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Scontro Ue-Usa a Parigi

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Le cronache ci hanno fatto arrivare, dal vertice dei ministri degli Esteri dei Paesi del G7 di ieri a Parigi, un durissimo confronto tra Ue e Usa

Scontro Ue-Usa a Parigi

Le cronache ci hanno fatto arrivare, dal vertice dei ministri degli Esteri dei Paesi del G7 di ieri a Parigi, un durissimo confronto tra Ue e Usa

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Scontro Ue-Usa a Parigi

Le cronache ci hanno fatto arrivare, dal vertice dei ministri degli Esteri dei Paesi del G7 di ieri a Parigi, un durissimo confronto tra Ue e Usa

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Le cronache ci hanno fatto arrivare, dal vertice dei ministri degli Esteri dei Paesi del G7 di ieri a Parigi, un durissimo confronto fra il capo della diplomazia statunitense Marco Rubio e l’Alta rappresentante della politica estera dell’Unione europea, l’estone Kaja Kallas. Quest’ultima, certo non famosa per essere tenera nei confronti dell’amministrazione Trump, avrebbe rimbrottato a muso duro Rubio, rinfacciandogli tutte le aperture e la disponibilità nei confronti della Russia. Sottolineando perfidamente – nonostante i gesti di buona volontà – i risultati nulli, considerato che Mosca continua nel suo atteggiamento aggressivo e indisponibile nei confronti dell’Ucraina, degli europei e in definitiva degli stessi statunitensi.

A questo punto, Rubio avrebbe reagito a muso durissimo, chiedendo alla Kallas perché non ci pensano gli europei a risolvere la situazione o almeno a raggiungere qualche risultato. Aggiungendo la minaccia finale di mollare l’Ue e l’Ucraina al suo destino.

Per evitare guai, sarebbero intervenuti i rappresentanti degli altri Paesi per riportare la calma e i due avrebbero poi avuto un confronto chiarificatore. Particolari a parte (tutte le indicazioni arrivano comunque da una fonte altamente affidabile come Axios), la verità è che la Kallas – pur con tutte le durezze che si possono notare – ha detto una banale verità.

Le sarà passata per la testa, immaginiamo, la sconcertante immagine del tappeto rosso di Anchorage nel giorno del catastrofico vertice ferragostano fra Trump e Putin o altri mille episodi, a cominciare dallo sconfortante, disastroso primo faccia a faccia fra il presidente americano e Volodymyr Zelensky.

Marco Rubio non è di sicuro il più antieuropeo dell’amministrazione Trump, eppure viene considerato tale per il semplice motivo che tutti gli altri sono fuori scala. A cominciare dai vari JD Vance e Hegseth. Per tacere dei mirabolanti mediatori per tutte le occasioni Steve Witkoff e Jared Kushner.

Sono mesi, del resto, che non passa settimana senza qualche roboante minaccia ai danni degli alleati europei della Nato. L’ultima è di poche ore fa e porta come sempre la firma di Donald Trump, seppur proprio per l’interposta persona di Marco Rubio: tagliare i fondi all’alleanza atlantica, “Perché gli europei non ci sono quando servono a noi e
non vedo perché ci dovremmo essere noi per loro“. Riferimento clamorosamente ridicolo a una guerra, quella contro l’Iran, che Trump ha scatenato senza avvertire nessuno e per la quale ora vorrebbe l’aiuto della Nato per il semplice motivo che non sa che pesci prendere.

Questa è la realtà che ci troviamo a vivere – invero incredibile – e Kallas ha semplicemente detto la verità.
Magari per esasperazione, stanchezza o un momento di sfiducia, ma si fa proprio fatica a darle torto.

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