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title: "&#8220;Putin, un animale ferito e per questo deve farci paura&#8221;"
description: "L'opinione di Marco Gombacci, esperto di affari internazionali per il Parlamento europeo e conflitti di guerra, su Putin, Russia e Ucraina."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Copertina-Evidenza-interviste-8.png
date: 2022-03-01
modified: 2022-03-04
author: Ilaria Cuzzolin
url: https://laragione.eu/esteri/putin-ora-e-un-animale-ferito-imprevedibile-per-questo-deve-farci-paura/
categories: [Esteri, Evidenza, Interviste e opinioni]
tags: [guerra, Putin, russia, Ucraina]
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# &#8220;Putin, un animale ferito e per questo deve farci paura&#8221;

![&#8220;Putin, un animale ferito e per questo deve farci paura&#8221;](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Copertina-Evidenza-interviste-8.png)

L'opinione di Marco Gombacci, esperto di affari internazionali per il Parlamento europeo e conflitti di guerra: "I negoziati non sono in stallo. Diplomazie parallele sono al lavoro. Le guerre si vincono con la strategia e l'Ucraina, per i russi, non è strategica".

Negoziati in stallo, l’armata russa che intima agli abitanti di Kiev di abbandonare le case vicine ai ripetitori e un cordone lungo 60 km di carri armati che speravamo tutti avrebbe fatto dietrofront. “Non attaccheremo i civili” aveva detto Putin, ma missili così intelligenti ancora non li hanno inventati. Il bilancio di stamane, da inizio conflitto, parlava di oltre 400 morti solo tra la popolazione; gli sfollati sono milioni.

È incredibile quanto sta accadendo attorno a noi: in Ucraina, come in Russia, dove l’economia collassa alla pari di quegli edifici abbattuti dalle bombe.

Abbiamo intervistato Marco Gombacci, consulente per gli Affari Internazionali del Parlamento Europeo e reporter di guerra in Iraq e poi in Siria, appena rientrato da Washington per un incontro sulla cybersecurity.

**In tanti speravano che già da ieri si sarebbero intravisti spiragli di pace. Così non è stato.**

Era praticamente impensabile che l’Europa potesse accettare le richieste della Russia ovvero il riconoscimento della Crimea e un’Ucraina neutrale. Sono convinto che, mentre stiamo parlando, al lavoro ci siano delle diplomazie parallele intente a negoziare non solo un riconoscimento politico ma anche territoriale. È pensabile che puntino all’annessione di altri territori, come quei corridoi utili a legare la Crimea al Donbass, come la città di Mariupol. Questo per evitare di dover scollegare due enclave russe come il Donbass e la Crimea.

**Gombacci, cosa dobbiamo aspettarci ora?**

Dobbiamo sperare che qualche diplomatico russo dell’ala moderata interceda e porti avanti i negoziati. In tal senso gli apparati economici più colpiti dalle sanzioni possono fare la differenza (non è un caso che il magnate Roman Abramovich fosse anche lui seduto al tavolo delle trattative *ndr*).

Fino ad ora abbiamo assistito a prove di forza senza ragione e strategia. E le guerre si vincono anche con la strategia. L’invasione dell’Ucraina non lo è, poiché rimanere in uno stato dove la popolazione è particolarmente ostile non è mai vantaggioso. Il rischio è che la Russia si ritrovi in un pantano.

**Com’è possibile che Putin non avesse previsto tutto questo? Sanzioni così dure, che si sarebbero abbattute come uno tsunami sull’economia russa e il suo popolo?**

Possa piacere o meno il Presidente russo è sempre stato un abile giocatore di scacchi fino ad oggi, riuscendo tramite una propaganda, anche molto forte, a vincere sulla narrazione oggettiva dei fatti. Incredibile come abbia mancato di visione in questo caso. Questo problema di comunicazione non ce l'ha solo in Europa ma anche a casa sua. Le nuove generazioni, infatti, stanno condividendo la loro protesta su Facebook, Twitter e Tik Tok. L’esempio più emblematico dell’indebolimento di Putin? Persino la figlia del portavoce del Cremlino nei giorni scorsi ha postato una foto con la scritta “no war”.

**Un Putin messo alle strette, senza più vie di uscita?**

E questo mi preoccupa ancora di più, perché in un momento di difficoltà non sappiamo come potrà reagire pur di mantenere il potere. È davvero imprevedibile. Quando l'animale è ferito, si agita e compie atti inconsulti e questo, a noi europei, deve preoccupare.

 

di *Ilaria Cuzzolin*
