico, perché le conseguenze stanno erodendo due dei pilastri su cui si fonda il suo potere (oltre all’apparato repressivo): il livello minimo ma diffuso di tranquillità economica con cui ha ‘comprato’ il consenso passivo della maggioranza della popolazione è minacciato dalle sanzioni occidentali, che colpiscono un sistema integrato come quello di **Minsk e Mosca**, mentre l’impossibilità di decidere tempi e presenze dell’armata russa sul proprio territorio **ne mina l’autorevolezza interna**.

Oggi il suo potere è ancora saldo e gli oppositori politici sono in **carcere** (come **Viktor Babariko**) o in **esilio** (come **Svetlana Tikhanovskaya**). Ma il buco nero della guerra, alla lunga, potrebbe inghiottire anche l’**autocrate di Minsk**.

 

Di *Pierluigi Mennitti*
