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title: "Raid su Tel Aviv e Gerusalemme: 10 morti e 200 feriti -IL VIDEO"
description: "Notte di raid su Tel Aviv e Gerusalemme: 8 morti e 200 feriti. Pioggia di missili dall'Iran e dallo Yemen contro Israele."
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date: 2025-06-15
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/esteri/notte-di-raid-su-tel-aviv-e-gerusalemme/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Iran, israele, Trump, viral]
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# Raid su Tel Aviv e Gerusalemme: 10 morti e 200 feriti -IL VIDEO

![Notte di raid su Tel Aviv e Gerusalemme 8 morti e 200 feriti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/Notte-di-raid-su-Tel-Aviv-e-Gerusalemme-8-morti-e-200-feriti-1024x639.jpg)

2025-06-14 08:58:31

2025-06-14 06:58:31

Sale a 3 morti e circa 80 feriti il bilancio degli attacchi iraniani contro Israele. Araghchi, ministro Esteri iraniano, mette in guardia "sulle possibili conseguenze del sostegno ingiustificato e provocatorio degli Stati europei a Israele". Cresce il rischio di attentati in Europa

Sale a tre morti e circa 80 feriti il bilancio degli attacchi iraniani contro Israele. A renderlo noto è il servizio medico d'emergenza israeliano (Magen David Adom). Durante la notte i media israeliani avevano riferito della morte di una donna di 60 anni, colpita nell'area di Tel Aviv, mentre i feriti erano una sessantina. Pesantissimo il bilancio sul fronte iraniano, fonti ufficiali hanno dichiarato che i raid israeliani su obiettivi militari e nucleari hanno provocato 78 morti - 60 solo a Teheran, tra cui 20 bambini - e oltre 300 feriti.

Dopo gli attacchi iniziati ieri sera, gli scontri non si fermano. Questa mattina l'aeronautica militare israeliana ha abbattuto diversi droni lanciati contro il Paese. I velivoli senza pilota sono stati intercettarti dopo un allarme aero scattato alle 8.11 (le 7.11 italiane) nelle zone della Cisgiordania e del Mar Morto. Stando a quanto dichiarato dal comandante dell'Iaf (Aeronautica militare israeliana), Tomer Bar, in un comunicato dell'esercito (Idf) pubblicato su Telegram, per la prima volta dall'inizio della guerra, l'Iaf ha colpito alcuni schieramenti difensivi nell'area di Teheran. Quest'ultima ha anche dichiarato di essere pronta ad attaccare basi USA nella regione. Stando alle ultime informazioni dei media iraniani, due vice comandanti dello stato maggiore delle forze militari iraniane con il grado di generale sono stati uccisi nei raid di Israele."L'Iran risponderà all'attacco israeliano con ferma determinazione e decisione per difendere la propria sovranità e sicurezza nazionale", ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Dichiarazioni avvenute durante due conversazioni telefoniche separate, avute ieri, con i suoi omologhi di Francia, Gran Bretagna, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Australia, Cipro, India e Pakistan, nonché con il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Araghchi ha inoltre messo in guardia il ministro degli Esteri britannico David Lammy, sulle possibili conseguenze del sostegno "ingiustificato e provocatorio" degli Stati europei a Israele, sulla pace e la sicurezza regionale e internazionale. "L'Iran non accetterà le richieste di moderazione contro l'aggressione israeliana", ha sottolineato Aranghchi. Secondo l'agenzia iraniana Isna, nei colloqui con il ministro degli Esteri francese Noel Barrot, il ministro degli Esteri iraniano ha inoltre dichiarato che "il sostegno di alcuni Paesi europei alla recente risoluzione contro il programma nucleare iraniano ha fornito il pretesto a Israele per colpire i siti nucleari iraniani". Nel primo pomeriggio, Abbas Araghchi ha affermato che i colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti sarebbero "ingiustificabili" dopo gli attacchi israeliani contro il suo Paese. Dichiarazioni che lasciano intendere che i negoziati, previsti per domani in Oman, potrebbero non esserci. Per questi motivi, cresce il rischio di attentati in Europa. I servizi di intelligence sono in stato d’allerta, a causa di una possibile risposta asimmetrica dell’Iran sul territorio europeo, accanto alla controffensiva diretta contro Israele. Un rischio oggi reale. L’Iran potrebbe rispondere tramite le cellule dormienti di Hezbollah all’estero, o attraverso la celebre unità 840 dei Guardiani della rivoluzione (IRGC). Gli attentati potrebbero essere indiscriminati, o mirati verso interessi israeliani o ebraici, come è già accaduto in passato anche fuori dall’Europa. Nel tardo pomeriggio, il presidente russo Vladimir Putin e quello americano Donald Trump hanno avuto una conversazione telefonica. A riferirlo è l'agenzia russa Ria Novosti. Il presidente americano ha definito la situazione nella regione allarmante e nonostante l'escalation, i due leader non escludono un possibile ritorno alla fase negoziale del programma nucleare iraniano. Inoltre, il presidente russo si è offerto per svolgere un'opera di mediazione per una soluzione diplomatica della crisi. A dichiararlo è stato lo stesso consigliere presidenziale russo, Yuri Ushakov, citato dalla Tass. Sulla questione ucraina, invece, Vladimir Putin ha dichiarato di essere disponibile nel proseguire i negoziati con gli ucraini, come concordato, dopo il 22 giugno. Di Claudia Burgio

