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title: "Nancy Pelosi a Taiwan in un&#8217;atmosfera (già) altamente infiammabile"
description: "La visita di Nancy Pelosi a Taiwan, ancora non certa, scalda un panorama geopolitico già altamente infiammabile dopo l'invasione di Putin."
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date: 2022-08-02
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/esteri/nancy-pelosi-a-taiwan-geopolitica-rovente/
categories: [Esteri]
tags: [Cina, esteri, Evidenza, politica, usa]
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# Nancy Pelosi a Taiwan in un&#8217;atmosfera (già) altamente infiammabile

![nancy pelosi a taiwan](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-21.jpg)

La visita di Nancy Pelosi a Taiwan, ancora non certa, scalda un panorama geopolitico già altamente infiammabile dopo la guerra di Putin contro l'Ucraina. Nel frattempo anche a due passi dall'Italia, in Kosovo, la corda è al massimo della sua tensione. Occorre evitare che si spezzi.

Il mondo è diventato un posto maledettamente caldo e può prender fuoco in ogni momento perché gli amanti dei falò non mancano. Non stiamo parlando del clima e degli incendi nei boschi ma della geopolitica e dei rapporti fra gli Stati, radicalmente cambiati dopo l’invasione russa dell’Ucraina e con una guerra tornata nel cuore dell’Europa. E non finisce qui, perché **l’alta infiammabilità del pianeta si ripropone in diverse aree geografiche: una a pochi passi dall’Italia, in Kosovo (dove sono presenti i nostri carabinieri come forza di stabilizzazione e di pace) e l’altra a Taiwan, nell’Indo-Pacifico.**

Cominciamo dal Kosovo, dove le tensioni tra il Paese e la Serbia sono salite alle stelle dopo che il governo locale ha approvato un provvedimento su documenti d’identità e targhe automobilistiche (che, solitari, anticipammo con un articolo di Franco Vergnano su “La Ragione” del 15 luglio). Questo prevede il** divieto dell’uso di documenti e targhe serbe nelle regioni del Nord Kosovo (a maggioranza serba)** ma le tensioni hanno fatto rinviare di un mese la sua entrata in vigore. Prender tempo dovrebbe servire alle diplomazie per cercare di raffreddare gli animi che la Russia ha subito provato a scaldare, sottolineando che le provocazioni contro Belgrado devono finire. Considerando che la Serbia ha richiesto da anni l’adesione all’Unione europea, gli elementi negoziali sul tavolo non mancano, a patto di non commettere errori (versante kosovaro compreso).

Se dai Balcani ci spostiamo in Oriente, nell’Indo-Pacifico, ecco che **le tensioni stavolta riguardano Taiwan e i rapporti tra Usa e Cina.** In questi giorni, dopo che giovedì scorso il presidente americano Joe Biden e il cinese Xi Jinping si sono parlati per due ore, la *speaker* democratica della Camera americana, **Nancy Pelosi, è nel continente asiatico per un viaggio che toccherà Singapore, Giappone, Corea del Sud e Malesia.** La sua annunciata visita a Taiwan – di cui resta una declinazione al condizionale – è in queste ore oggetto di tenzone, considerando che fonti cinesi sostengono che la Pelosi andrà oggi a Taipei e che pure la “Cnn” (citando fonti Usa e taiwanesi) ieri parlava addirittura del pernottamento di un giorno della democratica americana nella capitale dell’isola. Nell’attesa di vedere cosa farà Nancy,** è bastato l’annuncio della sua visita a scaldare i fuochi cinesi.**

Pechino ha parlato di suoi caccia verso l’isola, di esercitazioni con proiettili veri e pure di voler intercettare l’aereo su cui viaggerà la delegazione Usa. Diciamolo chiaro:** la visita di Nancy Pelosi a Taiwan sarebbe un errore diplomatico e politico** perché in questo particolare momento rompere lo *status quo* – al di là del *wrestling* di circostanza fra Usa e Cina – aprirebbe un fronte potenzialmente persino più insidioso della guerra in Ucraina e indebolirebbe ulteriormente Xi Jinping, già in difficoltà, senza garanzie per l’Occidente su un suo eventuale successore e sul futuro degli equilibri mondiali.

Un *risiko*, quello dei rapporti di forza tra gli Stati, che **gli Usa paiono aver ben compreso passare pure dall’Africa.** Dal 7 all’11 agosto prossimi il segretario di Stato Usa Antony Blinken si recherà infatti in visita in Sudafrica, Repubblica Democratica del Congo e Ruanda mentre l’ambasciatrice americana all’Onu Linda Thomas-Greenfield (nominata dal presidente Joe Biden) dovrebbe recarsi in Ghana e Uganda. Il *tour* africano di Blinken è interessante per due ragioni. La prima riguarda la visita in Sudafrica (Paese che fa parte dei Brics assieme a Cina, Russia, India e Brasile), la seconda è il marcare stretto la Russia e la Cina nel loro lavorio di influenza e penetrazione nel Continente Nero che va avanti da tempo. Perché nel 2022 i focolai di crisi possono accendersi in ogni momento e in ogni parte della Terra. È questa la lezione del presente. **Alla diplomazia e alla politica occidentali non resta che farne tesoro per evitare che i piromani gongolino.**

Di *Massimiliano Lenzi*
