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title: Penetrazione ucraina a Belgorod e offensiva russa di primavera
description: Penetrazione ucraina a Belgorod e offensiva russa di primavera. Un nuovo tentativo di sfondamento sulla scia dello scorso maggio.
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date: 2025-04-07
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/penetrazione-ucraina-a-belgorod/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, Putin, Trump, Ucraina]
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# Penetrazione ucraina a Belgorod e offensiva russa di primavera

![Penetrazione a Belgorod](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/Penetrazione-a-Belgorod-1024x639.jpg)

Penetrazione ucraina a Belgorod e offensiva russa di primavera. Sulla scia del tentativo fallito lo scorso maggio, la Federazione Russa sta preparando le riserve per un altro tentativo di sfondamento

Penetrazione ucraina a Belgorod e offensiva russa di primavera.

Ternopil’ – **Le Forze armate ucraine hanno consolidato il proprio controllo in aree sempre più consistenti della regione russa di Belgorod.** Ciò non riguarda più soltanto le zone limitrofe a Zhuralevka, che gli ucraini occupavano già da mesi. Ma anche quelle attigue ai villaggi di Popovka, Demidovka e Prilesye confinanti sia con l’*oblast’* ucraina di Sumy che con quella russa di Kursk.

Organizzazione e velocità di tale *blitz* riprovano come proprio da quest’ultimi territori della Federazione Russa gli ucraini si siano ritirati ordinatamente. Seguendo un assetto logico-strategico. In continuità con l’operazione Kursk. Come in tal caso, infatti, il fine principale della penetrazione ucraina a Belgorod resta tuttora quello di preservare i territori di Sumy da sortite nemiche. Come quella che lo scorso maggio fu contenuta a Vovchansk e ben oltre Lyptsi.

Se le Forze armate del Tridente fossero state circondate nel modo descritto da Donald Trump e[Vladimir Putin](https://laragione.eu/esteri/le-pen-soldi-russi/), certamente l’azione-lampo che le ha portate a irrompere a Belgorod non avrebbe potuto aver luogo in tal modo. Come ha recentemente spiegato anche l’esperto militare Ivan Stupak, in tale incursione** Kyiv ha infatti impiegato risorse minime provenienti proprio dal Kursk**. Ritirate con ordine e come descrivemmo a suo tempo dal campo su queste pagine, tanto da poter esser definita a sua volta una ‘micro-operazione Kursk’.

Proteggere Sumy, distogliere l’attenzione delle truppe russe da altri fronti e mandare all’aria i piani d’altre offensive russe restano i capisaldi degli ucraini. Iniziativa con cui sono riusciti a creare in pochi giorni a Belgorod una *buffer zone* di dimensioni maggiori. Rispetto a quella che attualmente controllano nel Kursk. Come ha sottolineato ieri il presidente Zelenskyj, **la Federazione Russa sta infatti preparando le riserve per un altro tentativo di sfondamento del fronte**. **Sulla scia di quello fallito lo scorso maggio**.

Il capo del Centro ucraino per la lotta alla disinformazione Andriy Kovalenko ha riferito che i russi potrebbero similmente tentare l’assalto già nelle prossime settimane, concentrando su una sezione del fronte fino a 50-60mila soldati. Ciò potrebbe riguardare anche un eventuale aumento della pressione sul fronte opposto meridionale. Interessando pure l’impiego delle truppe nordcoreane. **Alcune riprese ad alta risoluzione diffuse nelle scorse ore in Rete mostrano infatti il trasferimento delle unità d’artiglieria pesante nordcoreane “Koksan” nella parte settentrionale della Crimea**. Ciò potrebbe indicare un loro possibile coinvolgimento nei combattimenti non più mirato alla difesa del suolo russo – secondo l’accordo siglato dai dittatori di Mosca e Pyongyang – ma in operazioni offensive direttamente sul territorio ucraino.

Sfruttando quel consistente contingente, **la nuova offensiva primaverile russa potrebbe aver luogo contemporaneamente su più direzioni.** Considerato che la gittata dei “Koksan” è di circa 40 chilometri, basta osservare una qualsiasi mappa per capire che russi e nordcoreani potrebbero attaccare anche Dnipropetrovsk o tentare l’affondo su Zaporizhzhia e Kherson. Per queste ragioni, operazioni diversive ucraine come quelle condotte nel Kursk o a Belgorod assumono valenza rilevante.

Le tattiche russe in quei territori sembrano rimanere per ora invariate: ondate d’*expendable* vengono mandate a bordo di *quad*, motociclette o a piedi (talvolta con asini al seguito) verso le posizioni ucraine o interi villaggi per poi nascondersi nelle case, nelle rovine e negli scantinati in modo da trincerarvisi ed esercitare una pressione costante. Per complicare il supporto logistico a tali sortite, le Forze armate ucraine impiegano sempre più sovente attacchi a lungo raggio.

I piani militari russi prevedono entro il 2025 un aumento dell’organico di 150mila unità. Chiaramente tutte quelle unità non saranno trasferite a combattere in Ucraina ma ciò riprova ancora una volta come Vladimir Putin abbia in mente tutto tranne la pace.

Di *Giorgio Provinciali*
