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title: "Nato, alleati lontani: l’Atlantico si allarga sull’Ucraina"
description: Sembra di poter osservare che il vertice Nato conclusosi ieri sia stato il punto di maggiore lontananza e quello di maggiore vicinanza
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date: 2025-06-26
author: Davide Giacalone
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, politica]
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# Nato, alleati lontani: l’Atlantico si allarga sull’Ucraina

![Nato](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/UNA-FOTO-241-1024x639.jpg)

Sembra di poter osservare che il vertice Nato conclusosi ieri sia stato, allo stesso tempo, il punto di maggiore lontananza e quello di maggiore vicinanza

**Fra alleati tutto sta a calibrare i reciproci obblighi di solidarietà.** Fra europei molto sta nel centralizzare i calibri delle armi necessarie per difendersi, per non trovarci a spendere più del dovuto e ad avere cartucce e fucili incompatibili.

**I rapporti personali contano, ma non superano mai gli interessi nazionali e non cancellano i problemi reali. **Capi di Stato e di governo che pensassero di far valere questioni personali o scambiassero le alleanze per amicizie sarebbero ridicoli. **Se il presidente americano rende pubblica una sviolinatura ricevuta dal segretario generale della Nato** (olandese), quel che ha in mente è ridurre il peso degli europei. **Che a lui sembra essere troppo rilevante, a dispetto di tanti europei convinti di non contare niente.**

Di converso, se il presidente francese e il cancelliere tedesco decidono di avviare l’incontro de L’Aia pubblicando sul “Financial Times” un articolo a doppia firma, non lo fanno per ostentare un’intesa ma per rispondere alla linea politica statunitense, **ribadendo che gli sforzi fatti per dividere i loro Paesi sono destinati a non dare frutti.**

Tenuto conto di questo, **sembra di poter osservare che il vertice Nato conclusosi ieri sia stato, allo stesso tempo, il punto di maggiore lontananza e quello di maggiore vicinanza**. La maggiore distanza fra gli Stati Uniti e gli alleati europei è segnata da due elementi di grosso peso. **Il primo è l’indubbio rapporto privilegiato che [Trump](https://laragione.eu/esteri/da-hiroshima-a-fordow-ormai-e-tutto-show/) coltiva con Putin**, al punto da mollare alla loro sorte gli ucraini e dal non danneggiare troppo e interdire per il futuro gli interessi russi in Iran.** **

**Il secondo consiste nel mettere in dubbio la validità dell’articolo 5 del trattato che regola la Nato, quello che comporta l’automatico ingresso in guerra ove uno degli alleati sia aggredito.** Le differenze politiche sono sempre esistite, all’interno dell’alleanza difensiva, ma nessuno ha mai avanzato quel tipo di dubbio.** La sua sola esistenza è in grado di liquidare la Nato.** Vista l’autorevolezza della fonte e considerata l’abitudine di dire a stretto giro una cosa e il suo contrario, **quel dubbio trumpiano resta lì, a pesare per il solo fatto che lo si è voluto enunciare.**

Reagendo a questo trattamento, **gli europei hanno lanciato segnali di condivisione continentale. Differenze e distanze esistono e persistono, ma c’è anche la consapevolezza che indebolirsi a vicenda rende solo tutti più deboli**. Anche Francia a Germania hanno interessi divergenti (si pensi al debito) come Macron e Merz hanno idee diverse (si pensi all’Iran), ma il loro presentarsi firmatari assieme di un articolo ha un preciso significato: a dividerci ci pensiamo da soli, a usare le divisioni non ci pensi nessuno.

**E qui si arriva al cuore del ruolo della Nato e al nocciolo della frattura politica, ricomposta nello stucco delle dichiarazioni finali: per gli Usa di oggi l’eventuale perdita o mutilazione dell’Ucraina è un danno accettabile, per gli europei resta inaccettabile**. Per gli Usa è naturale che Putin voglia disporre di una sfera d’influenza, per gli europei quella sfera è destinata a rotolare loro addosso.** Gli Usa hanno ragione a chiedere agli europei di essere maggiormente responsabili della loro sicurezza**, mentre hanno torto nell’indurre dubbi circa la cobelligeranza in caso di aggressione.

Al vertice Nato tenutosi a Pratica di Mare, nel 2002, furono gli europei (in particolare gli italiani e Berlusconi) a convincere gli americani circa l’affidabilità di Putin.** Al vertice del 2025 gli americani hanno ancora provato a convincerne gli europei, senza riuscirci. **Forse è cambiato Putin, di sicuro non è cambiato il mondo e non è cambiata la storia. I tedeschi erano i più entusiasti degli affari con i russi, ora considerano chiusi per sempre i gasdotti. **Il futuro è sulle ginocchia di Giove, ma è escluso che gli europei possano accettare di ritrovarsi inginocchiati ad accettare l’abbandono dell’Ucraina**. E, su questo, l’Atlantico è diventato più largo di quello che navigò Colombo.

di *Davide Giacalone*
