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title: Scacchista svelata
description: La scacchista con il sorriso e senza velo, Sara Khademolsharieh, che ha sfidato la repressione di Teheran.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/scacchista.png
date: 2022-12-30
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/esteri/scacchista-svelata/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, Iran, società]
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# Scacchista svelata

![Scacchista svelata](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/scacchista.png)

La scacchista con il sorriso e senza velo, Sara Khademolsharieh, che ha sfidato la repressione di Teheran

**Alla scacchiera con il sorriso e senza velo. E senza *hijab* in arrampicata, a passo di danza. Sono le donne, così vessate dal regime iraniano, a prendere sempre più a picconate l’*apartheid* di genere.** Ha fatto il giro del mondo la foto senza velo della scacchista Sara Khademolsharieh ai Mondiali di Almaty, in Kazakistan. A otto anni davanti alle pedine, il primo titolo ai Mondiali *under* 12, Sara Khadem (come è conosciuta negli scacchi) ha lanciato – a viso aperto e con lo sguardo di chi non molla di un millimetro – il suo atto di sfida alla [repressione di Teheran](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/hanieh-eshtehardi-in-italia-artista-contro-liran/), rischiando la sua incolumità fisica di fronte alla volontà della dittatura teocratica dell’*ayatollah* Khamenei che impone l’*hijab* obbligatorio. A breve si trasferirà in Spagna con la figlia.

**Due anni fa annunciò che avrebbe lasciato la Nazionale iraniana in segno di protesta: la sua collega Mitra Hejazipour aveva sfilato il velo durante i Mondiali di scacchi a Mosca, venendo espulsa dalla Nazionale e ritrovando la libertà in Francia un anno dopo.** Sempre Sara Khadem era stata già sottoposta a un divieto di viaggio per aver supportato la decisione di Alireza Firouzja – scacchista iraniano ora con cittadinanza francese – di non giocare più per l’Iran poiché Teheran aveva impedito ai suoi campioni di affrontare avversari israeliani. **E sempre lei due anni fa era stata interdetta dalle competizioni per aver rifiutato di mostrarsi con lo *hijab*.**

La prima ribelle di re e cavalieri è stata nel 2017 Dorsa Derakhshani, rimossa dalla Nazionale di scacchi per il rifiuto dell’*hijab* al torneo di Gibilterra. Due anni fa c’è stato il caso di Shohreh Bayat, prima donna-arbitro di scacchi in Asia, che ha diretto senza il velo il Women’s World Chess Championship di Shanghai: venne ricoperta di critiche e minacce in Iran e la sua Federazione, anziché difenderla, prese posizione pubblica contro di lei. Nello stesso periodo si è verificato l’ammutinamento di altre sportive. Come Kimia Alizadeh, campionessa mondiale di taekwondo, che ha lasciato l’Iran per allenarsi in Olanda in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Certo,** il gesto di Sara – imitato subito dalla sua avversaria Atousa Pourkashian, un’altra scacchista iraniana in gara in Kazakistan sotto la bandiera statunitense** – è l’ennesimo segnale forte che giunge da una disciplina che produce campionesse mai piegate dalla forza della dittatura, emotivamente vicine al popolo che continua a scendere in piazza dopo la morte di Mahsa Amini. Prima della scacchista senza lo *hijab*, hanno mostrato coraggio in quantità industriali Elnaz Rekabi (arrampicata) – che ha partecipato a capo scoperto a un torneo in Corea del Sud, ritrovandosi poi l’abitazione bruciata e che una volta tornata in Iran è pure finita agli arresti domiciliari – e la pattinatrice Niloufar Mardani, che a una premiazione in Turchia ha sfilato con abiti neri, la scritta “Iran” e senza velo.

Di *Nicola Sellitti *
