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description: Ci sono poche speranze di riformismo talebano. Riccardo Valle,  fondatore di “The Khorasan Diary”, racconta l’attualità del regime
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date: 2023-03-23
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/riccardo-valle-racconta-lafghanistan-dei-talebani-e-come-si-vive-sotto-il-regime/
categories: [Esteri]
tags: [diritti, esteri, Evidenza, politica, società]
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# L&#8217;Afghanistan dei talebani raccontato da Riccardo Valle

![riccardo valle](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Evidenza-sito-5-2.jpg)

Ci sono poche speranze di riformismo talebano. Riccardo Valle,  fondatore di “The Khorasan Diary”, racconta l’attualità del regime

Riccardo Valle è giovane. In Italia un ventisettenne come lui è ritenuto poco più che un ragazzo, ma quando la passione si unisce all’autorevolezza non c’è pregiudizio che tenga. «**Mi sono appassionato al mondo musulmano tra i banchi scolastici**» racconta «e il percorso per esplorarlo mi ha portato fra Afghanistan e Pakistan, cioè in una regione che rappresenta un punto di congiunzione unico tra le varie culture dei mondi arabo, iranico, centroasiatico e del subcontinente indiano».

Insieme a tre cittadini pakistani Valle ha infatti fondato **il progetto multimediale “The Khorasan Diary” a Islamabad**, diventata in pratica la sua città d’adozione. «È la capitale di un Paese complicato, con contraddizioni molto forti che possono risultare difficili da comprendere» spiega «e il diario è nato con l’idea di raccontarle attraverso le voci di persone che vivono tutti i giorni situazioni di conflitto e di instabilità politica ed economica. Visto l’interesse raccolto l’abbiamo quindi trasformato in un polo di ricerca il cui fine è quello di** dare spazio agli studiosi e ai giornalisti locali, soprattutto per sfuggire all’*echo chamber *dei pochi centri occidentali che si dedicano alla zona».**

Un progetto dal nome ecumenico, dato che nel IV secolo dopo Cristo *Khorāsān *(“Dove nasce il sole”) indicava la regione più a Est dell’impero persiano, estesa fra l’attuale Iran orientale, l’Afghanistan, il Turkmenistan meridionale e il Pakistan occidentale. Un’area del mondo assai remota rispetto all’Occidente e di conseguenza suscettibile al fenomeno delle *fake news*, talvolta diffuse persino da inviati ritenuti autorevoli, come quella dell’esistenza di “talebani riformisti” e di altri retrogradi. «Nei vent’anni scorsi il momento di massima criticità per il fazionalismo talebano fu la morte nel 2014 del loro emiro storico – il mullah ‘Omar – che portò a delle defezioni alle quali tuttavia sopravvissero, mentre **oggi si può parlare di tre fazioni piuttosto che di due**» precisa Valle.

«La fazione formata da quelli che hanno firmato gli accordi di Doha è in effetti aperta a fornire certe concessioni alla società civile del Paese, ma è molto minoritaria rispetto alle altre. La più importante è infatti la fazione di Kandahar, ovverosia la cerchia ristretta del miramolino Haibatullah Akhundzada, responsabile delle politiche più misogine e retrograde che hanno reso proverbiale il movimento. La terza fazione è invece quella degli Haqqani, facenti capo all’attuale ministro degli Interni Sirajuddin Haqqani che di recente **ha mosso delle inaudite critiche a Akhundzada – molto condivise fra i talebani – riguardo il bando completo dell’educazione femminile e la corruzione e il nepotismo** ancora persistenti nella pubblica amministrazione».

Nonostante le diverse voci, è però sempre il miramolino a detenere il potere assoluto, forte dell’aderenza alla *shari’a *(certificata persino da una Corte suprema presieduta da uno sceicco talebano) e tutti sono tenuti a seguirne le direttive. «Questo perché per i talebani la fedeltà è la qualità più importante. Una vena di “inclusività” ha permesso loro di accogliere persino comandanti *o‘zbeklar *o anche *hazāra*, soltanto per eliminarli al minimo accenno di ribellione» conclude.

**Poche speranze di riformismo talebano, quindi.**

Di *Camillo Bosco*

 
