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title: Perché Trump parla come un ragazzo delle medie
description: "Concentriamoci sul lessico, le forme espressive scelte da Trump: il suo periodare, sia scritto che orale, è di una banalità sconcertante"
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date: 2025-02-01
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, Trump, usa]
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# Perché Trump parla come un ragazzo delle medie

![Trump](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/02/Evidenza-sito-1973-1024x639.jpg)

Concentriamoci sul lessico, le forme espressive scelte da Trump: il suo periodare, sia scritto che orale, è di una banalità sconcertante

**L’impatto dell’”età dell’oro” di Donald Trump è tale**, la portata e i contenuti del diluvio di ordini esecutivi firmati a raffica dal 47º Presidente degli Stati Uniti d’America **così sconvolgente d’aver mandato in confusione non solo la macchina statale Usa.** **Il governo ha già dovuto fare marcia indietro nella Sanità**, perché l’effetto degli ordini di Trump era paralizzante ma questi ultimi hanno comunque occupato l’orizzonte di chi osserva e prova a capire.

**Parole, ordini e concetti sbrigativi risultano così stordenti da mancare il tempo di riflettere su alcuni aspetti fondamentali, per comprendere la strategia trumpiana**. Quest’ultima può essere tante cose ma non certo ingenua. Concentriamoci sul lessico, le forme espressive scelte dal Presidente: il suo periodare, sia scritto che orale, è di una banalità sconcertante. **In ultima pagina su La Ragione ricordiamo oggi Martin Luther King** e, a parte le abissali differenze di pensiero fra le figure, si resta di stucco se pensiamo alla regressione verbale dai tempi delle lotte per i diritti civili all’epoca social.

**The Donald scrive e parla come un ragazzino delle medie e lo fa per lucida scelta tattica e strategica.**
Usa periodi secchi, brevissimi, un procedere sincopato, carico di superlativi, aggettivi pomposi e una punteggiatura che accompagna la sostanza del suo pensiero.** È un diluvio di “grandioso”, “epico”, la già citata “età dell’oro”, “meraviglioso”, “pessimo”,“indegno”, condito da doppi punti esclamativi e punti interrogativi dalla forte valenza retorica.**

**Trump scrive e parla così perché sa che verrà capito all’istante dalla sua base di follower. **Che è anche la base elettorale ma quella ha esaurito il suo compito a novembre, ora servono le truppe cammellate pronte ad accettare la sua visione della realtà.

**Quando incolpa le politiche di diversità e inclusione del disastro aereo di Washington**, impiega tre frasi lapidarie per individuare nei “disabili” e nel “personale di basso livello” i responsabili della tragedia e nelle persone “psicologicamente superiori” la soluzione. **Null’altro da aggiungere, mentre ancora si cercavano i corpi delle vittime in acqua e l’inchiesta non era neppure partita.**

**Contano le parole scolpite nella pietra: facili, dirette, ultimative. Indiscutibili. Il suo pubblico applaude convinto, perché vuole quella lettura della realtà. **Semplice e consolatoria. Anche avere un colpevole a portata di mano aiuta a vivere meglio, se non ti vuoi far troppe domande. Ha senso se - come è stato di recente certificato in Italia - un bel pezzo della popolazione non è in grado di comprendere testi appena più complessi degli antichi sussidiari delle elementari.

di *Fulvio Giuliani *
