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title: "Partiti finanziati da Mosca: fatti e non nomi"
description: La mitologica lista dei politici finanziati da Mosca volteggerebbe sulla testa dei partiti italiani in piena campagna elettorale
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date: 2022-09-16
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/partiti-finanziati-da-mosca-fatti-e-non-nomi/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, Ucraina, usa]
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# Partiti finanziati da Mosca: fatti e non nomi

![partiti finanziati da mosca](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/Evidenza-sito-67-1.jpg)

La mitologica lista dei politici finanziati da Mosca volteggerebbe sulla testa dei partiti italiani in piena campagna elettorale, pronta ad esser consegnata a Roma.

Era scontato l’avvio del balletto delle voci e dei “si dice”** sulla presunta e già mitologica lista di nomi di partiti e *leader* politici foraggiati dai russi** negli ultimi otto anni. Stilata dai servizi segreti statunitensi, **volteggerebbe sulla testa dei partiti italiani in piena campagna elettorale**, pronta a essere consegnata in qualsiasi momento al governo di Roma. Questo, almeno, il racconto-incubo che gran parte della politica nostrana sta facendo di una vicenda di comprensibilissima delicatezza **ma ben nota nella sua sostanza da anni**. In estrema sintesi, non avevamo bisogno dell’indiscrezione su eventuali **pagamenti del Cremlino ai partiti per ricordare gli sbandamenti di più forze politiche verso Est**. Una storia lunga almeno due legislature. Sin qui ciò che abbiamo scritto abbondantemente ieri e che eviteremo di ribadire.

Ora, **se non si vuole cadere nel giochino dell’attesa della lista** – operazione pericolosa comunque la si guardi, in assenza di dati certi e comprovati – converrebbe tornare alla sostanza delle cose. Ciascuna forza politica, in fin dei conti, **deve rispondere a due domande molto semplici**: dovesse andare al governo, quale sarebbe la collocazione geopolitica dell’Italia in conseguenza delle sue scelte di politica estera? **È considerata possibile una qualsiasi forma di collaborazione con il regime di Vladimir Putin**, responsabile di aver tentato di riportare il mondo agli equilibri di Yalta del 1945?** Domande e risposte che oggi appaiono retoriche o lunari, a seconda del gusto personale.** Eppure basta tornare ai pensosi dibattiti di un paio di anni fa, quando senza un moto di sorpresa** si ragionava sull’idea di discostarsi progressivamente dalla nostra appartenenza euroatlantica per abbracciare improbabili “vie della seta”** o direttamente orientate dalle guglie a cipolla del Cremlino. Questi sono fatti, che impongono – alla luce dei sette mesi più brutti della recente storia europea – **una scelta di campo netta e indiscutibile.** **Non si può stare in bilico fra libertà e dittatura**, come risultò impossibile tenersi in equilibrio sulla cortina di ferro. Chi ci provò finì bruciato dalla storia.

**Non siamo così disattenti o ingenui da non aver letto e capito il diluvio di dichiarazioni**, più o meno indignate, che sono seguite alla diffusione del rapporto dell’*intelligence* statunitense. Considerate le posizioni espresse da ciascun partito o *leader*, la scelta di campo apparirebbe già fatta: **tutti da questa parte della barricata e nessuno da quella dello zar**. Peccato che altre dichiarazioni e valutazioni, recentissime, **raccontino distinguo e idee oggettivamente diverse**. Sugli aiuti militari all’Ucraina i No e i mal di pancia si sono sprecati e non abbiamo alcuna intenzione di dimenticarli,** almeno fino a quando non saranno sostituiti da una convinta presa d’atto** che la linea occidentale ha sorpreso Putin e lo ha messo in un mare di guai, **da cui in questo momento il dittatore di Mosca non ha la minima idea di come tirarsi fuori.**

**Le risposte che l’****Italia attende,** da cui dipendono la nostra credibilità internazionale e la stessa statura morale del Paese, **non possono essere rinviate**. Si vota fra 10 giorni, un soffio del tempo, e **la politica estera ha improvvisamente preso il sopravvento**. Non è detto sia un male, considerato il livello imbarazzante del resto del dibattito. Se non si vuole trasformare, però, anche quest’occasione nel solito rimpiattino di accuse che è facile far risalire ai tempi di Stalin, **non resta che abbandonare ogni ambiguità**. Dalla prima all’ultima. **Se per taluni dovesse risultare difficile o impossibile, per qualsiasi ragione, non avremmo bisogno di attendere alcuna lista**.

di *Fulvio Giuliani *
