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title: Prigozhin e Putin, pace fatta
description: Prigozhin, capo dell’esercito mercenario della Wagner che inscenò il 24 giugno la marcia sulla capitale, e Putin hanno fatto pace
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date: 2023-07-12
author: Yurii Colombo
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, guerra, russia]
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# Prigozhin e Putin, pace fatta

![Prigozhin e Putin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Evidenza-sito-446.jpg)

Evgenij Prigozhin, capo dell’esercito mercenario della Wagner che inscenò il 24 giugno la marcia-ammutinamento sulla capitale, e Vladimir Putin hanno fatto pace

Mosca – **Evgenij Prigozhin**, capo dell’esercito mercenario della Wagner che inscenò il 24 giugno la marcia-ammutinamento sulla capitale, **e Vladimir Putin hanno fatto pace**. È quanto si può intendere dalle notizie e dalle indiscrezioni **che circolavano a Mosca già dalla scorsa settimana**. Venerdì “Libération” aveva battuto la notizia, ottenuta da una ‘gola profonda’ dei servizi occidentali, **dell’incontro fra Putin e Prigozhin.** L’altro ieri, a sorpresa, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, **ha confermato la riunione tenutasi al Cremlino il 29 giugno**. Secondo il canale Telegram “Redazione Wagner”, in quella occasione il presidente russo, come gesto di buona volontà, **avrebbe restituito al ‘signore della guerra’ alcuni milioni di dollari sequestrati nella sede della Wagner di San Pietroburgo.**

A riprova che fra il Cremlino e Prigozhin sia in corso il disgelo,** ieri è stato confermato anche l’allontanamento di Valerij Gerasimov**, il capo dello Stato maggiore in carica, **dal comando delle truppe in Ucraina**. Un ‘contentino’ che Putin è stato evidentemente costretto a dare, non soltanto a Prigozhin (che per mesi aveva pubblicamente attaccato Gerasimov giudicandolo **un «incompetente»**) ma anche ai settori della stampa e dell’opinione pubblica russa** alla ricerca spasmodica di un capro espiatorio per i rovesci subiti dall’esercito nell’ultimo anno di guerra**. Del resto, malgrado manchino sondaggi specifici, Prigozhin resta ancora uno dei personaggi pubblici più popolari, soprattutto in provincia.

Secondo alcuni *blog* russi sempre ben informati sulle vicende interne al Cremlino, a fronte del ritiro dei wagneriti dal teatro della Repubblica Centroafricana** sarebbe stata garantita la permanenza dei suoi uomini in Siria e in Venezuela**. Tuttavia a Putin, ancor più che la compagnia militare privata,** interesserebbe ‘recuperare’ alla causa l’impero informativo che silenziosamente Prigozhin ha costruito nell’ultimo decennio.** Già nel 2012-2013 il portale “Fontanka” aveva messo in luce come la campagna elettorale americana del 2013-2014 che condusse alla vittoria di Donald Trump fosse stata inquinata non soltanto da canali televisivi apertamente finanziati dal Cremlino (**come “RT News”**) **ma soprattutto da una molteplicità di siti informativi e *troll* sui *social network* specializzati nel produrre *fake news* a getto continuo**.

**Questa rete messa in piedi con determinazione da Prigozhin** è poi diventata realtà pubblica nel 2019 con la creazione dell’agenzia informativa “Patriot” (subito battezzata “la fabbrica dei *troll*”) che attualmente gestisce un flusso informativo che tocca quotidianamente 6 milioni di utenti. **Con oltre 300 piccole e piccolissime testate e 600 dipendenti al suo servizio, per anni “Patriot” è stata in grado di veicolare in molti Paesi aderenti alla Nato la propaganda sovranista** e anti-occidentale del Cremlino, in maniera informale e spregiudicata. Si tratta di un’arma non convenzionale, che nella Guerra fredda 2.0 può avere un ruolo decisivo. Soprattutto per questo Prigozhin, da “traditore della patria” è già tornato, di fatto, a essere un importante braccio destro di Putin.

di *Yurii Colombo*
