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title: Perché Putin ha voluto la guerra
description: "Comprendere l'avversario e le reali motivazioni che lo muovono non serve solo a vincere, ma anche a capire la forma della pace."
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date: 2022-05-03
author: Flavio Pasotti
url: https://laragione.eu/esteri/perche-putin-ha-voluto-la-guerra/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, guerra, Putin]
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# Perché Putin ha voluto la guerra

![perché Putin guerra](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-6.png)

Comprendere perché Putin ha voluto la guerra non serve solo a vincere, ma anche a capire la forma della pace.

Comprendere l’avversario serve non solo a vincere ma a capire la forma della pace, anche perché – **se aspettate che ve la spieghino i pacifisti e i putinisti** – **la pace allora equivale alla resa**.

La Russia pre-sanzioni aveva un livello salariale mensile oscillante tra i 300 fino ai 1.000 dollari nella Mosca metropolitana. **Le aspettative di vita non sono migliorate granché dopo la caduta del Muro**, l’alcolismo è endemico (ma è anche uno strumento di controllo sociale) e la conclamata crisi demografica nella Russia europea (fanno meno figli di noi) è solo parzialmente compensata dalla crescita nella Russia asiatica (con i problemi di spostamento dell’asse politico interno). **Il Pil soffre le vecchie sanzioni**, la spesa militare incide sul bilancio dal 5 al 7% – compresa la manutenzione dell’arma nucleare (**sovvenzionata nel passato dagli Stati Uniti**) – e **per finanziare l’impresa siriana si intervenne sulle pensioni** (**segnando il minimo storico del consenso a Vladimir Putin**, il quale come primo provvedimento per la guerra ucraina ha fissato il loro aumento). **In generale cresce la distanza tra la Russia e tutti gli altri Paesi**, con il rischio che si sgretoli il ruolo internazionale dell’Aquila bicefala.

**Queste le carte in mano a Putin nel 2021**: un Paese in pessime condizioni al di là della ricchezza dei suoi pirati misurata a metri di *yacht*. Poi l’aspetto psicologico: **il Cremlino ha un’autentica[fobia per l’Occidente](https://laragione.eu/esteri/lorigine-della-propaganda-di-mosca-contro-loccidente/)**. A noi sembra folle, ma la storia pesa: Napoleone a Mosca, la guerra di Crimea di Cavour, la pesante pace di Brest-Litovsk, l’Operazione Barbarossa con i nomi di città ucraine tornati alla mente in questi due mesi e narrati dalla vera forza della Russia, il suo formidabile patriottismo.** E l’Unione europea**, **considerata debole** ma il cui liberalismo e la capacità di offrire *chance* ai suoi cittadini r**appresentano un nemico sistemico per l’*establishment* russo**. Infine la Nato, con la quale lo spazio – tradizionale arma di difesa russa – si è notevolmente ridotto e che con l’adesione dell’Ucraina alla Ue si sarebbe posizionata a poche centinaia di chilometri da Mosca.

**Il conflitto fra i due Stati risale alla nascita della Csi**, dalla quale Kiev uscì quasi senza entrare: **una decisione che fu vissuta come un’amputazione della Rodina** (ovvero la Patria russa) da parte di un Paese per il quale si nutre un sentimento razzista. **In questi quindici anni Vladimir Putin ha rimesso in moto il ruolo della Russia con la propaganda dell’uomo forte e risoluto in un Occidente decadente** e malato di inanità democratica, con la riapertura di una base in Siria (la prima fuori dalla madrepatria dopo la caduta del Muro), con l’uso dei mercenari nazisti (vedere i tatuaggi) di Wagner in Africa partendo dalla Libia e con il petrolio, il gas, i fertilizzanti, il grano dal quale dipendono molti Paesi in via di sviluppo.

Putin a dicembre 2021 inviò alla Nato **un documento che di fatto chiedeva il disarmo anche nucleare dell’Europa**, il ritiro dell’Alleanza Atlantica dal Baltico ai Balcani, la cancellazione dello scudo antimissile. Voleva una risposta scritta, se ricordate, **ma non gli interessava perché con 200mila uomini a disposizione ha lanciato l’attacco nella convinzione che la guerra potesse essere breve** (un errore commesso tante altre volte nella storia). Il traguardo tattico era ridisegnare l’Ucraina in qualsiasi forma geopolitica e acquisire non solo risorse minerarie ma il grano, fondamentale quanto il petrolio: **con il grano ucraino** – che oggi Putin sta requisendo come bottino di guerra – **avrebbe portato la Russia al 30% del mercato mondiale** risucchiando nella sua area geopolitica l’Egitto, la Turchia, l’India e il Pakistan, per dire dei principali: noi il gas, loro il pane.

**L’obbiettivo strategico è altrettanto chiaro**: l’indebolimento dell’Occidente attraverso una nuova formula di sicurezza che rispetti la logica imperialista delle sfere di influenza, con lo spostamento dell’asse geopolitico a favore della Russia e della Cina. Per Putin il tempo giocava a sfavore, **il degrado russo avrebbe portato la Cina a essere l’unico antagonista degli odiati americani** e la Russia si sarebbe ridotta a ciò che a Washington da tempo si crede (anche ora): **una media potenza regionale fornitrice di energia**. **I sogni dell’Aquila bicefala appassivano nell’esangue futuro della Rodina a vantaggio degli altri**.

Per questo ha tirato i dadi nella partita della vita ma gli è andata malissimo e la pace – qualsiasi pace – **suona ora come la sconfitta finale**: la vita oltre Trieste vale meno di un soldo, il sangue pare essere ancora il cemento del destino.

di *Flavio Pasotti*
