Poco carburante, mezze verità
Inutile far finta di non capire o atteggiarsi a quelli che non si preoccupano: dai colloqui in Pakistan fra Usa e Iran dipendono molte cose, anche il carburante (mancante)
Poco carburante, mezze verità
Inutile far finta di non capire o atteggiarsi a quelli che non si preoccupano: dai colloqui in Pakistan fra Usa e Iran dipendono molte cose, anche il carburante (mancante)
Poco carburante, mezze verità
Inutile far finta di non capire o atteggiarsi a quelli che non si preoccupano: dai colloqui in Pakistan fra Usa e Iran dipendono molte cose, anche il carburante (mancante)
Inutile far finta di non capire o atteggiarsi a quelli che non si preoccupano (meglio, amano far vedere agli altri che non si preoccupano…): dai colloqui in Pakistan fra Usa e Iran dipendono molte cose. Tante negli equilibri geopolitici dell’area più calda del mondo e altrettante per le conseguenze dirette nel nostro quotidiano.
Il solo annuncio della tregua, seguito quasi in tempo reale dal gigantesco e violento “No” di Israele, ha fatto tirare il fiato per una manciata di ore. Poi, le preoccupazioni, le incertezze e i dubbi hanno preso decisamente il sopravvento.
Il termometro più affidabile resta quello del prezzo al barile del petrolio: è sceso di botto, dopo settimane di indifferenza agli annunci trumpiani, con il via libera al cessate il fuoco ed è ricominciato a salire nei giorni della grande paura che possa saltar tutto.
La nota che limita a tre settimane l’autonomia degli aeroporti europei, prima che finisca il carburante
Venerdì 10 aprile, per dar corpo a tutto questo, è trapelata la nota che limita a tre settimane l’autonomia degli aeroporti europei, prima che finisca il carburante. La diciamo un po’ semplice, ma almeno ci capiamo e non ci raccontiamo palle.
Ecco, siamo fermamente dell’idea che ai cittadini-consumatori vada sempre detta la verità, che non abbia alcun senso provare a indorare la pillola per paura dell’effetto panico o cose del genere.
Perché se è vero che le bugie hanno le gambe corte, in questi tempi digitali e ancor più nella crisi iraniana, è semplicemente impossibile dirle.
Si guardi alla sconfortante parabola di Donald Trump, passato dai toni trionfalistici del 28 febbraio a quelli apocalittici e soprattutto alla rincorsa di un qualsiasi piano per il cessate il fuoco.
Quindi, anche nelle conseguenze pratiche per il portafoglio degli italiani o nei viaggi della prossima estate, conviene dire le cose come stanno. A differenza – per esempio – di quanto fatto dall’Enac, che solo pochi giorni fa aveva smentito qualsiasi problema di approvvigionamento legato alla crisi in Medio Oriente, derubricando il tutto al picco di traffico per le vacanze pasquali…
Lo sapevamo già, ma la nota di venerdì 10 aprile ha il pregio di rimettere le cose al proprio posto e sbugiardare che ci vuol prender per fessi.
di Fulvio Giuliani
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