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title: "Usa, dilagano le proteste dopo i raid anti-migranti. Trump: &#8220;Arrestare il governatore della California? Io lo farei&#8221;. E a Los Angeles una Giornalista viene colpita da un proiettile di gomma &#8211; IL VIDEO"
description: Ora dopo ora, anziché calmarsi, la situazione negli Usa - in particolare a Los Angeles - appare essere sempre più fuori controllo
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date: 2025-06-09
modified: 2025-06-10
author: Filippo Messina
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categories: [Esteri, Video]
tags: [Trump, usa, viral]
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# Usa, dilagano le proteste dopo i raid anti-migranti. Trump: &#8220;Arrestare il governatore della California? Io lo farei&#8221;. E a Los Angeles una Giornalista viene colpita da un proiettile di gomma &#8211; IL VIDEO

![Los Angeles](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/Los-Angeles-1024x639.jpg)

2025-06-08 10:19:12

2025-06-08 08:19:12

Tutto è cominciato con un post social pubblicato dal 18enne Bo Loudon, influencer e amico del figlio più piccolo di Trump. Poi la conferma: Khaby Lame è stato arrestato (e poi rilasciato) negli Usa. Il celebre tiktoker italiano ha lasciato il Paese

Tutto è cominciato ieri con un post social pubblicato dal 18enne Bo Loudon, influencer statunitense nonché attivista di destra. E amico del figlio più piccolo del presidente statunitense Donald Trump, il 19enne Barron.

Bo Loudon: "Le autorità per l’immigrazione hanno arrestato Khaby Lame"

Loudon scrive: “Le autorità per l’immigrazione del presidente hanno appena arrestato Khaby Lame. Un tiktoker di estrema sinistra (anche se in realtà Lame non ha mai espresso pubblicamente posizioni politiche… ndr.) che ho segnalato come immigrato illegale”. Il 18enne statunitense dice poi che il celebre tiktoker italiano “sarebbe detenuto presso il centro di Henderson”, un centro di detenzione di Miami.

“Ho scoperto che era un clandestino - afferma Loudon - che continuava a restare negli Stati Uniti anche se il suo visto era scaduto. Ed evadeva le tasse. Nessuno è al di sopra della legge!”.

Le reazioni dopo il post di Loudon

Nelle ore successive al post di Loudon, sui social si scatena il caos. C’è chi pensa che Loudon abbia scritto quelle parole solo perché, in qualche modo, “rivale” di Lame (il tiktoker più famoso del mondo). Altri che credono si tratti di fake news. E poi ci sono coloro che mostrano seria preoccupazione per Khaby, viste le stringenti regole sull’immigrazione (e non solo) con il “Trump bis”.

La conferma ufficiale dell'Ice: Khaby Lame è stato fermato

Ecco che però, dopo qualche ora, arriva la conferma ufficiale. E arriva proprio dall’Ice, lo “United States Immigration and Customs Enforcement”. Un'agenzia federale Usa - parte del Dipartimento della Sicurezza Interna del Paese - responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell'immigrazione.

E si scopre quindi che Khaby Lame è stato realmente fermato.

Questa la nota scritta dall’Ice: “La US Immigration and Customs Enforcement ha detenuto Serigne Khabane Lame (il vero nome di Khaby Lame, ndr.), 25 anni, cittadino italiano, all’aeroporto internazionale Harry Reid di Las Vegas, in Nevada, per violazioni dell’immigrazione”.

Un problema: il visto scaduto. “Lame - prosegue la nota - era entrato negli Usa il 30 aprile ed era rimasto più a lungo della durata del visto”.

