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title: "&#8220;Questo è stato&#8221;"
description: Rimbombano le parole di Primo Levi, mentre i social ci restituiscono immagini di giornate di profonda amarezza.
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date: 2023-10-14
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/questo-e-stato/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, guerra, israele]
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# &#8220;Questo è stato&#8221;

![Primo Levi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/10/Evidenza-sito-32-20.png)

Rimbombano le parole di Primo Levi, mentre i social ci restituiscono immagini di profonda amarezza e di sconforto per un'umanità fallita

Ho dovuto vedere cose che non avrei mai voluto vedere, ho ricevuto video che non avrei mai voluto ricevere e fotografie che non avrei mai voluto nel mio smartphone. È il mio lavoro, provo la necessità di capire, sento l’obbligo di guardare per poter argomentare. Tutto questo corrode, consuma l’anima, perché è umanamente comprensibile la voglia di distogliere lo sguardo. Di non pensarci, chiudersi nel proprio piccolo mondo. Per non finire travolti. Perché** chiunque veda quello che stiamo vedendo muore un po’, lascia sul terreno un pezzo di sé**.

L’unico rifugio possibile è la consapevolezza, il coraggio della consapevolezza. Perché è oggettivamente più facile minimizzare, acconciarsi a qualche comodo distinguo, raccontarsi che qualcosa di inaccettabile abbia una forma di motivazione. Anche la più violenta e lontana per il nostro modo di vivere.

E invece no, conta solo la nuda immagine, lo spietato racconto di ciò che sta accadendo.

In queste giornate di profonda amarezza, di **sconforto per un’umanità fallita**, di dolore che si somma al dolore, mi è capitato di cercare un appiglio in chi descrisse ciò che non poteva essere descritto da parola umana. **Primo Levi in qualche misura non lasciò mai Auschwitz**, dedicò tutta la propria esistenza dopo la Shoah a una mirabile, inimitabile e commovente opera di memoria a cui immolò infine la sua stessa vita. Fra gli scritti che oggi più che mai dovremmo leggere e rileggere, portare in ogni singola classe delle nostre scuole, c’è un passaggio che non mi abbandona da quando ero ragazzino: “Meditate che questo è stato: vi comando queste parole”.

Lo conoscete, è un verso della poesia “Se questo è un uomo“, uno dei più potenti canti sul dolore che siano mai stati scritti.** Quelle parole rimbombano, mentre i social ci restituiscono la cronaca di giornate che non riusciamo ancora a capire fino in fondo.** Primo Levi ragionava in termini di decenni, viveva il terrore dello spegnersi della memoria, con lo spegnersi di chi aveva visto. Nel mondo di oggi basta una settimana - nulla - per avvertire il peso angosciante e insostenibile di chi vuole mistificare e confondere, per annacquare le responsabilità e sostituirle con quelle immaginarie del nemico di sempre,[Israele](https://laragione.eu/esteri/israele-il-generale-itai-veruv/).

Ecco perché dobbiamo ricordare che "questo è stato". Una settimana o ottant’anni fa, "questo è stato".

Di *Fulvio Giuliani*
