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title: Russia, i meccanismi della repressione
description: La situazione dei diritti umani in Russia è talmente grave che esige costanti attenzione e le forme di repressione del dissenso aumentano
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date: 2023-08-08
author: Yurii Colombo
url: https://laragione.eu/esteri/repressione-russia/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, guerra, russia]
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# Russia, i meccanismi della repressione

![repressione russia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Evidenza-sito-502.jpg)

La situazione dei diritti umani in Russia è talmente grave che esige costanti attenzione e mobilitazione, mentre le forme di repressione del dissenso aumentano

Mosca – La nuova mostruosa condanna di Alexej Navalny a 19 anni di prigione per “estremismo” **non ha neppure tanto scosso un’opinione pubblica occidentale alle prese con una delle estati più calde degli ultimi decenni.** Il carattere autoritario del regime di Putin è sotto gli occhi di tutti, **ma la rassegnazione sembra affliggere in questa fase perfino i più decisi oppositori** non soltanto in Russia ma anche all’estero. Tuttavia la situazione dei diritti umani nel Paese è talmente grave che esige costanti attenzione e mobilitazione.

Dal suo rientro in patria nel 2021 dopo essere stato curato in Germania per le conseguenze dell’avvelenamento subìto durante un suo *tour* elettorale, **[Navalny](https://laragione.eu/evidenza/navalny-lanti-putin-in-gabbia-9-anni-di-carcere/) ha accumulato 30 anni e 8 mesi di condanne e se non verrà ancora messo sotto accusa potrà uscire dal carcere nel 2051, all’età di 74 anni**. Secondo i dati del portale Doxa (oscurato in Russia), la sua sorte è condivisa da **557 persone** già condannate e da altre centinaia in attesa di processo. **Si tratta del triplo dei condannati per motivi politici di cinque anni fa.**

Il numero relativamente piccolo di prigionieri che soltanto qualche giorno fa ha fatto dire a Putin che «la Russia attuale non è quella del 1937 (il picco delle repressioni staliniane con centinaia di migliaia di condannati, *ndr.*)»**non deve trarre in inganno**. Nel computo dev’essere considerato il fatto che in Russia esiste la formula **dell’“arresto amministrativo”** che, se non sporca la fedina penale, condanna però alla reclusione **fino a due mesi in centri di detenzione di quartiere o domiciliari**. La pena è prevista per reati minori come blande resistenze a pubblici ufficiali o semplicemente partecipazione a manifestazione non autorizzata **ed è stata scontata in questi anni da decine di migliaia di persone.** A queste vanno aggiunti** 707 casi contro i Testimoni di Geova** (fuorilegge dal 2017), i cui seguaci notoriamente si rifiutano di prestare il servizio militare.

**Da quando sono state chiuse organizzazioni come Memorial** (Premio Nobel per la pace nel 2022) – **che non soltanto ha custodito i dati sulle repressioni sovietiche dal 1917 in poi ma ha anche fatto opera di controinformazione** sulle limitazioni delle repressioni odierne – è difficile conoscere nel dettaglio il quadro dei soprusi governativi. Spesso le informazioni trapelano ma restano nell’ambito della stretta controinformazione. **Come nel caso di Anatoly Berezikov**: quarantenne di Rostov sul Don, era stato arrestato il 15 giugno di quest’anno per “attività *no war*” ed **è morto in cella dopo che aveva denunciato al suo avvocato di essere stato torturato con manganelli elettrici**. Il caso è stato poi archiviato dalla Procura russa come “suicidio”.

Si tratta di un sistema «**selettivo di repressione dei refrattari al sistema**», come lo ha definito il professore di Sociologia Boris Kagarlitsky (moscovita, dal 25 luglio anch’egli arrestato per “istigazione all’estremismo”), che prevede diversi gradi di intimidazione e di pressione di cui la condanna penale è soltanto uno degli strumenti. Anche per questo si può ritenere che il regime stia conoscendo **una deriva progressiva verso un’inedita forma di totalitarismo.**

di *Yurii Colombo*