Lame ha poi lasciato gli Usa. “A Lame è stato permesso di ripartire volontariamente il 6 giugno e da allora ha lasciato gli Usa” conclude la nota dell’Ice.

di Filippo Messina

Khaby Lame arrestato (e poi rilasciato) negli Stati Uniti. Il tiktoker ha lasciato il Paese

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2025-06-08 10:19:19

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2025-06-08 19:30:56

2025-06-08 17:30:56

Numerose proteste contro l'Ice (Immigration and Customs Enforcement) di Trump. E Washington manda duemila membri della Guardia Nazionale nella più grande città della costa Ovest

Duemila soldati della Guardia Nazionale per ristabilire l’ordine sulla costa Ovest. Nello specifico: la 79esima Brigata da Combattimento di Fanteria è già arrivata per presidiare le vie losangeline. Siamo ormai al terzo giorno in cui le politiche divisive del presidente statunitense Donald Trump hanno trovato a Los Angeles una secca risposta da parte della società civile. Come già era accaduto in altre parti degli Stati Uniti.

Soltanto una settimana fa gli agenti della temuta Ice (Immigration and Customs Enforcement) avevano scatenato una protesta spontanea tra gli avventori del ristorante di cucina italiana “Buona Forchetta”. Situato nel quartiere di South Park, a San Diego. Dopo l’arresto di quattro presunti irregolari da parte degli agenti, i fan del ristorante ma anche semplici passanti si erano assembrati spontaneamente per protestare contro il raid. «Shame! Shame!» (Vergogna!) è stata la cantilena con cui il muro improvvisato di protestanti aveva fatto arretrare i funzionari del servizio di sicurezza federale. Sorpresi dall’indignazione dei concittadini.

Trump e le politiche anti-immigrazione

Nonostante il precedente, Trump è stato eletto anche in forza delle politiche anti-immigrazione. E quindi le incursioni a sorpresa degli agenti Ice sono continuate in tutti gli Stati Uniti secondo gli obiettivi stabiliti dall’agenzia. Questo finché venerdì scorso un altro blitz contro l’immigrazione irregolare, stavolta svoltosi nel centro della magmatica Los Angeles, non ha suscitato quello che lo stesso presidente Trump ha definito «Una sommossa». «Se il Governatore Gavin Nuovoschifo (gioco di parole trumpiano sul cognome del governatore, Newsom ndr.), della California, e la Sindaca Karen Bass, di Los Angeles, non sono in grado di fare il loro lavoro — cosa che tutti sanno — allora interverrà il Governo Federale per risolvere il problema, SOMMOSSE E SACCHEGGI, nel modo in cui dovrebbe essere risolto!!!» è stato il brusco messaggio social pubblicato dal tycoon.

La situazione si è evoluta con un’escalation progressiva

La situazione si è evoluta con un’escalation progressiva che ha in effetti sorpreso le autorità locali. Non abituate evidentemente a reazioni così sanguigne in difesa degli immigrati irregolari. Gli agenti Ice avevano preso di mira simultaneamente diversi luoghi. Tra cui un “Home Depot” (rivendita di attrezzi per il fai-da-te molto frequentata da lavoratori in nero senza documenti). Nel quartiere losangelino di Westlake, un negozio di abbigliamento nel distretto della moda e un magazzino di vestiti nel parte Sud della città. Tutte queste località hanno ospitato proteste spontanee dei cittadini. Coagulate addirittura anche nell’area di un carcere dove alcune voci davano lì detenuti gli immigrati irregolari arrestati. Gli agenti federali si sono ritrovati spesso accerchiati e presi di mira da sassaiole e insulti, costringendoli a richiedere l’intervento della forza di polizia locale.

L’arrivo dei poliziotti in tenuta antisommossa ha però ottenuto soltanto l’innalzamento dello scontro, con una porzione di manifestanti sempre più abbigliati con le tute nere della guerriglia urbana già vista durante il movimento “Black Lives Matters”. È molto probabile che la decisione muscolare di Trump aiuterà a riportare l’ordine, ma da questa settimana l’opposizione al trumpismo ha scoperto di poter esprimere un numero critico di attivisti tale da mettere in difficoltà il ben collaudato apparato securitario statunitense. Si vedrà in futuro quale sarà la lezione che ne trarranno le compagini antitrumpiane.

di Camillo Bosco

Scontri dopo raid anti-migranti. Gli statunitensi si ribellano all’Ice di Trump - IL VIDEO

