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title: "Maduro, con i piedi incatenati, in tribunale a New York si dichiara innocente: “Sono io il presidente del Venezuela, mi hanno rapito”. La prossima udienza il 17 marzo"
description: "Nicolás Maduro ha fatto la sua prima apparizione davanti alla giustizia Usa: al tribunale di New York. \"Sono innocente\" ha dichiarato"
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date: 2026-01-05
author: Mario Catania
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, maduro, Trump, usa, venezuela]
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# Maduro, con i piedi incatenati, in tribunale a New York si dichiara innocente: “Sono io il presidente del Venezuela, mi hanno rapito”. La prossima udienza il 17 marzo

![Maduro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/01/Maduro-1-1024x639.jpg)

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2026-01-03 11:20:50

2026-01-03 10:20:50

Maduro come Noriega. Anzi, come el Chapo (o come Escobar). Da tempo gli Stati Uniti accusano Maduro di essere a capo del “Cartello de los Soles”

Maduro come Noriega. Anzi, come el Chapo (o come Escobar). Sebbene manchino ancora video e foto ufficiali, l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump riguardo la cattura del dittatore venezuelano Nicolas Maduro e della moglie (attualmente in volo verso gli Stati Uniti) inquadra l’operazione militare “Lancia Meridionale” appena condotta come un’operazione di polizia internazionale. I più di tre milioni di abitanti di Caracas, la capitale del Venezuela, hanno quindi visto interrompere la loro movida del venerdì sera non per essere invasi. Trump ha ordinato un decapitation strike contro il regime che ha trasformato uno dei Paesi più ricchi del Sudamerica in una fabbrica di profughi, violenza e iniquità economiche. Maduro le ha provate tutte per restare al potere: sparare sul suo popolo, truccare le elezioni, promettere ai gringos di ritornare a fare affari petroliferi dopo le nazionalizzazioni (senza però mantenere le promesse). Ad un certo punto, però, anche ai più grandi e geniali truffatori finisce la corda e la fantasia. Gli elicotteri CH-47G “Chinook” per operazioni speciali, appartenenti al 160º Reggimento di Aviazione per Operazioni Speciali (SOAR) dell’Esercito degli Stati Uniti, hanno volato a bassa quota nei cieli caraquegni per porre fine a una delle dittature più stolte degli ultimi anni. L’antiaerea venezuelana: non pervenuta, non sappiamo se perché disabilitata dagli strike statunitensi preventivi o dalla corruzione dei comandanti (o da un mix di entrambe le cose). Non che Maduro non avesse preso delle contromisure, mentre si esibiva in balletti e canzoncina sulla tv pubblica venezuelana per dimostrare sprezzo del pericolo e tenuta del regime. Pare infatti che gli incursori statunitensi l’abbiano dovuto prevelare da Fuerte Tiuna, la base militare incastonata tra le colline de Bello Monte e Santa Mónica e El Valle nella zona Sud della capitale. Le smitragliate registrate nei numerosi video apparsi su internet confermano che i soldati presenti hanno opposto una qualche resistenza, ma né la posizione favorevole del complesso né la guarnigione hanno potuto impedire l’arresto di Maduro.È utile scrivere arresto perché è, molto probabilmente, appunto il modo in cui Washington caratterizzerà questa invasione della sovranità venezuelana. Da tempo gli Stati Uniti accusano Maduro di essere a capo del “Cartello de los Soles”, una struttura impegnata nel narcotraffico internazionale grazie anche al coinvolgimento di parte del gargantuesco apparato di generali dell’esercito venezuelano (più di 2mila alti graduati, un record mondiale. A novembre Trump aveva fatto inserire il Cartello nella lista delle entità terroristiche, mettendo quindi Maduro alla pari di Osama Bin Laden o Abu Bakr al-Baghdadi quale capo dell’organizzazione. Un percorso molto chiaro di cui l’attacco di oggi è stato l’atto finale, con l’obiettivo di stimolare un regime change nel Venezuela che permetta una sua normalizzazione.Al costo della de-normalizzazione delle relazioni internazionali, che si stanno sempre più allontanando dalla stasi degli anni Novanta per delineare un mondo in cui la violenza torna a essere un tassello ineludibile dei rapporti tra le nazioni.

di Camillo Bosco

Gli Stati Uniti catturano Maduro, il capo del "Cartello de Los Soles", rapito dalla base di Fuerte Tiuna

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2026-01-03 11:20:55

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2026-01-04 09:21:06

2026-01-04 08:21:06

Il deposto presidente venezuelano Maduro è un criminale, un uomo che ha affamato il proprio popolo, in linea con il suo predecessore e punto di riferimento Chavez. Le immagini dell'arresto

