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title: Nel Regno Unito continuano gli scioperi
description: Sunak annaspa nel fare fronte alla crisi del settore pubblico. Intanto gli scioperi nel Regno Unito continuano
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date: 2023-02-06
modified: 2023-02-05
author: Alessandra Libutti
url: https://laragione.eu/esteri/regno-unito-continuano-gli-scioperi/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, Regno Unito]
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# Nel Regno Unito continuano gli scioperi

![Regno Unito scioperi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-194.jpg)

**Sunak annaspa nel fare fronte alla crisi del settore pubblico.** Intanto gli scioperi nel Regno Unito continuano

 

Londra – **Scuole chiuse e treni fermi, cortei e manifestazioni in ogni città della Gran Bretagna**. Lo sciopero di mercoledì 1 febbraio ha seguito quello dei medici e paramedici di alcune settimane fa. Sunak afferma di cercare il dialogo ma intanto** fa passare una legge anti-sciopero ai Commons**. Se la legge venisse approvata anche dalla Camera dei Lord il governo **avrebbe il potere d’impedire ad alcuni dipendenti pubblici di scioperare**, pena il licenziamento. La controversa manovra ha trovato subito lo sdegno dei *leader* dei sindacati e dell’opposizione. La sottosegretaria del Partito laburista Angela Rayner ha descritto la manovra come una delle «**più indifendibili e sciocche mai presentate ai Commons in tempi moderni**», aggiungendo che si tratta di «**un assalto vendicativo alle libertà fondamentali dei lavoratori britannici**».

Al di là della controversia, la minaccia di licenziamento appare fuori dalla realtà. I**l problema infatti è proprio l’esodo del personale**. In 13 anni, per esempio, gli insegnanti **hanno perso il 20% del loro potere di acquisto**. Dietro la richiesta di un adeguamento degli stipendi al costo della vita c’è la spinta a far ripensare una gestione “al risparmio” del settore pubblico **che ha condotto a un collasso strutturale** causato da un’emorragia di figure professionali. **Medici, paramedici e insegnanti abbandonano la professione per cercare impiego in altri settori**. Secondo un’analisi del Department for Education, su 270mila insegnanti che si sono qualificati in Inghilterra tra il 2011 e il 2020, più di 81mila hanno da allora lasciato la professione, ovvero quasi un terzo. **Gli stipendi non sono più sufficienti a coprire il costo esorbitante degli affitti, dei trasporti e delle bollette**. Inoltre, l’endemica assenza di personale obbliga chi resta a lavorare in condizioni proibitive.

**Scuole e strutture sanitarie operano in un persistente stato di emergenza**. Il personale che abbandona non viene sostituito per assenza di domanda. **Interi reparti ospedalieri vengono lasciati a pochi e insufficienti infermieri**, con medici solo in chiamata; nelle scuole superiori professori d’inglese devono improvvisarsi matematici; nelle elementari i presidi sono costretti ad abbandonare le mansioni amministrative per coprire le classi.** Quelle che un tempo erano giornate eccezionali ora sono la norma.** Pertanto minacciare di licenziare chi, malgrado tutto, resta nella professione sarebbe inapplicabile perché non ci sono sostituti.

Ma a rendere le manovre di Sunak effimere c’è soprattutto l’opinione pubblica: **quella che applaude il personale sanitario sceso in piazza**; quei genitori che davanti alle scuole applaudono i picchetti, piuttosto che essere indignati per la chiusura. **Il messaggio che la questione non sia soltanto legata agli stipendi ma alla dignità della professione** e alla rivalutazione delle istituzioni sanitarie e scolastiche ha raggiunto larga parte del pubblico britannico, che solidarizza con gli scioperanti.

[Smarrito tra gli scandali](https://laragione.eu/esteri/i-guai-del-governo-inglese/), costretto a licenziare il ministro Zahawi per evasione fiscale e con il suo vice Raab sotto inchiesta per bullismo, **Sunak annaspa nel fare fronte alla crisi del settore pubblico.** Intanto gli scioperi continuano.

*di Alessandra Libutti*