Teheran: "Inutili i colloqui con USA dopo attacco israeliano". Telefonata Putin-Trump: "Escalation pericolosa, pronti a mediare"

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2025-06-14 19:52:33

2025-06-14 17:52:33

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2025-06-14 12:46:01

2025-06-14 10:46:01

Non è l’attacco israeliano a minacciare la pace, ma la corsa iraniana alla bomba atomica. Si può mediare su molte cose, ma non su questo

Non è l’attacco israeliano a minacciare la pace, ma la corsa iraniana alla bomba atomica. La dittatura teocratica considera essenziale al proprio peso il potere disporre di quell’arma. Per le democrazie, per il mondo civile e per gli arabi sunniti è essenziale escludere che gli iraniani ci riescano. Si può mediare su molte cose, ma non su questo. Israele è soltanto il primo bersaglio annunciato, quindi il fronte esposto che muove l’intervento armato per ribadire il divieto. E ancora una volta, come nei confronti dei mercenari iraniani di Hamas, a molti fa comodo che sia Israele a regolare i conti.

Non si fraintendano, però, i dati che la realtà restituisce. Il colpo israeliano – almeno fin qui – è preciso ed efficace, devastante. Israele non ha agito da solo, qui non siamo a Gaza, dove non riesce ad estirpare Hamas, con costi umani altissimi. Il colpo preciso, l’eliminazione di capi miliziani e i bersagli dei centri atomici hanno un significato: il fatto che riusciate a menare per l’aia la Casa Bianca, incapace di costringere i pur favoriti russi a fermarvi, non significa che possiate andare avanti indisturbati. Ci sta anche la volontà di Netanyahu di dimostrarsi non imbrigliabile, ma gli israeliani hanno ragione: gli iraniani non devono avere la bomba atomica.

La reazione iraniana, almeno fin qui, è intimorita: ovvia la rappresaglia e scontata la sua parziale inefficacia, ma evita bersagli americani e lascia aperta la strada del negoziato. Le parole subiranno un crescendo, ma fa parte della scena. Il regime è marcio dentro e il punto è: su cosa si negozia? In fondo l’Iran è l’esempio seguito dall’alleato Putin: si negozia senza approdare a niente, si favoriscono gli affari e nel frattempo si aprono nuovi fronti di guerra. Lo scenario iraniano è così da anni, intanto i teocrati hanno creato succursali terroristiche operative e hanno continuato la corsa al nucleare. Che sembra essere giunta all’esito da loro desiderato: hanno coltivato tanto uranio da poterne costruire diverse. La caduta di Assad, in Siria, è stata per loro (e Putin) un duro colpo.

La Casa Bianca strepita, ma non agisce. Israele ha annunciato mille volte una reazione. Quello in corso è un esempio di dialogo armato. Ma se non si sveglia la politica continueranno a parlare soltanto le armi. Non esiste diplomazia, non esistono negoziati, se al tavolo con aggressori e dittature aggressive non ci si siede armati fino ai denti e avendo chiarito che si è pronti a usare le armi. Da questo punto di vista Israele non ha solo ragione, ma sta facendo un piacere anche ad altri.

Il che ci riporta al tema del riarmo e della sicurezza interna che oggi non saremmo, noi europei, in grado di assicurare. Israele è una specie di miracolo: una democrazia sempre sotto aggressione e sempre in guerra, che rimane una democrazia con i cittadini in piazza che manifestano contro il governo. Noi siamo dei miracolati: democrazie che sperano di restare tali avendo posposto, se non cancellato, il tema della difesa. Finita quella stagione non si pensi di potere parlare soltanto di spesa. Che sarà comunque crescente.

Quello delle percentuali non è un gioco, anche perché noi italiani spendiamo ancora meno di quel che promettemmo una decina d’anni fa. La spesa per la difesa crescerà di peso sul Pil, ma non basta chiedere altri dieci anni. Noi italiani siamo in difetto rispetto alla Nato, cerchiamo di non replicare in Ue, anche perché quello della difesa è un mercato in cui possiamo crescere. Abbiamo difficoltà di bilancio, ma questo non ci impedisce di far osservare che per spendere assennatamente si deve farlo nel quadro della difesa comune e non in quello dei bilanci separati. Non c’è tempo per discettare se fare prima la difesa comune o investire prima negli strumenti della difesa: si deve agire contemporaneamente. E si può farlo senza nasconderlo all’opinione pubblica, spiegando che non ci si deve turbare se si spende in difesa, indicando i turbanti iraniani come esempio di minaccia coordinata con la Russia che invade l’Ucraina.

Non parlarne, sperando così che non esistano, è divenuto impossibile.

Di Davide Giacalone

Turbante iraniano

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2025-06-14 12:46:10

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