Il deposto presidente venezuelano Maduro è un criminale. Un dittatore. Un uomo che, in linea con il suo predecessore e punto di riferimento Chavez, ha affamato il proprio popolo, lo ha ridotto in uno stato compassionevole in termini di diritti civili e condizioni economiche, praticando in modo regolare la sopraffazione, la violenza e ogni genere di soprusi. In particolar modo contro gli oppositori politici, ma non solo. Un mondo senza Maduro è un mondo migliore, in estrema sintesi.Sul come si sia arrivati a un mondo senza Maduro (e a un’infinità di punti interrogativi), dopo il colpo di mano militare ordinato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è però doveroso nutrire sentimenti di profonda inquietudine.Se gli Stati Uniti si muovono al di fuori di un quadro legale riconoscibile e procedono - utilizziamo le parole dello stesso capo della Casa Bianca - sostituendosi al potere politico di uno Stato sovrano “fino a una ordinata e sicura transizione”, si fa fatica a capire su quali basi Washington dovrebbe condannare Vladimir Putin per la sua pretesa del febbraio 2022 di destituire il democraticamente eletto leader dell’Ucraina Volodymyr Zelensky (infatti non lo condanna).Ancora una volta, Donald Trump è intervenuto militarmente senza coinvolgere il Congresso, senza un voto del medesimo, appellandosi in modo tortuoso a leggi successive all’11 settembre.È sempre Donald Trump a dirci la verità, richiamando il “nostro petrolio” rubato - il Venezuela non solo detiene le più vaste riserve conosciute di petrolio al mondo, ma è diventato il principale esportatore di greggio verso paesi concorrenti nella migliore delle ipotesi degli Usa come la Cina, l’India e la stessa Russia - e con il richiamo alla “Dottrina Monroe”. Con questa, l’omonimo presidente nel remoto 1823 dichiarò di fatto l’intera America latina “cortile di casa” degli States. Peccato che siano passati 203 anni e che l’allora Presidente Monroe si riferisse in modo particolare alla Spagna e ai suoi appetiti coloniali. Dire un altro mondo è poco, come intuitivo.Donald Trump ha una schietta visione imperialista del suo ruolo e del suo Paese, ma il Presidente degli Stati Uniti non è un imperatore, è sottoposto a un controllo per sua natura flessibile eppur rigido dei poteri. Circostanza che l’attuale inquilino della Casa Bianca ignora con entusiasmo.E questo è un problema di tutti, non solo del deposto Presidente Maduro declassato a capo di un cartello di narcotrafficanti.Le parole del comitato editoriale del New York Times ci sembrano una perfetta sintesi che dovrebbe stare a cuore a chiunque creda nel ruolo degli Stati Uniti e delle liberaldemocrazie: “Trump non ha ancora offerto una spiegazione coerente per le sue azioni in Venezuela (…). Se vuole sostenere il contrario, la Costituzione stabilisce chiaramente cosa deve fare: rivolgersi al Congresso. Senza l'approvazione del Congresso, le sue azioni violano la legge statunitense”.

Di Fulvio Giuliani

Maduro un criminale, ma Trump scavalca legge e Congresso

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2026-01-04 14:49:04

2026-01-04 13:49:04

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2026-01-04 17:39:26

2026-01-04 16:39:26

Operazione “Absolute Resolve”: la più imponente azione militare dai tempi della Seconda guerra mondiale - IL VIDEO

Il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato questo reel sul suo profilo Truth poche ore dopo l’arresto dell’autocrate di Caracas. Il montaggio si apre con le esclamazioni fatte da Maduro solo pochi mesi fa. Era l’inizio delle operazioni militari USA contro le imbarcazioni dei narcos, quando il presidente venezuelano sfidava con toni accesi l’amministrazione Trump: “Venite, vi aspetto qui a Miraflores. Codardi”. A queste immagini fanno seguito i video dei raid del 3 gennaio: un’operazione chirurgica che ha coinvolto quattro siti strategici del Paese e condotto la squadra Delta nella camera da letto dell’autocrate.

Alle 22:46 di venerdì 2 gennaio (in Italia sono le 4:46 di sabato 3 gennaio) scatta l’ora X. La mobilitazione ha coinvolto più di 150 velivoli partiti da 20 basi (comprese portaerei e aeroporti nei Caraibi). F-35, droni, bombardieri B-1 ed elicotteri, per il tycoon si tratta della “più imponente azione militare dai tempi della IIWW”. A notte fonda i caccia penetrano nello spazio aereo venezuelano e bombardano almeno quattro siti strategici: il porto La Guaira, l’aeroporto Higuerote, le postazioni del La Carlota e il complesso militare di Fuerte Tiuna. I droni mettono fuori uso la contraerea e si alzano in volo gli elicotteri Apache con a bordo le squadre speciali Delta Force. Sono le 2:00 del mattino a Caracas (l’1:00 a Washington e le 7:00 in Italia) quando gli incursori fanno irruzione nel perimetro della residenza in cui dorme la coppia presidenziale. Staccano la corrente, scavalcano le cinte di protezione e penetrano al piano terra dove trovano Maduro e la moglie Cilia Flores. L’autocrate si alza e prova a rifugiarsi in una stanza bunker, ma viene fermato e ammanettato insieme alla moglie, che non ha nemmeno fatto in tempo ad alzarsi dal letto. L’arresto è durato 46 secondi ed è stato notificato dagli agenti dell’FBI. Come precisato da Mark Rubio, non si tratta di un atto di guerra nei confronti del Venezuela, bensì “dell’esecuzione di un ordine ricevuto dai giudici americani”. Gli elicotteri si rimettono in quota e atterrano sulla portaerei Iwo Jima, dopodiché la flotta fa rientro verso le coste della Florida.

Di Angelo Annese

“Venite, codardi”: Trump si beffa dell’autocrate di Caracas dopo l’arresto

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2026-01-04 17:39:32

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