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title: "Putin aggiorna la dottrina nucleare: &#8220;Possibile risposta nucleare ai missili a Kiev&#8221;"
description: Vladimir Putin approva con effetto immediato una nuova nuova dottrina nucleare russa. La Russia potrà dare una risposta nucleare.
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date: 2024-11-19
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/esteri/putin-aggiorna-la-dottrina-nucleare-possibile-risposta-nucleare-ai-missili-a-kiev/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, russia, Ucraina]
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# Putin aggiorna la dottrina nucleare: &#8220;Possibile risposta nucleare ai missili a Kiev&#8221;

![Putin nucleare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Putin-nucleare.jpg)

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2024-11-19 07:50:49

2024-11-19 06:50:49

La guerra tra Ucraina e Russia taglia il traguardo dei 1000 giorni dall'inizio dell'invasione ordinata da Vladimir Putin e entra in una nuova fase

La guerra tra Ucraina e Russia taglia il traguardo dei 1000 giorni dall'inizio dell'invasione ordinata da Vladimir Putin e entra in una nuova fase. Il capitolo si apre con l'ok con cui gli Stati Uniti autorizzano Kiev a colpire obiettivi in territorio russo con i missili a lungo raggio Atacms che, secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, "parleranno da soli".

"Potrebbe essere una svolta", dice il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, parlando a New York prima di una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Potrebbe essere una svolta. Più l'Ucraina riuscirà a colpire, più la guerra sarà breve.- La posizione dell'Ucraina è sempre stata chiara: abbiamo tutto il diritto di colpire obiettivi militari sul territorio russo. È un nostro diritto legittimo, che salverà i nostri civili. Potrebbe avere un impatto molto positivo sul campo di battaglia", prosegue, forse sopravvalutando il reale impatto della novità. Kiev, in fondo, ha già usato missili Atacms in passato. E la Russia, secondo gli analisti dell'Institute for the study of war (Isw), da tempo ha spostato basi e mezzi fuori dalla portata dai missili.

Si può scommettere almeno su una conseguenza della decisione di Joe Biden. Il presidente uscente, a 2 mesi dall'addio alla Casa Bianca, fa scattare il semaforo verde e lascia un'eredità ancor più impegnativa a Donald Trump. Il neo presidente eletto non si esprime sulla decisione del suo predecessore e lascia parlare membri influenti del suo team, dal figlio Donald jr all'onnipresente Elon Musk.

Da Mosca, non c'è traccia diretta di Vladimir Putin nella pioggia di reazioni delle ultime 24 ore: parlano più o meno tutti, ma non il presidente russo. La linea dettata dal Cremlino, però, è chiara. A dettarla, a settembre, è stato proprio Putin con dichiarazioni esplicite: "Se verranno lanciati attacchi contro la Russia, la Nato entrerà nella guerra", il senso delle parole.

"La risposta di Mosca agli attacchi missilistici dell'Occidente sul territorio russo sarà adeguata e tangibile", dice Maria Zakharova, portavoce del ministro degli Esteri, Sergei Lavrov. "L'uso di missili a lungo raggio da parte di Kiev comporterà la diretta partecipazione degli Usa e dei paesi satelliti alle ostilità e cambierà l'essenza del conflitto", aggiunge.

Diverse, almeno in parte, le parole di Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino e megafono principale di Putin. "E' ovvio che l'amministrazione uscente di Washington intende adottare misure per continuare a gettare benzina sul fuoco e provocare un'ulteriore escalation di tensioni", dice, rincarando la dose all'agenzia Tass: "La decisione degli Stati Uniti di colpire la Russia in profondità, se attuata, non sarà priva di risposta". Quindi, lo spiraglio o - se vogliamo - l'esca indirizzata a Trump.

Il dialogo con il nuovo presidente, in teoria, è possibile. "Non sono in corso reali preparativi per una telefonata tra Putin e Trump, non c'è stata nessuna richiesta da parte americana", dice Peskov, tornando a smentire il colloquio che per il Washington Post sarebbe avvenuto dopo le elezioni Usa del 5 novembre. "Ci sono meccanismi per organizzare un colloquio tra Putin e Trump. Se c'è la volontà politica, possono essere facilmente attivati", aggiunge.

Dagli Stati Uniti, nessuna conferma ufficiale sull'ok a Kiev per l'uso degli Atacms. La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato non commentano e non si esprimono. In attesa che arrivino le parole di Biden, nessun segnale diretto da Donald Trump. Il neo presidente eletto ha detto e ripetuto che punta a far finire la guerra in tempi brevi e ritiene possibile un accordo tra Putin e Zelensky.

