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title: Rabin 30 anni dopo. La speranza uccisa
description: L’anniversario sarà dopodomani, il 30º dell’omicidio del leader israeliano Yitzhak Rabin, avvenuto la sera del 4 novembre 1995
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date: 2025-11-02
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Esteri]
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# Rabin 30 anni dopo. La speranza uccisa

![Rabin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/11/UNA-FOTO-647-1024x639.jpg)

L’anniversario sarà dopodomani, il 30º dell’omicidio del leader israeliano Yitzhak Rabin, avvenuto la sera del 4 novembre 1995 (era un sabato) a Tel Aviv, durante un raduno per la pace

**L’anniversario sarà dopodomani, il 30º dell’omicidio del leader israeliano Yitzhak Rabin, avvenuto la sera del 4 novembre 1995 (era un sabato) a Tel Aviv, durante un raduno per la pace.** La sera in cui, per semplificare all’estremo ma non siamo lontani dal vero, **morì la speranza di pace e convivenza reale fra israeliani e arabi** che era stata accesa dagli accordi di Oslo del 1993.

**Non si tratta**, negli angoscianti tempi che ci troviamo a vivere,** di ricordare e basta.** La cifra tonda del 30º anniversario aiuta, con il suo naturale fascino di carattere giornalistico, ma gli eventi di questi due anni terribili seguiti al pogrom meticolosamente pianificato e attuato dai terroristi di Hamas il 7 ottobre 2023 rendono ancora più remoto quel tempo. Eppure, **il coraggio di quegli uomini e la speranza di quei giorni ci impongono di riflettere con ancora maggiore attenzione sull’abisso che si è scavato da allora. Sopra ogni altra cosa nella qualità dei leader, delle persone chiamate** - allora come oggi e sempre - **a offrire una visione ai propri popoli.**

**Yigal Amir, studente di legge e militante dell’estrema destra israeliana, per sabotare gli accordi di Oslo uccise un simbolo, un grande politico, un uomo di straordinario coraggio.**
La storia personale e politica di Rabin lo metteva al riparo da ogni possibile sospetto di cedimento davanti ai palestinesi, nella tutela degli interessi dello Stato di Israele, dei cittadini e della causa ebraica in patria e nel mondo.

**Quei colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata diedero il via a un processo i cui nefasti frutti vediamo proprio oggi.** Ne soffriamo tutte le conseguenze, con quell’estrema destra allora quasi insignificante in termini politici, ma i cui soggetti più esaltati, incontrollabili e pericolosi erano decisi a conquistare uno spazio a ogni costo.

**La stessa che oggi è decisiva per le sorti del governo israeliano.** Ultra ortodossi ed estremisti di varie forme e risma capaci di tenere in scacco il premier più longevo della storia di Israele, Benjamin Netanyahu, **che con il passare degli anni ha finito per coltivare semplicemente la tutela e la conservazione del proprio potere.** Fino al disastro militare ed intelligence del 7 ottobre, alla ferita ancora sanguinante di quel giorno e alle sue terrificanti conseguenze.

**Trent’anni buttati, per non prendersi in giro e dire le cose come stanno.** Trent’anni di illusioni pericolose, **infine esplose con il 7 ottobre e la più lunga e sanguinosa guerra arabo-israeliana che ne è seguita.**

Trent’anni dopo a chiederci, noi che non smettiamo di sperare e non lo faremo mai, dove siano finiti i Rabin, gli Shimon Perez o lo stesso durissimo e pur a suo modo coraggioso e razionale Arik Sharon. **Mentre la storia sembra accartocciarsi su se stessa.**

di* Fulvio Giuliani *