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2025-06-08 20:26:43

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2025-06-10 11:55:36

2025-06-10 09:55:36

Non si fermano le proteste a Los Angeles, iniziate lo scorso venerdì dopo una serie di operazioni dell’agenzia federale Ice che hanno portato all’arresto di più di centinaio di immigrati irregolari da deportare

Non si fermano le proteste a Los Angeles. Iniziate lo scorso venerdì dopo una serie di operazioni dell’agenzia federale Ice – responsabile del controllo dell’immigrazione e delle dogane – che hanno portato all’arresto di più di centinaio di immigrati irregolari da deportare. Di fronte alle immagini di persone incappucciate che riempivano le strade, Donald Trump ha mobilitato 2mila riservisti della Guardia nazionale. Mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha avvertito che se la violenza non si sarebbe fermata il Pentagono sarebbe stato pronto a inviare i marines di stanza. Nella vicina base di Camp Pendleton. E così è stato.

Gli Stati Uniti hanno una lunga tradizione di proteste estive ed è solo l’inizio di giugno. Inoltre, la California è stata spesso l’epicentro di contestazioni più ampie. A soli cinque mesi dall’inizio del secondo mandato di Trump, la rivolta di Los Angeles potrebbe restare un caso isolato. O dare inizio a un’ondata di manifestazioni in tutto il Paese contro i raid dell’Ice nelle cosiddette ‘città santuario’. Dove le autorità locali governate dai democratici permettono agli immigrati irregolari di vivere nella zona grigia tra status di clandestino e quello di residente legale.

La situazione è estremamente tesa

La situazione è estremamente tesa. In campagna elettorale Trump ha promesso lotta dura all’immigrazione. E tolleranza zero per «le illegalità della sinistra nelle strade americane», sottolineando che avrebbe usato tutti i poteri presidenziali per raggiungere lo scopo. La Casa Bianca ha voglia di affrontare questo scontro e non teme di farlo gettando benzina sul fuoco. Specialmente in un momento in cui l’amministrazione ha bisogno di mostrare compattezza. E dirottare altrove l’attenzione dell’opinione pubblica, visti gli scarsi risultati in politica estera e le conseguenze della guerra commerciale. Trump ha insultato il governatore democratico della California Gavin Newsom, affibbiandogli il nomignolo “New scum” (Nuova feccia). Dopo che lui aveva definito «da squilibrati» il comportamento della Casa Bianca.

A Los Angeles le manifestazioni sono più violente dopo l’intervento della Guardia nazionale

Le manifestazioni sono diventate più violente e distruttive dopo l’intervento della Guardia nazionale. Schierata da Trump contro la volontà di Newsom già al secondo giorno di proteste. La sindaca di Los Angeles Karen Bass ha detto che il loro intervento ha peggiorato una situazione che la polizia è in grado di gestire. Un’affermazione che tuttavia viene ora messa alla prova delle foto delle auto date alle fiamme e dalla notizia dei primi saccheggi.

Normalmente è il governatore di uno Stato a chiedere l’intervento della Guardia nazionale. L'ultima volta che un presidente ha ‘imposto’ i soldati è stato nel 1965 durante le rivolte del movimento per i diritti civili. Da allora il governo federale è stato coinvolto, ma sempre in linea con i desideri dello Stato. La Guardia nazionale è una forza militare di ogni Stato. Costituita da riservisti dell’esercito e dell’aeronautica. In patria viene usata in caso di catastrofi naturali, come di recente a Los Angeles a causa degli incendi devastanti che hanno assediato la città.

Il (possibile) invio dei marines a Los Angeles

Discorso diverso per le Forze armate regolari, come i marines promessi da Hegseth. Un loro invio a Los Angeles per contenere le proteste – anche solo per proteggere i centri di detenzione per immigrati o altri punti sensibili come gli edifici del governo federale – è un evento senza precedenti. In grado di sfidare i limiti e la prassi della Costituzione americana poiché si tratterebbe di usare i militari contro i civili. Una di quelle azioni che nella cultura degli Usa evocano il diritto del popolo a reagire contro il tiranno.

di Federico Bosco

A Los Angeles non si placano le proteste dopo i raid anti-migranti

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2025-06-10 12:05:50

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