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title: Ruolo strategico e forza negoziale della Turchia
description: Il Mar Nero è uno dei campi nei quali si sta giocando la guerra in corso, ma la Turchia sembra non aver preso una posizione netta.
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date: 2022-03-09
author: Massimiliano Fanni Canelles
url: https://laragione.eu/esteri/ruolo-strategico-e-forza-negoziale-della-turchia/
categories: [Esteri]
tags: [russia, turchia]
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# Ruolo strategico e forza negoziale della Turchia

![Ruolo strategico e forza negoziale della Turchia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-32-1.png)

Il Mar Nero è uno dei campi nei quali si sta giocando la guerra in corso, ma la Turchia sembra non aver preso una posizione netta.

L’informazione mediatica sull’invasione russa in territorio ucraino è concentrata sulle notizie che arrivano dal fronte di terra e in particolare sui tentativi di conquistare le città più rilevanti e le infrastrutture strategiche. Ma l’evoluzione del conflitto si gioca anche su altre strategie, ad esempio **il controllo del Mar Nero.** Sono due gli stretti che lo collegano al Mediterraneo: **il Bosforo** che attraversa Istanbul e subito a Sud, sempre in Turchia,** lo stretto dei Dardanelli** che fa da confine fra Europa e Asia.

**Da sempre queste due regioni sono determinanti per quanto riguarda le strategie sia commerciali sia militari.** Da qui passano betoniere, petroliere, *containership* e fregate militari che trasportano i loro carichi dalle repubbliche balcaniche ma soprattutto dalla Russia e dall’Asia per arrivare in Europa e viaggiare poi verso l’Atlantico e l’Oceano Indiano. Ogni giorno passano attraverso Istanbul **3 milioni di barili di petrolio**, equivalenti al 3% del fabbisogno annuo mondiale. Non solo.

Questa regione è determinante per tutto il commercio russo: di **qui passano il 38% del suo petrolio e il 65% di tutto il suo *export*.** Il Mar Nero è però anche determinante per l’economia delle altre repubbliche costiere come Romania, Bulgaria e Georgia ma soprattutto per l’Ucraina, tramite il quale esporta i prodotti agricoli e delle sue acciaierie.

Il flusso attraverso gli stretti è regolamentato dalla Convenzione di Montreux del 1936. Responsabile della sua applicazione è la Turchia e l’esercizio dei suoi poteri non è sindacabile. Le sue decisioni sono svincolate dall’obbligo di sentire gli Stati firmatari o le Nazioni Unite. Anche se neutrale, **in caso di conflitti armati Ankara ha il diritto di regolamentare e bloccare il transito delle navi commerciali e da guerra.** Tuttavia, l’articolo 19 della Convenzione prevede un’eccezione per le navi che abbiano base in tale bacino e alle quali si riconosce il diritto di poter rientrare.

Per tutti questi motivi **il Mar Nero è uno dei campi nei quali si sta giocando la guerra in corso.** A conflitto iniziato l’Ucraina ha chiesto alla Turchia di chiudere il passaggio degli stretti. Ankara ha quindi permesso solo il passaggio di navi militari russe registrate presso i porti del Mar Nero. Ha poi definito l’invasione russa in Ucraina un’inaccettabile violazione del diritto internazionale.

Non dimentichiamoci che **Ankara si era opposta alle politiche di Mosca in Siria e Libia nonché all’annessione unilaterale russa della Crimea del 2014.** Negli anni recenti ha anche partecipato attivamente alla realizzazione della difesa ucraina tramite la vendita e lo sviluppo della flotta di droni in forza a Kiev. Ma soprattutto bisogna considerare che la Turchia è membro della Nato e se le posizioni dovessero inasprirsi con il coinvolgimento dell’Alleanza Atlantica la strategica regione del Mar Nero diventerebbe per Putin il suo peggiore tallone d'Achille.

**La posizione della Turchia non è però così netta.** Quando la comunità internazionale ha deciso l’applicazione delle sanzioni contro Mosca, **Ankara si è tenuta neutrale** e poi insieme alla Cina si è dichiarata contraria. In fondo le relazioni fra Erdoğan e Putin sono state sempre efficaci negli ultimi anni, basti vedere le numerose cooperazioni attive nell’ambito della difesa e dell’energia ma soprattutto le numerose intese raggiunte anche quando i fronti erano opposti.

La forza e le possibilità negoziali di Erdoğan per trovare una soluzione al conflitto sono quindi concrete. Bisogna vedere se **la comunità internazionale vuole concedere al ‘sultano’ questo potere**: i rischi di una sua successiva espansione, difficilmente controllabile, non sono da sottovalutare.

di *Massimiliano Fanni Canelles*
