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title: Profughi afghani, la comunità internazionale al bivio fra ipocrisia e realismo politico
description: La questione dell’oscurantismo dell’Emirato talebano e dei 38 milioni di profughi afghani. Molti di loro in fuga.
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date: 2021-09-03
author: Contributor esterno
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, Europa, Italia]
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# Profughi afghani, la comunità internazionale al bivio fra ipocrisia e realismo politico

![Profughi afghani, la comunità internazionale al bivio fra ipocrisia e realismo politico](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Immagine-in-evidenza-6-2.png)

La questione dell’oscurantismo dell’[Emirato talebano](https://laragione.eu/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/i-talebani-alla-prova-del-governo-dellafghanistan/) e dei 38 milioni di profughi afghani. Molti di loro in fuga.

Sulla [questione afghana](https://laragione.eu/media/video/incubo-afghanistan-lanalisi-di-andrea-margelletti/) sono stati sviscerati tutti i mainstream della [“sconfitta dell’Occidente”](https://laragione.eu/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/le-molte-e-severe-lezioni-dellafghanistan/); dei dividendi che ne trarranno **Cina, Russia, Turchia e Pakistan**; dell’oscurantismo dell’Emirato talebano, guardato sempre di più come il nuovo santuario dei terroristi del jihad globale.

Quanto questo approccio sia utile per fronteggiare la situazione è tutto da verificare. Come era già prevedibile, nonostante le litanie sul ritiro, alea iacta est: l’Afghanistan è stato lasciato in mano ai talebani, che ora devono reagire alla minaccia diretta dell’**Isis-K**, gestire i rapporti con Al Qaeda che premerà per riconquistare la leadership sul jihad globale, e pensare anche ai vari gruppi di resistenza anti-talebana, a cominciare dai mujiadin del Panshir, con cui stanno cercando di negoziare.

In ogni caso l’attacco dell’Isis-K è una netta conferma che i talebani, per quanto discutibili per le loro scelte integraliste e certamente inclini a violenze e persecuzioni, non possono essere accomunati al network globale del jihad a oltranza contro l’Occidente, anche perché seppure in passato hanno favorito Al Qaeda secondo Gilles Kepel lo hanno fatto per il ‘fine interno’ di allontanare gli invasori occidentali.

### A questo punto, cosa fa la comunità internazionale quando ci sarebbe bisogno di decisioni ferme, tempestive e condivise per il nuovo assetto dell’Afghanistan?

Il richiamo al tema dei diritti dell’ultima risoluzione delle **Nazioni Unite** era nell’aria, ma sono dubbi gli effetti che sortirà. D’altro canto non era affatto ipotizzabile la safe zone voluta da **Macron** e **Johnson** senza prevedere un nuovo schieramento di forze, un progetto cui non a caso Cina e Russia non hanno voluto dare il consenso.

Almeno non ha avuto spazio il ‘partito delle sanzioni’, una scelta che avrebbe indotto gli studenti coranici – che invece richiedono riconoscibilità e sostegno – a reagire all’isolamento internazionale abbracciando anch’essi il jihad globale.

### Si conferma dunque l’urgenza di un G20 che dovrà negoziare il nuovo assetto dell’Afghanistan.

Intanto **Jhoseph Borrell**, l’Alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza dell’Ue, è stato ancora caustico contro il ritiro degli Stati Uniti arrivando a perorare la causa di una forza europea capace di esprimere una proiezione strategica autonoma. Una reazione forte, che probabilmente tradisce un retropensiero: come farà ora l’Europa a gestire una pressione migratoria che potrà rilevarsi epocale? L’Afghanistan ha **38 milioni** di abitanti ed è plausibile che in molti sceglieranno di lasciare un Paese in preda al caos, piuttosto che soccombere sotto un regime oscurantista e i rischi del terrorismo o della guerra civile.

### Se non vuole abbondonarsi soltanto alle retoriche del senno di poi, l’Unione europea ha ora il dovere politico e morale di affrontare con serietà la pressione migratoria proveniente dall’ Afghanistan.

E certamente sta ai tre Paesi che indubbiamente detengono l’attuale leadership dell’Unione – **Italia, Francia e Germania** – dettare la linea e [dare un esempio di accoglienza](https://laragione.eu/evidenza/lafghanistan-e-noi/). Con gli altri ci sarà di tempo di chiarire le posizioni, richiamandoli ai doveri di [tutela dei diritti umani](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/giovani-afghani/) e anche di **“solidarietà tra gli Stati membri”** previsti dagli **art. 2 e 3** del **Trattato sull’Unione**.

Di *Maurizio Delli Santi*
