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Dopo ventiquattro anni cade il regime di Assad

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Una folla oceanica sfila per le strade di Damasco: il regime di Bashar al-Assad è caduto. Il futuro prossimo è incerto

regime Assad

Dopo ventiquattro anni cade il regime di Assad

Una folla oceanica sfila per le strade di Damasco: il regime di Bashar al-Assad è caduto. Il futuro prossimo è incerto

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Dopo ventiquattro anni cade il regime di Assad

Una folla oceanica sfila per le strade di Damasco: il regime di Bashar al-Assad è caduto. Il futuro prossimo è incerto

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Una folla oceanica sfila per le strade di Damasco: il regime di Bashar al-Assad è caduto. Il futuro prossimo è incerto, ma l’arrivo di Abu Mohammed Al Jolani, il leader islamista artefice dell’offensiva di questa settimana, apre di fatto una nuova epoca. La fine di Assad è stata caratterizzata dalle indiscrezioni più disparate. Alcune fonti siriane e la CNN TÜRK hanno annunciato la sua morte questa mattina – il dittatore si sarebbe schiantato a bordo dell’aereo sul quale è fuggito – notizia poi smentita da un comunicato ufficiale russo che ha confermato la fuga di Assad e la sua decisione di lasciare la guida del Paese. Il mistero sulla sua scomparsa persiste, ciò che invece è fuori discussione è la fine della sua satrapia. Figlio del capo indiscusso del Partito B’ath, Bashar al-Assad succede al padre Hafiz un mese dopo la sua morte e diventa presidente della Siria il 17 luglio del 2000.

In questi ventiquattro anni di regime, Assad ha curato la sua immagine pubblica al fine di normalizzare, agli occhi degli occidentali, il regime siriano; questa strategia, così come le dichiarazioni anti-Isis nel periodo più caldo degli attentati in Europa, ha contribuito a renderlo estremamente centrale nel dibattito occidentale degli anni scorsi. Il tentativo di normalizzazione di Assad, spinto da un’area trasversale di sostenitori internazionali, si è scontrato con la realtà dei fatti: dallo scoppio della guerra civile alla caduta del regime, i crimini di guerra di Assad hanno minato la credibilità della sua propaganda e anche l’esercito governativo, ampiamente pubblicizzato come un’armata inarrestabile, è sopravvissuto solo grazie all’intervento diretto della Russia. Nel momento in cui il Cremlino, concentrato sull’invasione dell’Ucraina, ha deciso di staccare la spina, per Assad e i suoi è iniziata la fine. Lo dimostrano i fatti dell’ultima settimana: nessuna resistenza armata da parte dei governativi. Adesso in Siria viene proclamato il coprifuoco nel primo giorno dalla fine del regime, in attesa che i nuovi capi decidano cosa sarà del Paese adesso che l’era di Assad è finita. Un processo tutt’altro che scontato.

di Antonio Pellegrino

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