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title: Scontro senza ritorno
description: "In un mondo totalmente virtualizzato, anche il campo di battaglia si sposta in Rete: bombe informatiche, missili hacker e ordigni di software."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-14.jpg
date: 2022-03-01
author: Edoardo Fleischner
url: https://laragione.eu/esteri/scontro-senza-ritorno/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra mondiale, web]
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# Scontro senza ritorno

![Scontro senza ritorno](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-14.jpg)

In un mondo totalmente virtualizzato, anche il campo di battaglia si sposta in Rete: bombe informatiche, missili hacker e ordigni di software trasformano la propaganda in un perenne marketing elettorale.

Questo nostro **mondo in via di virtualizzazione** totale ormai contempla fucili di precisione per cecchini digitali che eseguono **attacchi cibernetici** mirati a una sola persona (per esempio un presidente), bombe informatiche che bloccano la rete delle centrali elettriche, missili *hacker* che sventrano il *software* del traffico aereo e dei treni, ordigni di *software* nucleari che isolano, con qualche preciso e concordato *click*, le banche e le transazioni internazionali *online*, magari del più esteso Paese del mondo.

Anche in questo caso viene in aiuto una variante dell’abusata citazione da **Carl von Clausewitz** – «La guerra cibernetica non è che la continuazione della politica con altri mezzi» – dove ogni elemento della classica guerra fisica viene sostituito dal digitale: dalle conquiste di ‘terreno informatico’ con furibonde battaglie *online* alla propaganda nel *web*, dallo spionaggio dietro le linee Internet nemiche al sabotaggio industriale e finanziario cibernetico.

Quella **cibernetica è una sostituzione**, dalle magnifiche sorti e progressive, che muta gli agenti segreti d’archivio (gli analisti) in *superman* della gestione di miliardi di dati e quelli sul campo li collega a droni spia, intelligenze artificiali e localizzazioni millimetriche di amici e nemici, in tempo reale.

La **sostituzione del reale coi *bit* **trasforma la propaganda in un perenne** *marketing* elettorale** che, con a disposizione miliardi di cittadini connessi, può raggiungere gli elettori di un Paese ‘avverso’ e – ormai da anni – fare pubblicità elettorale compulsiva, lastricata di ***fake news***, sui *social network* per il candidato più favorevole ai suoi interessi ‘stranieri’ (fra i tantissimi, l’esempio storico della Russia con la sua massiccia campagna *online* a favore del candidato presidenziale **Trump**).

La** cibernetica si innesta poi nella guerra reale** – la folle invasione dell’Ucraina da parte della Russia – dove si trasforma anche in guerriglia, come quella del noto gruppo di hackeraggio Anonymus (certo anonimo, ma molto ben pilotato) che blocca treni, siti governativi e giornali *online* russi, svela i segreti strategici, si introduce nei canali tv con propria controinformazione, istruisce la resistenza ucraina, alimenta dissenso nelle truppe di Putin e nel popolo a casa.

In parallelo alle guerre fisiche, che continuano a insanguinare molti angoli del pianeta, si combatte ormai da anni anche una **Terza guerra mondiale *online*** fra grandi e medie potenze, su ogni possibile fronte: economico, finanziario, industriale, scientifico, culturale, sociale e ovviamente politico e militare/bellico. L’idea che la guerra cruenta – in utopica attesa che diventi per gli umani un reale tabù – sia sostituita da una guerra anche planetaria ma solo ***online* **può sembrare un’**accettabile sublimazione/sostituzione del sangue** e delle distruzioni belliche (resiste il tabù della guerra mondiale perché sarebbe **guerra nucleare**).

In realtà una futura guerra mondiale tutta *online*, in un globo totalmente interconnesso e dipendente da reti di intelligenze artificiali, azzererebbe in pochi attimi aziende, città, strade, ospedali, banche, istituzioni, infrastrutture. **Sarebbe lo spegnimento del pianeta**. Un *day after* in distopica concorrenza con quello nucleare.

 

Di *Edoardo Fleischner*
