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title: "Minacce, rinunce, tregua e paure: la folle giornata di Islamabad"
description: L’unico, vero appuntamento su cui si potrebbe costruire un simulacro di speranza fra Usa e Iran - il vertice a Islamabad - è saltato
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date: 2026-04-22
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/minacce-rinunce-tregua-e-paure-la-folle-giornata-di-islamabad/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, Iran, usa]
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# Minacce, rinunce, tregua e paure: la folle giornata di Islamabad

![Islamabad](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/04/Islamabad-1024x639.jpg)

Usa e Iran si parlano, anzi no. Almeno per ora. L’unico, vero appuntamento su cui si potrebbe costruire un simulacro se non di ottimismo, almeno di speranza - il vertice a Islamabad, in Pakistan - è saltato

**Usa e Iran si parlano, anzi no**. Almeno per ora.

L’unico, vero appuntamento su cui si potrebbe costruire un simulacro se non di ottimismo, almeno di speranza - **il vertice in Pakistan** - [è saltato](https://laragione.eu/esteri/iran-khamenei-autorizza-i-colloqui-ma-teheran-afferma-non-abbiamo-ancora-deciso-sospeso-il-volo-di-vance-e-della-delegazione-usa-verso-islamabad-trump-avremo-un-grande-accordo-non-hanno-sc/) **ieri sera.**

**A dar peso alle minacce ripetute da Donald Trump**, avremmo dovuto correre il concreto rischio di tornare ai bombardamenti, ma è stato lo stesso capo della Casa Bianca ad annunciare in serata una proroga del cessate il fuoco in scadenza proprio oggi. “**Per aspettare che in Iran si raggiunga una posizione unitaria da presentare ai colloqui**”.

**Un pragmatismo** che, almeno per qualche ora, ha messo da parte le parole di fuoco fini a se stesse.

## Giornata convulsa e contraddittoria quella vissuta a Teheran. Salta il secondo round di colloqui a Islamabad

**Giornata convulsa e contraddittoria quella vissuta a Teheran**: sarebbe stata la Guida Suprema Mojtaba Khamenei in persona ad autorizzare l’invio della delegazione a **Islamabad**. Peccato che dall’Iran alla fine non sia partito nessuno. Hanno vinto le frizioni interne al potere e la sconfortante certezza di poter tirare la corda con Trump, perso nelle sue mille dichiarazioni.

**Era significativo il livello della delegazione Usa pronta a partire per il Pakistan e bloccata quasi sulla scaletta dell’aereo**, capeggiata anche in quest’occasione dal vicepresidente J.D. Vance, oltre che dagli ormai inseparabili negoziatori Jared Kushner e Steve Witkoff.

Ancor più sconcertante, davanti a questa disponibilità nei fatti da parte americana, il dietrofront iraniano e quanto la teocrazia non si faccia alcun problema a cercare di risolvere le proprie faide interne con questo sfinente e un po’ ridicolo **vengo-non vengo**.

Del resto, in condizioni normali l’indisponibilità di Teheran a discutere della rinuncia al nucleare porterebbe di per sé al fallimento di qualsiasi trattativa. Solo che in questa storia, cominciata lo scorso 28 febbraio, **di normale non c’è nulla**.

**Più il presidente Usa alza la voce, più l’Iran ha la sensazione che in realtà le carte del tycoon** - per dirla come Trump comprenderebbe e apprezzerebbe - **non sono poi questa gran mano**.

di *Fulvio Giuliani*
