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title: Putin e la minaccia nucleare
description: Gli analisti studiano perciò ancora con attenzione il grado di probabilità con cui Putin potrebbe ricorrere a un’arma nucleare tattica.
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date: 2022-10-15
author: Maurizio Delli Santi
url: https://laragione.eu/esteri/putin-e-la-minaccia-nucleare/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, guerra, nucleare, Ucraina]
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# Putin e la minaccia nucleare

![Putin nucleare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-93.jpg)

Gli analisti studiano perciò ancora con attenzione il grado di probabilità con cui Putin potrebbe ricorrere a un’arma nucleare tattica.

**I bombardamenti scagliati su Kiev** e diverse altre città ucraine, sebbene efferati e vigliacchi perché diretti a colpire la popolazione civile e a seminare il panico, **non segnano un vantaggio militare concreto per i russi,** che rimangono bloccati sul fronte. **Preoccupa che lo zar possa cedere ancora alle pressioni** degli ultranazionalisti e abbia affidato ora il comando operativo al generale Surovikin, che non a caso ha guidato le forze aerospaziali. **Gli analisti studiano perciò ancora con attenzione il grado di probabilità con cui Putin potrebbe ricorrere a un’arma nucleare tattica**. Si è quindi cominciato a valutare se può considerarsi attuale la dottrina della *escalation to de-escalate, *esposta [sulla rivista militare russa “Voennaia Mysl](http://militaryarticle.ru/zarubezhnoe-voennoe-obozrenie/1999-zvo/8995-o-primenenii-jadernogo-oruzhija-dlja-dejeskalacii)” nel 1999.** Tale teoria sostiene che il ricorso ad attacchi nucleari limitati in un conflitto locale/regionale convenzionale intimorirebbe l’avversario** fino a fargli chiedere la pace. Seguendo il criterio dei “costi-benefici”, i principali centri di analisi indipendenti si sono quindi interrogati sulla sua validità.

Una valutazione considera i condizionamenti cui è sottoposta la scelta di impiegare un’arma nucleare tattica. **Questa tecnicamente potrebbe non essere risolutiva del conflitto**. Richiede intanto la certezza di avere un** vettore balistico che non venga intercettato**, circostanza tutta da verificare specie ora che l’allarme nucleare è stato dato.** L’ordigno dovrebbe poi esprimere un raggio necessariamente limitato**, anche per evitare che il *fall out* finisca per estendersi sugli stessi russi. Se poi andasse a segno,** non potrebbe colpire masse di truppe o mezzi particolarmente estese**, perché l’esercito ucraino è piuttosto articolato e flessibile su gruppi tattici diradati e mobili sul terreno.** Rimane l’effetto dimostrativo che certo può avere un senso**, come l’ipotesi di lanciare l’ordigno sul Mar Nero, ad esempio sull’Isola dei Serpenti per il valore simbolico che ha assunto. **Tuttavia gli effetti non sarebbero determinanti e i russi farebbero bene a valutare la capacità di resilienza** sinora espressa dagli ucraini nonché l’ulteriore livello di sostegni esterni che riceverebbero.

Altre ipotesi più sfavorevoli considerano la possibilità che Putin punti a un obiettivo di maggiore rilievo,** addirittura Odessa o la capitale Kiev**. Sul sito “Nukemap” gli esperti stimano che un’esplosione nucleare del genere potrebbe causare **20mila morti e 40mila feriti.** A quel punto sarebbe però elevato per Putin **il rischio di perdere definitivamente l’ultimo margine di appoggio di molti Paesi, tra cui Cina e India**. E la Nato potrebbe rispondere efficacemente iniziando a colpire la flotta russa del Mar Nero, dove con la potenza che possiede anche delle sole armi convenzionali può facilmente riconquistare la Crimea.

**La Casa Bianca non ha dato indicazioni sul tipo di reazioni che porrebbe in essere,** ma ha precisato che sui canali riservati la Russia è stata avvertita delle “**gravi conseguenze**”: anche l’incertezza su ciò che può aspettarsi Putin è una buona arma di dissuasione. **L’e*scalation to de-escalate *vale specularmente anche per i russi.** In ogni caso è tempo che l’Onu e la comunità internazionale, a cominciare dall’Europa, coinvolgano Cina e India affinché assumano una posizione netta, per imporre la pace ed evitare il peggio.

di *Maurizio Delli Santi*

*Membro della International Law Association*
