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title: Regno Unito, per la Corte Suprema illogico considerare donna chi non nasce donna
description: Le donne transgender non sono legalmente donne. A dirlo è una sentenza della Corte suprema del Regno Unito dopo anni di battaglie.
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date: 2025-04-17
author: Riccardo Canaletti
url: https://laragione.eu/esteri/regno-unito-donne-transgender/
categories: [Esteri]
tags: [diritti, donne, esteri, Regno Unito]
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# Regno Unito, per la Corte Suprema illogico considerare donna chi non nasce donna

![Regno Unito, per la Corte Suprema illogico considerare donna chi non nasce donna](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/Regno-Unito-per-la-Corte-Suprema-illogico-considerare-donna-chi-non-nasce-donna-1024x639.jpg)

Le donne *transgender* non sono legalmente donne. A dirlo è una sentenza della Corte suprema del Regno Unito, dopo anni di battaglie legali sulla definizione di donna

**Le donne [transgender](https://laragione.eu/esteri/trump-alle-transgender-non-potrete-mai-diventare-donne-il-video/)non sono legalmente donne. **A dirlo è una** sentenza della Corte suprema del Regno Unito. **Dopo anni di battaglia legale sulla definizione di donna tra il **gruppo di attivisti “For Women Scotland”** e il **governo scozzese**. Il giudice Lord Hodge lo ha affermato chiaramente. Sostenendo che «interpretare il sesso come sesso certificato violerebbe le definizioni di “uomo” e “donna” contenute nell’Equality Act del 2010». La Corte suprema è partita da una considerazione di natura pragmatica. Trattare le donne *transgender* come donne avrebbe creato problemi pratici insormontabili. Come spiegato nelle 88 pagine della sentenza, «il significato dei termini “sesso”, “uomo” e “donna” nell’Equality Act del 2010 si riferisce al sesso biologico, poiché qualsiasi altra interpretazione renderebbe l’Ea del 2010 incoerente».

Seguendo questa logica, i giudici hanno anche sottolineato la confusione che avrebbe comportato un’equiparazione tra sesso biologico e “sesso certificato” per quel che riguarda la gestione, anche secondo i termini della legge britannica, delle «associazioni e organizzazioni di beneficenza con caratteristiche sessuali univoche». Non solo**. Che dire della «partecipazione equa delle donne allo sport, al funzionamento del dovere di parità nel settore pubblico e alle Forze armate»? **Per questo motivo, nel tentativo di portare chiarezza in un dibattito spesso polarizzato e irrazionale, **la sentenza sta riscontrando pareri favorevoli sia da destra che da sinistra**.

Secondo una fonte laburista ascoltata dal “The Telegraph”, il primo ministro Keir Starmer può considerare l’esito di questa causa come una vittoria personale. E in effetti il governo, attraverso un suo portavoce, si dichiara soddisfatto:** «Questa sentenza porta chiarezza e fiducia per le donne e per gli operatori di servizi come ospedali, rifugi e *club* sportivi»**.

Anche Kate Barker, amministratrice delegata del gruppo Lgb Alliance, ha affermato: «La sentenza chiarisce in modo assoluto che le lesbiche che desiderano formare associazioni di qualsiasi dimensione hanno il diritto legale di escludere gli uomini. Indipendentemente dal fatto che siano in possesso o meno di un certificato di riconoscimento di genere (Grc). **È difficile esprimere il significato di questa sentenza. Segna una svolta per le donne**. **E in particolare per le lesbiche, che hanno visto i loro diritti e la loro identità costantemente violati nell’ultimo decennio**».

Secondo Reem Alsalem, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne e le ragazze, si tratta di **una sentenza che «rappresenta il trionfo della ragione e delle decisioni basate sui fatti**. **Riconosce che la cancellazione del significato ordinario del sesso nella legge e nelle politiche ha reso impossibile garantire la protezione delle donne**. **Comprese le lesbiche, sulla base della caratteristica del sesso.** Oltre al Regno Unito, spero che altre giurisdizioni prestino attenzione a questa sentenza rivoluzionaria».

Ovviamente le critiche sono arrivate dai gruppi pro *trans*. Come il Labour for Trans Rights: «La decisione della Corte suprema è estremamente deludente. Ed è il risultato di un’incessante attività di *lobbying* da parte di una rete anti *trans* ben finanziata e legata all’estrema destra globale». Anche Maggie Chapman, uno dei membri più in vista del Parlamento per il Nord-Est della Scozia, ha dichiarato: «Si tratta di una sentenza profondamente preoccupante per i diritti umani. E di un duro colpo per alcune delle persone più emarginate della nostra società. Le persone *trans* vogliono solo poter vivere la loro vita come tutti noi».

Di *Riccardo Canaletti*
