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title: Palestinesi e israeliani più vicini
description: Le rigide restrizioni anti Covid del governo israeliano hanno avuto l’inaspettato effetto di riavvicinare i palestinesi agli israeliani.
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date: 2022-01-14
author: Anna Mahjar Barducci
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categories: [Esteri]
tags: [covid19, esteri]
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# Palestinesi e israeliani più vicini

![Palestinesi e israeliani più vicini](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-52-2.png)

Le rigide restrizioni anti Covid del governo israeliano hanno avuto l’inaspettato effetto di riavvicinare i palestinesi agli israeliani. In questi giorni, Israele sta riaprendo i propri cieli ai turisti ma le previsioni non sono molto ottimistiche.

**Gerusalemme** – Le rigide **restrizioni anti Covid** del governo israeliano hanno avuto l’inaspettato effetto di **riavvicinare i palestinesi agli israeliani.** In questi giorni, **Israele sta riaprendo i propri cieli ai turisti** ma le previsioni non sono molto ottimistiche. Nessuno, infatti, si aspetta di vedere frotte di stranieri e soprattutto di pellegrini **tornare in Terra Santa**.

Sono ormai due anni che, a causa della pandemia, **il turismo dall’estero non esiste quasi più**. Gli stessi israeliani – che solitamente aspettavano ansiosamente le vacanze per fare i bagagli e **partire verso mete esotiche** – preferiscono adesso rimanere a casa, sperando di evitare contagi e spese per i tamponi. Gli alberghi in Israele pertanto si sono ritrovati a dover cambiare strategia e a puntare principalmente sul turismo interno.

### Questo vale in particolare per gli albergatori, i ristoratori e i negozianti palestinesi che fino al 2020 contavano principalmente sull’arrivo dei numerosi pellegrini cristiani.

Nel mese di dicembre, quando il governo di **Naftali Bennet** ha deciso di chiudere il Paese ai non israeliani, si è però assistito a una rivoluzione nei costumi locali. Gli israeliani infatti avevano voglia di andare all’estero ma temevano **l’Omicron** e i palestinesi avevano bisogno di clienti.

Le luci natalizie e i vari locali nel quartiere cristiano della Città vecchia di Gerusalemme hanno pertanto **attratto migliaia di turisti israeliani** da tutto il Paese, dove vedere un abete addobbato è una rarità. Il giorno di Natale gli israeliani con prole a seguito, tutti rigorosamente con in testa dei **cappelli da Babbo Natale**, hanno affollato la pasticceria **“Abu Seir”** e il caffè-enoteca **“The Gateway”** nella strada New Gate del quartiere cristiano, per poi fare una fila interminabile davanti alla casa del **“Jerusalem’s Santa Claus”**, divenuta una delle **maggiori attrazioni del Natale in Terra Santa**.

Migliaia di israeliani si sono riversati anche nella città di **Nazareth**, conosciuta come la **‘capitale araba’** del Paese. Secondo il quotidiano **“Times of Israel”**, durante il periodo natalizio circa diecimila israeliani al giorno hanno visitato Nazareth, portando alla città (con una popolazione di circa 78mila persone) **50 milioni di shekel**, pari a **15,9 milioni di dollari**.

### Il noto ed elegante albergo “American Colony”, nel quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est – che prima della pandemia era frequentato in prevalenza dalla bourgeoisie palestinese, dal personale delle Nazioni Unite e da turisti stranieri – adesso è pieno di israeliani.

Il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno (che fino a qualche anno fa non veniva molto celebrato in Israele) dell’**“American Colony”** – con un eccellente personale palestinese – è stato tutto prenotato da israeliani che, non potendo partire all’estero, volevano comunque provare atmosfere diverse.

Le restrizioni hanno pertanto creato una forte e maggiore **interdipendenza fra israeliani e palestinesi.** Il turismo israeliano nelle zone arabe si è però sviluppato in particolare nelle aree cristiane e meno in quelle musulmane. Nonostante tutto, il fine settimana, è impossibile trovare un tavolo libero nei ristoranti del villaggio arabo a maggioranza musulmana di Abu Ghosh, non lontano da Gerusalemme, conosciuto per l’ottimo ***hummus***. **Le restrizioni anti Covid sembrano quindi aver funzionato meglio di tanti trattati di pace.**

 

Di *Anna Mahjar-Barducci*
