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title: Obama e la politica dell’odio
description: Obama merita tutte queste contumelie (e al contempo merita alcuni sperticati elogi acritici che non sono mai mancati)?
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date: 2024-08-23
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, usa]
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# Obama e la politica dell’odio

![Obama](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Evidenza-sito-1498-1024x639.jpg)

Obama merita tutte queste contumelie (e al contempo merita alcuni sperticati elogi acritici che non sono mai mancati)?

**Ieri ho dedicato qualche riga agli Obama. Intesi come coppia politica, in cui **- come in un sistema di vasi comunicanti -** più l’ex Presidente degli Stati Uniti inevitabilmente diventa l’uomo dell’ispirazione politica** e del lavoro dietro le quinte, più la moglie acquista visibilità. Ne avevo scritto per una pura valutazione in ottica candidatura Harris, **mentre tanti commenti si sono mostrati concentrati su attacchi spesso spietati nei confronti di Barack Obama.**

**L’ex capo della Casa Bianca merita tutte queste contumelie (e al contempo merita alcuni sperticati elogi acritici che non sono mai mancati)?** La domanda è retorica e la risposta sin troppo ovvia, ma resta clamoroso quanto una politica fatta di progetti ambiziosi, di una visione della vita, del futuro, in definitiva del destino dell’umanità o almeno dei rapporti fra le nazioni improntata a un sano idealismo finisca per risultare totalmente estranea ai nostri tempi. **Ingenua nella migliore delle ipotesi, più spesso e per tanti un mega imbroglio ai danni del “popolo“.**

**Non ci riteniamo degli ingenui o dei sempliciotti, ma non vogliamo rinunciare all’idea di una politica “alta“, perché dobbiamo far vedere di essere sempre un po’ più furbi del prossimo, rotti a ogni esperienza. Negativa, si intende.**
Le clamorose, esagerate, speranze che accompagnarono l’avvento di quel giovane politico di Chicago erano pari solo all’inevitabile disillusione. **Come è indiscutibile il giudizio negativo su determinati errori, di cui ancora paghiamo le conseguenze**. Ma è come ridurre l’esperienza di John Fitzgerald Kennedy alla Casa Bianca alla Baia dei Porci…

**Il punto è avere la capacità (e la voglia) di distinguere il ruolo di chi non si stanca mai di indicare il meglio possibile per sé e per gli altri** da chi trova ragione della propria esistenza politica esclusivamente nella divisione ossessiva, nella spaccatura sempre e comunque, nella totale incapacità di riconoscere la legittimità dell’altro.

**Non cogliere queste differenze, significa rassegnarsi all’etica dominante di questi tempi in cui sembra che fare la faccia cattiva, mostrarsi indifferente alle esigenze altrui sia una nota di merito.** Questo supermachismo patetico e tragicomico, che trova il suo contraltare nelle follie woke.

Non a caso all’ultra sinistra woke statunitense Obama è sempre stato sulle scatole. “Ma come, proprio lui nero e primo nero nello Studio ovale - dove un tempo al massimo portavano il tè - non abbraccia gli estremismi revisionisti di chi vuole abbattere le statue o cancellare i generi?!”.

Una delle tante, profonde differenze tra chi pensa che per battere i Trump di questa terra sia necessario demonizzarli e odiarli - esattamente come loro odiano e demonizzano - e chi frappone alla loro visione oscurantista la politica delle idee e dei programmi. **Capisco che per molti significhi rassegnarsi, ma in questo Barack Obama resta un faro e il suo benchmark difficilissimo da avvicinare. Kamala e moglie comprese**

di *Fulvio Giuliani*