Ucraina-Russia, 1000 giorni di guerra. Kiev: "Con i missili è la svolta"

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2024-11-19 16:26:44

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2024-11-19 08:02:29

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Per fermare Putin non basteranno la resistenza dell’Ucraina e il sostegno dell’Europa. Ne è convinto Andrej Pivovarov

Per fermare Putin non basteranno la resistenza dell’Ucraina e il sostegno dell’Europa. Ne è convinto Andrej Pivovarov, dissidente russo di 43 anni, ex direttore del movimento Open Russia, arrestato nel 2021 e condannato nel luglio del 2022 a quattro anni di carcere con l’accusa di aver partecipato alle attività di un’organizzazione ‘indesiderata’. È uno dei prigionieri liberati a inizio agosto nello scambio fra Russia e Occidente e ora, da dissidente in esilio, continua la sua lotta al regime russo: «C’è una sola via per fermare Putin: l’opposizione della società civile russa, che dovrà spingere dall’interno chiedendo la fine della guerra e un cambio alla guida del Paese» spiega a “La Ragione”. «La guerra va avanti da quasi tre anni, Putin è ancora al potere e l’economia non sembra crollare. Sto lavorando per sviluppare una strategia affinché le persone possano dimostrare che la Russia non è Putin, che molti ora lo vedono come colui che sta portando il Paese in un vicolo cieco e che i russi all’interno si oppongono a ciò che sta accadendo».

Superata la soglia dei mille giorni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’elezione di Donald Trump getta una nuova coltre di incertezza sul futuro del conflitto: «In precedenza sapevamo che c’era un approvvigionamento stabile di armi per l’Ucraina e che c’era unità fra gli occidentali. Ora quell’unità non è più così sicura. Indubbiamente l’elezione di Trump potrebbe cambiare le cose». Così le affermazioni del futuro presidente americano sulla sua capacità di «imporre la pace in 24 ore» rischiano di sgonfiarsi nel giro di poco tempo: «L’idea che Trump sia un sostenitore di Putin è un mito. Credo che assisteremo a delle dure negoziazioni, che potrebbero portare a pressioni sull’Ucraina affinché accetti accordi di pace svantaggiosi. Ma potrebbe anche succedere che, in caso di pretese eccessive di Putin, possa arrivare una risposta ferma dagli Stati Uniti».

È dal 2004 che Pivovarov cerca di combattere Putin dall’interno. Lo ha fatto prima da militante del movimento Strategia-31 e del Partito della Libertà del popolo, poi come componente e poi presidente della rinata Open Russia. Nel 2021 è stato arrestato mentre era a bordo dell’aereo che avrebbe dovuto portarlo a Varsavia. Da allora ha vissuto tre anni in carcere, molti dei quali in isolamento: «È stato l’aspetto peggiore della detenzione. Ti lascia solo con i tuoi pensieri, sotto costante pressione e sorveglianza. Non è tortura, ma è un modo potente di esercitare pressione. I prigionieri politici in Russia sono trattati molto peggio dei criminali e degli assassini». Nonostante questo, la prigione non lo ha cambiato: «Come Varlam Šalamov che la considerava inutile, credo che la prigione non offra nulla di positivo. È semplicemente tempo perso. Ora sono libero da tre mesi e mi sto immergendo di nuovo nella vita con gioia».

Lo scorso primo agosto Pivovarov è stato uno degli attivisti russi liberati nel grande scambio di prigionieri organizzato fra la Russia e l’Occidente: «Non so sinceramente perché sono finito tra i prigionieri rilasciati. Ma credo che lo scambio fosse basato su questi fattori: persone che erano sostenute e che erano ben conosciute». Se lo aspettava? «Per me è stata una sorpresa: tutto ciò che è accaduto è sembrato un miracolo. Questo è il primo scambio di prigionieri politici nella Russia moderna, il che mi pone in una certa posizione di responsabilità: sono doppiamente impegnato affinché più scambi di questo tipo possano avvenire».

di Giacomo Chiuchiolo

Il dissidente russo Andrej Pivovarov: "Solo la società russa può fermare Putin"

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2024-11-19 16:33:45

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2024-11-18 09:58:29

2024-11-18 08:58:29

Le parole di Borrell a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles su Putin e sul ruolo dell'Europa

Il presidente russo Vladimir Putin "risponde ad ogni tentativo di parlare e di negoziare lanciando l'attacco più duro da mesi contro le infrastrutture civili" dell'Ucraina, "in particolare quelle elettriche. Ha usato un elevato numero di droni: non sembra proprio che sia intenzionato a negoziare". Lo sottolinea l'Alto Rappresentante dell'Ue Josep Borrell, a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. Il 15 novembre il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Federazione Russa.

In Europa "dobbiamo imparare ad usare il linguaggio della potenza. È vero oggi ancora più di cinque anni fa. Ma, per usare il linguaggio della potenza, per dimostrare di essere potenti, bisogna essere uniti" ha continuato Borrell. "Non si può essere una potenza senza essere uniti e noi troppe volte non lo siamo stati. Abbiamo discusso troppo a lungo: non si può fingere di essere una nuova potenza politica se ci vogliono giorni, settimane o mesi per raggiungere un accordo".

Ucraina, Borrell: "Putin risponde con attacchi a tentativi negoziato"

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2024-11-18 15:20:21

2024-11-18 14:20:21

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