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title: Nel sacco
description: Proviamo a ragionare sullo scandalo che ha investito il Parlamento europeo con presunte lobby corrotte in Qatar
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date: 2022-12-13
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/esteri/nel-sacco/
categories: [Esteri]
tags: [Europa, Evidenza]
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# Nel sacco

![Europa e Qatar nel sacco](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-1-7.jpg)

Proviamo a ragionare sullo scandalo che ha investito il Parlamento europeo con presunte lobby in Qatar. Per non far cadere la democrazia in un cul-de-sac.

**Il cervello non è una banconota, perciò non mettiamolo dentro un sacco** e proviamo a ragionare sullo scandalo che in questi giorni ha investito alcuni esponenti politici (di sinistra) del Parlamento europeo: **gli inquirenti ritengono che Qatar e Marocco gli abbiano trasferito denaro e offerte di regali di lusso per promuovere la loro immagine e svolgere attività di *lobby***. Se trasparente e alla luce del sole, il lobbismo è attività lecita di cui si nutrono il capitalismo e anche gli Stati. In Unione europea (come negli Stati Uniti) esistono norme che lo regolano, norme che mancano invece in alcuni suoi Paesi membri come l’Italia. Provvedere a questa mancanza sarebbe cosa buona e giusta, fermo restando che la corruzione – laddove si consuma ed è provata – rimane ovviamente un reato da colpire.

Detto del lobbismo, veniamo al Parlamento europeo. **Ma davvero in Qatar sono convinti che gli eurodeputati (o gli ex) siano così ascoltati dai cittadini europei?** Un conto sono le attività che il Parlamento Ue svolge, altro il peso di questo presso l’opinione pubblica: molti tra noi (compreso chi scrive) difficilmente conoscono persino i nomi e i cognomi di tutti gli eurodeputati del proprio Paese. Per questo la vicenda di cui si sta occupando la magistratura belga solleva – riguardo ai ricchi qatarioti – un dubbio: non è che hanno preso un bel bidone stile Totò, Nino Taranto e la vendita della Fontana di Trevi, sopravvalutando il peso e il ruolo dei politici oggi oggetto delle indagini? La domanda è legittima così come ha senso – mentre non si ferma l’indignazione per i sacchi di soldi e per le cronache quotidiane sull’inchiesta – fare una distinzione.

**Un eurodeputato può parlare bene del Qatar, rientra nella sua libertà di pensiero e di espressione, purché non lo faccia perché corrotto**. Sull’onda di una eterna questione morale che riguarda i comportamenti della politica e il giudizio delle opinioni pubbliche, il rischio infatti è che d’ora in avanti chiunque parli bene di quel Paese diventi immediatamente un venduto. La qual cosa, se usciamo dagli emiri e andiamo a parlare di Russia o di Iran, diventa una questione di politica internazionale e di equilibri di potere.

**Vi sono purtroppo Paesi e aree del mondo dove la democrazia non esiste e non esiste il rispetto dei diritti**. Lo sappiamo. Con questi Stati cosa devono fare le democrazie e i politici eletti? Non parlare affatto perché sarebbe come vendersi? Sostenere questo sarebbe un errore di realismo politico che non migliorerebbe i diritti delle persone che lì vivono. La Cina non è democratica. La Russia non è democratica. L’Iran non rispetta i diritti e pratica impiccagioni vergognose. Il Qatar non ha la legislazione sul lavoro che abbiamo in Europa. La Turchia non è un giardino dell’Eden. E l’elenco potrebbe continuare. **Di questo passo la politica occidentale smetterebbe di parlare con chiunque,** senza per questo rendere il mondo un posto migliore e più libero. Il che non sarebbe un passo avanti per la democrazia, quanto piuttosto il suo *cul-de-sac*.

 

*di Massimiliano Lenzi*

 

 
