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title: Nasa contro SpaceX, i ritardi nella corsa alla Luna fanno paura anche a Trump
description: Scacco a Trump. La Nasa cerca nuovi partner privati per la corsa alla Luna a discapito di SpaceX, l’azienda di Elon Musk
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date: 2025-10-27
author: Francesco Gottardi
url: https://laragione.eu/esteri/nasa-contro-spacex-i-ritardi-nella-corsa-alla-luna-fanno-paura-anche-a-trump/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, spazio, Trump, usa]
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# Nasa contro SpaceX, i ritardi nella corsa alla Luna fanno paura anche a Trump

![Nasa SpaceX](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/Nasa-SpaceX-1024x639.jpg)

Scacco a Trump. O quantomeno alla sua siderale creatura. In questi giorni la Nasa, scatenando un polverone istituzionale non da poco, ha annunciato di voler cercare nuovi partner privati per la corsa alla Luna a discapito di SpaceX, l’azienda di Elon Musk

**Scacco al *tycoon*. O quantomeno alla sua siderale creatura. In questi giorni la** [Nasa](https://www.nasa.gov/)**, scatenando un polverone istituzionale non da poco, ha annunciato di voler cercare nuovi *partner* privati per la corsa alla Luna a discapito di** [SpaceX](https://www.spacex.com/)**, l’azienda di** [Elon Musk](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/migranti-in-albania-elon-musk-attacca-i-giudici-italiani-se-ne-devono-andare/) **fin qui incaricata di costruire la sonda che trasporterà i cosmonauti americani sul nostro satellite, in occasione della missione “Artemis III”.** «Stanno realizzando progetti notevoli, ma sono in ritardo sulla tabella di marcia. E siccome siamo in serrata competizione con la Cina, abbiamo deciso di allargare il contratto di produzione ad altri *big* di settore in concorrenza con SpaceX» sono state le parole di Sean Duffy, amministratore *ad interim* dell’ente aerospaziale statunitense e segretario dei Trasporti nell’attuale governo [Trump](https://laragione.eu/esteri/trump-l-america-great-again-torna-all-eta-dell-oro/).

## Nasa contro SpaceX e il cambio di rotta sintomatico degli affanni di Washington

**Un cambio di rotta sintomatico degli affanni di Washington, stretta fra l’arrembaggio di Pechino al cielo e l’imbarazzo dei continui rinvii sull’epocale programma di allunaggio.** Perché inizialmente “Artemis III” avrebbe dovuto compiere il suo volo quest’anno, poi nel 2026 e ora è divenuto improbabile anche che ciò possa avvenire nel 2027. A questo punto altri contrattempi in agenda, fa capire Duffy, da oggi non saranno più ammessi.

**La notizia ha naturalmente fatto andare Musk su tutte le furie.** Il magnate si è sfogato su [X](https://laragione.eu/esteri/il-regno-unito-in-fuga-da-x/), accusando il capo della Nasa di avere un quoziente intellettivo a due cifre. «Sean *Dummy* (storpiatura voluta del cognome, che scritto così significa “tonto” o “fantoccio”, *ndr.*) ha intenzione di distruggere l’istituzione che si è ritrovato a dirigere!». Al contempo il fondatore di Tesla si dice «convinto che SpaceX avanza come un fulmine rispetto al resto dell’industria aerospaziale e riuscirà a portare a termine l’intera missione in solitaria. Segnatevi le mie parole».

## Finora SpaceX ha goduto di un importante canale preferenziale, certificato da un contratto d’appalto da 2,9 miliardi di dollari firmato con la Nasa nel 2021

**Finora la società di Musk ha goduto di un importante canale preferenziale, certificato da un contratto d’appalto da 2,9 miliardi di dollari firmato con la Nasa nel 2021.** Il problema è che da allora ci sono stati diversi incidenti di percorso, soprattutto attorno allo sviluppo di “Starship”: il gigantesco vettore super pesante scelto da Houston come unico *lander* lunare. Si tratta di un’opera ingegneristica colossale e senza precedenti, che una volta operativa rivoluzionerà l’intero concetto di accessibilità allo Spazio. Ma, come fanno notare gli addetti ai lavori, è fin troppo grande e complessa rispetto a quel che occorre per l’allunaggio di due persone. E colpevolmente la Nasa a lungo non ha avuto alcun piano B per internalizzare il processo, arrivando a dipendere interamente dai progressi di SpaceX che si sono rivelati deludenti. O se non altro poco compatibili con le esigenti tempistiche di “Artemis III”.

## Oltre alle magagne di “Starship”, ci sono altri due elementi cruciali che nelle ultime settimane hanno mandato in affanno la Nasa

Oltre alle magagne di “Starship”, **ci sono altri due elementi cruciali che nelle ultime settimane hanno mandato in affanno la Nasa.**

- Primo: Donald Trump, piuttosto spazientito, pretende che il nuovo sbarco sulla Luna avvenga entro e non oltre il 20 gennaio 2029 (data non casuale, visto che coincide con la scadenza del suo secondo mandato da presidente);

- Secondo, altrettanto importante: Pechino non sta facendo alcun passo falso, anzi. L’agenzia spaziale cinese sta svolgendo un’esplorazione lunare parallela con notevoli risultati preliminari. E realizzerà il suo primo allunaggio umano entro il 2030.

**Si capisce allora che il vantaggio americano è ormai troppo risicato per essere messo a repentaglio.** E pazienza se a farne le spese dovrà essere una potenza economica come Musk: meglio lui che gli Stati Uniti, qualora dovesse avverarsi in mondovisione il sorpasso asiatico sul satellite (quale onta per lo zio Sam!).

**Le alternative a SpaceX?** Di sicuro c’è [Blue Origin](https://www.blueorigin.com/) dell’arcirivale [Jeff Bezos](https://laragione.eu/life/tech/bezos-blue-origin/), che già collabora con la Nasa per altri progetti in orbita. E nelle ultime ore si fa largo anche il nome di Lockheed Martin, specializzata nell’ingegneria della difesa: aveva assemblato con successo il veicolo spaziale “Orion” utilizzato per la missione “Artemis I”. Per la serie: “Squadra che vince non si cambia”. E Washington non può proprio permettersi di perdere la Luna.

di *Francesco Gottardi*
