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title: Mahsa, il tuo nome sarà un simbolo
description: Dopo la morte di Mahsa tantissimi giovani iraniani sono scesi in piazza per protestare ma le autorità hanno bloccato Internet. 
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date: 2022-09-21
author: Massimo Balsamo
url: https://laragione.eu/esteri/mahsa-il-tuo-nome-sara-un-simbolo/
categories: [Esteri]
tags: [diritti, donne, esteri, Evidenza]
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# Mahsa, il tuo nome sarà un simbolo

![Mahsa, il tuo nome sarà un simbolo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/Evidenza-sito-15-4.png)

Dopo la morte di Mahsa tantissimi giovani iraniani sono scesi in piazza per protestare ma le autorità soffocano la libertà bloccando gli accessi a Internet.

**Una ciocca di capelli sfuggita dal velo: tanto è bastato a porre fine alla vita di Mahsa Amini.** La tragedia si è consumata lo scorso venerdì a Teheran, in Iran, dove la libertà delle donne è sempre più in pericolo e l’utilizzo della violenza è diventato sempre più sistematico. **Torture e percosse, calci e pugni: così è stata uccisa la ventiduenne originaria del Kurdistan, morta dopo tre giorni in stato di coma.** Un affronto spaventoso ai diritti umani, l’ultimo di una lunga serie. La rivoluzione khomeinista del 1979 ha avuto riflessi consistenti sulla vita delle donne ma l’imposizione più resistente e difficile da eclissare resta l’obbligo di indossare il velo.

**Nel corso delle ultime settimane, la situazione è peggiorata in maniera esponenziale: per la precisione, da quando il presidente Ebraihim Raisi ha ordinato una stretta nell’applicazione più rigida delle leggi islamiche.** Le violenze sono all’ordine del giorno, con le donne in costante difficoltà nell’esercitare le libertà fondamentali. Ma la morte di Mahsa Amini non può e non deve essere dimenticata.

I primi risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nonostante le patetiche scuse delle autorità – «È stato uno sfortunato incidente e speriamo non si ripeta», «Nessuna violenza, ha avuto un infarto» e molte altre fandonie – **centinaia di iraniani sono scesi in piazza per protestare e sfidare il potere**. Coraggiose e pronte a tutto per rivendicare la libertà, decine di donne hanno deciso di bruciare il velo islamico e di tagliarsi i capelli davanti a tutti. In prima linea anche l'attrice Anahita Hemmati e l’attivista Masih Alinejad. «Dall’età di 7 anni se non ci copriamo il capo non possiamo andare a scuola o avere un lavoro. Siamo stufe di questo regime di *apartheid* di genere» ha ricordato quest’ultima, in esilio negli States per le sue battaglie contro il regime. Lo *slogan* scelto è «Il tuo nome sarà un simbolo». Per un futuro di diritti e libertà.

**Le prime manifestazioni sono iniziate già venerdì sera, con tantissime persone fuori dall’ospedale di Kasra, dove si è spenta Mahsa.** Giovani in prima linea: ragazze e ragazzi delle più importanti università di Teheran (Amir Kabir University, Shahid Beheshti University e Teheran University) si sono radunati per le strade della capitale per condannare l’ennesimo sopruso delle forze dell’ordine. E ancora, proteste focose sono state registrate da Rasht a Mashhad, da Buqan a Saqez fino a Sanandaj, Karaj e Isfahan. **A Divandareh, regione curda, le manifestazioni sono state molto intense e la repressione della polizia è stata durissima. Secondo Hengaw, organizzazione che monitora la situazione dei diritti umani in Iran, ci sarebbero state due vittime.**

Per soffocare le dimostrazioni di dissenso la polizia non ha lesinato azioni violente con tanto di manganelli, lacrimogeni e getti d’acqua. **Le autorità, inoltre, stanno ostacolando l’accesso a Internet nella città di Sanandaj, epicentro delle manifestazioni.** **Molti iraniani hanno confermato di non poter caricare foto e video su Instagram o inviare contenuti su WhatsApp.** Il motivo? Semplice, arginare le proteste e impedire la diffusione di notizie scomode sul *web*, alla portata di tutti. Ma questa volta, forse, non basterà.

Di *Massimo Balsamo*
