app-menu Social mobile

Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Scholz riconosce la politica in Nord Stream 2

La verità nel rapporto fra Germanie e Russia è arrivata da Berlino e non da Kiev o Mosca, gli epicentri della crisi.
|

Scholz riconosce la politica in Nord Stream 2

La verità nel rapporto fra Germanie e Russia è arrivata da Berlino e non da Kiev o Mosca, gli epicentri della crisi.
|

Scholz riconosce la politica in Nord Stream 2

La verità nel rapporto fra Germanie e Russia è arrivata da Berlino e non da Kiev o Mosca, gli epicentri della crisi.
|
|
La verità nel rapporto fra Germanie e Russia è arrivata da Berlino e non da Kiev o Mosca, gli epicentri della crisi.
Berlino – Alla fine la vera novità nel rapporto fra la Germania e la Russia è arrivata direttamente da Berlino – dall’incontro tra Olaf Scholz e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg – e non da Kiev o Mosca, gli epicentri della crisi, dove il ministro degli Esteri Annalena Baerbock ha incontrato i suoi omologhi ucraino e russo. E riguarda il ruolo del controverso gasdotto Nord Stream 2. Per la prima volta il cancelliere tedesco ne ha ammesso la dimensione geopolitica e ha detto che, in accordo con gli Usa, in caso di attacco della Russia all’Ucraina il nuovo gasdotto rientrerà nel novero delle sanzioni possibili. E il giorno dopo, nel collegamento virtuale con il Forum di Davos, ha aggiunto: «Restare calmi non è un’opzione, i russi conoscono la nostra determinazione e spero che anche loro capiscano che i vantaggi della cooperazione superano di gran lunga i costi di un ulteriore confronto». Costi economici, più che militari. Perché Berlino, al contrario di Londra, continua a rifiutare la richiesta ucraina di armi e munizioni e resta ferma sulla scelta prioritaria di favorire la ripresa di un dialogo che coinvolga Mosca e Kiev, con la mediazione dei principali Stati europei. Si tratta del recupero del cosiddetto ‘formato Normandia’, il quartetto di Paesi che ha gestito la crisi della Crimea e del Donbass, con Germania e Francia in veste di mediatori e Russia e Ucraina a vedersela direttamente con status di pari dignità. Il risultato non ha prodotto in realtà alcuna soluzione definitiva: gli accordi di Minsk sono serviti piuttosto a congelare il confronto e a consolidare una situazione di fatto che ora Mosca sembra intenzionata a rimettere in discussione. Ma è questa la via proposta dalla Germania per la de-escalation e per ritagliare all’Europa il ruolo perduto nel rapporto diretto instauratosi tra Putin e Biden. L’ha illustrata Baerbock nella sua difficile doppia visita a Kiev e Mosca, dove è riuscita a passare indenne da quello che sinora è stato l’appuntamento diplomatico più difficile della sua breve carriera: «Non c’è alternativa ai buoni rapporti tra Russia e Germania» ha detto. Tutti gli sforzi sono per ora rivolti a recuperare margini al dialogo. L’invito a riprendere i negoziati nel ‘formato Normandia’ non è stato declinato né da Mosca né da Kiev. Così come la disponibilità di Stoltenberg a intavolare incontri fra Nato e Russia e a mettere sul tavolo richieste ed esigenze reciproche segna un pur momentaneo rasserenamento nei toni. Alle spalle continua l’attività diplomatica degli Stati Uniti: bastone e carota, tra gli oscillanti moniti di Biden e gli incontri di vertice, come quello di oggi a Ginevra fra Antony Blinken e Sergej Lavrov. Di più c’è la svolta cui la Germania è stata costretta su Nord Stream 2. Finora, da Angela Merkel allo stesso Scholz, i tedeschi avevano sempre sostenuto che fosse un mero progetto economico e che come tale sarebbe stato trattato. Ora se ne riconosce il valore politico e si ammette la possibilità che, quando sarà finalmente autorizzato dall’autorità competente tedesca, potrà rientrare nel grande risiko delle sanzioni.   di Pierluigi Mennitti

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

Salto nel vuoto

25 Gennaio 2025
Le decisioni prese dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, portano il Paese ad un salto …

L’apertura di Putin verso Trump e l’ostilità per l’Italia

25 Gennaio 2025
In un’intervista di otto minuti, il presidente russo Vladimir Putin concede un’apertura di credi…

La gioia dei familiari delle 4 soldatesse israeliane rilasciate – IL VIDEO

25 Gennaio 2025
Le grida di gioia dei familiari delle 4 soldatesse israeliane rilasciate da Hamas. Gli ostaggi s…

Welcome home

25 Gennaio 2025
Con un comunicato congiunto l’IDF e l’ISA hanno annunciato l’arrivo dei 4 ostaggi israeliani nel…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI