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title: Putin tra gruppi clandestini e Deep State
description: Putin tra diversi scenari e inquietudini dopo l’attentato a Dugina. Ancora ignoti gli autori del gesto, le varie teorie si sommano.  
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date: 2022-08-30
author: Maurizio Delli Santi
url: https://laragione.eu/esteri/putin-tra-gruppi-clandestini-e-deep-state/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Putin tra gruppi clandestini e Deep State

![putin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-55.jpg)

Putin tra diversi scenari e inquietudini dopo l’attentato a Dugin.

Gli analisti si stanno interrogando** se esista davvero la fantomatica Nra**, l’Armata Repubblicana Nazionale che per il dissidente russo **Ponomarev**, **ex deputato della Duma**, **è responsabile dell’attentato contro [Darya Dugina](https://laragione.eu/adnkronos/video-adnkronos/russia-laddio-a-darya-dugina/)**. Si tratterebbe di attivisti russi, membri militari e politici che sarebbero combattenti e partigiani contrari alla guerra nella vicina Ucraina. **I russi hanno invece accusato le forze speciali di Kiev e qualche ‘falco’ ha persino insinuato la mano dei servizi britannici**. In ogni caso è dubbia la ricostruzione fornita dall*’*Fsb sulle responsabilità dell’ucraina **Natalya Vovk**, spacciata per appartenente al battaglione Azov. In un Paese in guerra e che ha un avanzato sistema di controlli interni non si comprende come la straniera non fosse stata individuata per tempo e **dopo l’attentato anche lasciata fuggire in Estonia.**

**Zelensky ha escluso ogni coinvolgimento di Kiev**. L’attentato in questo momento storico non è comunque vantaggioso per l’Ucraina e i Paesi che la sostengono. Un diverso cambio di strategia **con attacchi diretti in territorio russo espone al rischio di *****escalation**, *che preoccupa sempre Usa e Unione europea. Inoltre l’‘avvertimento’ **è controproducente per il processo farsa di Mariupol**, dove i combattenti dell’Azov ora rischiano seriamente di essere condannati a morte.

**Si è parlato di gruppi della resistenza ucraina non direttamente controllati dal governo centrale**, già autori di atti di sabotaggio compiuti in territorio russo appena fuori dal confine. Se fosse vero,** sorprende la capacità di penetrazione dell’operazione**, giunta a trasportare in territorio russo** 400 grammi di tritolo e a colpire di fatto la capitale**. L’acuto consigliere di Zelensky, **Mychajlo Podoljak**, ha dato un’altra lettura. Il gesto andrebbe ricondotto a due componenti, forse tra loro collegate: 1) **gruppi terroristi presenti in Russia già in passato**, **che ora dissentono dalla guerra** e comunque dal sistema di Putin; 2) **il *Deep State* moscovita**, cioè esponenti degli apparati militari e dei servizi segreti che odiano Putin e hanno già manifestato dissenso contro le modalità di conduzione della guerra in Ucraina. **Da qui il gesto simbolico**: colpire Dugin per colpire il Putin-pensiero, i ‘falchi’ come **Lavrov e Medvedev** nonché il loro seguito, che detiene il sopravvento negli apparati di sicurezza dello Stato.

A prescindere dalla responsabilità dell’attentato,** è comunque certo che in Russia siano sorte formazioni clandestine** che hanno iniziato a opporsi, sotto diverse prospettive, al regime putiniano e alle scelte fatte sulla guerra in Ucraina. Tra queste figura il gruppo “Opposizione ferroviaria alla guerra” che a marzo ha attivato su Telegram il canale anonimo “Fermiamo i vagoni” e creato un sito con la mappa degli snodi ferroviari da colpire. **Al gruppo sono già stati attribuiti oltre 20 sabotaggi e 63 deragliamenti di treni merci.** Un altro gruppo è quello “ultrapacifista” ritenuto responsabile di numerosi e strani incendi dolosi, tutti appiccati a uffici di reclutamento. **Forse anche per questo Putin non ha ancora dichiarato la mobilitazione generale** e analisti come Mark Galeotti valutano più concreta la possibilità di un “cigno nero”: un evento solo apparentemente imprevedibile, che potrebbe rilevarsi uno *shock* traumatico per Putin.

di *Maurizio Delli Santi*

*Membro dell’International Law Association*
