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title: L’umore filorusso in Germania est allarma le autorità di sicurezza
description: Berlino - Slogan aggressivi contro la comunità ucraina durante le proteste per il caro energia allarmano le autorità di sicurezza.
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date: 2022-10-17
author: Pierluigi Mennitti
url: https://laragione.eu/esteri/lumore-filorusso-in-germania-est-allarma-le-autorita-di-sicurezza/
categories: [Esteri]
tags: [energia, esteri, Evidenza, politica]
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# L’umore filorusso in Germania est allarma le autorità di sicurezza

![L’umore filorusso in Germania est allarma le autorità di sicurezza](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-18-12.png)

Slogan aggressivi contro la comunità ucraina durante le proteste per il caro energia.

Berlino –** Il fronte interno tedesco nella guerra russo-ucraina comincia a vacillare, almeno nella Germania orientale. E la comunità ucraina accolta solo qualche mese fa con impeto solidale ora entra nel mirino.** La miscela letale composta da crisi energetica e speculazione politica infiamma le piazze dei cosiddetti nuovi Länder, le regioni che un tempo facevano parte della Ddr e nelle quali, a dispetto della decennale dipendenza dall’Unione Sovietica i legami economici e sentimentali con Mosca sono rimasti forti.

**È in queste piazze, dalla Sassonia alla Turingia fino al Brandeburgo, che ogni lunedì, come abbiamo documentato più di un mese fa, i cittadini manifestano contro la politica energetica del governo.** Un miscuglio di malcontento e sfiducia che rilancia le proteste che hanno segnato altre crisi di questo ultimo decennio, dai migranti alla pandemia. Complottisti, xenofobi, no-vax, delusi della democrazia, critici del capitalismo, estremisti di destra e di sinistra: **ci sono tutti anche questa volta, spaventati dall’inflazione che galoppa e richiama i fantasmi di Weimar, dalle bollette energetiche alle stelle e dagli incubi della guerra nucleare**.

**Fin dall’inizio è apparso evidente che oltre al governo – forse più del governo – l’obiettivo delle proteste fosse più la vittima che il carnefice di questa guerra: l’Ucraina più che la Russia.** Già qualche settimana fa a Lubmin, cittadina sul Baltico punto terminale dei due gasdotti Nord Stream, un gruppo di manifestanti aveva estromesso dal corteo la piccola rappresentanza di rifugiati ucraini. E un po’ ovunque, nelle ultime settimane, sono aumentate le bandiere russe o delle repubbliche separatiste del Donbass. **Ma quel che è avvenuto nelle manifestazioni di lunedì scorso a Lipsia e Dresda, le due principali città della Sassonia, segna un salto di qualità che allarma le autorità di sicurezza.**

Durante la manifestazione a Lipsia, un gruppo di ucraini è stato arringato con *slogan* tipo «Nazisti fuori!» e altri insulti meno riportabili. **Diversi manifestanti hanno poi inveito accusando i rifugiati di vivere in Germania a spese dei contribuenti tedeschi. A Dresda, la splendida capitale della Sassonia ma anche del movimento anti immigrati Pegida, la comunità ucraina si è ugualmente dovuta confrontare con l’ostilità dei partecipanti alla manifestazione ufficiale contro il caro energia.** Su Internet ha circolato per ore il video girato da una cosiddetta *russendeutsche* (i russi di origine tedesca emigrati in Germania dopo la caduta dell’Urss) in cui la presenza ucraina viene commentata con frasi tipo: «Vladimir Putin non ha bombardato abbastanza il vostro Paese, un simile attacco ci farebbe comodo oggi qui a Dresda». La polizia ora indaga sull’autrice.

**Il massimo organo di sicurezza tedesco, l’Ufficio per la difesa della Costituzione, è già attivo nel monitoraggio delle manifestazioni del lunedì e ha lanciato un allarme qualche giorno fa su infiltrazioni politiche e sul rischio che tali cortei si trasformino in altrettante minacce al sistema democratico.** Ora si aggiungono le aperte intimidazioni contro la comunità rifugiata ucraina.

Di *Pierluigi Mennitti*
