Scoppia lo scandalo: i figli degli amici di Putin non vanno a morire al fronte
| Esteri
Nel ciclone è finito il figlio del Ministro della Difesa russo Shoigu: fa la bella vita, la mostra su Instagram mentre i suoi coetanei vengono costretti ad arruolarsi
Scoppia lo scandalo: i figli degli amici di Putin non vanno a morire al fronte
Nel ciclone è finito il figlio del Ministro della Difesa russo Shoigu: fa la bella vita, la mostra su Instagram mentre i suoi coetanei vengono costretti ad arruolarsi
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Scoppia lo scandalo: i figli degli amici di Putin non vanno a morire al fronte
Nel ciclone è finito il figlio del Ministro della Difesa russo Shoigu: fa la bella vita, la mostra su Instagram mentre i suoi coetanei vengono costretti ad arruolarsi
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AUTORE: Ilaria Cuzzolin
E’ una vergogna e al tempo stesso uno schifo. Si fa fatica a usare parole diverse dopo aver guardato la gallery a seguire. Comunque la si pensi su questa guerra, che ci si senta più vicini alla Russia o all’Ucraina – questione a parte su cui riflettere, ma non ora – non si può rimanere indifferenti davanti a ingiustizie così evidenti e incontrovertibili.
Sui canali social gestiti dallo staff dell’attivista russo Aleksey Navalny – al momento detenuto come molti altri dissidenti che hanno scelto di non stare zitti – sono state pubblicate delle immagini che stanno facendo il giro del web, compresi anche i principali canali d’informazione russi. Sono scatti che ritraggono Danila Shebunov, figlio del Ministro della difesa russo Sergei Shoigu, nella sua quotidianità fatta di lussi e agi messa poi a confronto con quella di alcuni suoi coetanei russi. Immagini che si commentano da sole.
Dove si può vedere tutto ciò? Anche su Instagram ovviamente, il social proibito, accusato di diffondere il falso ma che Sheba può usare in assoluta libertà, dato che non vive in Russia preferendola, per ora, alla Turchia. Chissà come mai.
Il ragazzo, come si vede, ha velleità artistiche e sogna di fare il cantante. Fin qui nulla di male, se non fosse che Sheba Singer, questo è il nome d’arte che si è scelto, ha più o meno la stessa età di quei giovani che Putin manda a morire al fronte.
Gli stessi che oggi hanno il volto sfregiato, arti amputati o peggio ancora riposano per sempre dentro una bara. In una conferenza stampa risalente a sei mesi fa, alle madri di questi ragazzi il presidente russo aveva detto: “Siate orgogliose dei vostri figli perché morendo per la Russia hanno dato un senso alla loro vita “. Si può solo lontanamente immaginare il dolore e la rabbia di un genitore dinanzi a parole del genere, sentimenti che quando sfociano in proteste di piazza vengono prontamente represse dalle forze dell’ordine.
Questi ragazzi, a differenza di Sheba o del figlio del conduttore tv Soloviev – uno degli uomini più vicini allo Zar – non hanno potuto scegliere se partire per la guerra o meno. Sono stati letteralmente inviati a morire senza se e senza ma. Mentre Sheba strimpellava dalla sua cameretta pezzi in lingua inglese, idioma in cui dice di sentirsi più a suo agio quando compone (ma come, non era quello del nemico?), mentre gli altri erano sotto le bombe, imbracciavano fucili rivolti, magari, a ragazzi come loro senza capire nemmeno il perché.
Il ragazzo, come si vede, ha velleità artistiche e sogna di fare il cantante. Fin qui nulla di male, se non fosse che Sheba Singer, questo è il nome d’arte che si è scelto, ha più o meno la stessa età di quei giovani che Putin manda a morire al fronte.
Gli stessi che oggi hanno il volto sfregiato, arti amputati o peggio ancora riposano per sempre dentro una bara. In una conferenza stampa risalente a sei mesi fa, alle madri di questi ragazzi il presidente russo aveva detto: “Siate orgogliose dei vostri figli perché morendo per la Russia hanno dato un senso alla loro vita “. Si può solo lontanamente immaginare il dolore e la rabbia di un genitore dinanzi a parole del genere, sentimenti che quando sfociano in proteste di piazza vengono prontamente represse dalle forze dell’ordine.
Questi ragazzi, a differenza di Sheba o del figlio del conduttore tv Soloviev – uno degli uomini più vicini allo Zar – non hanno potuto scegliere se partire per la guerra o meno. Sono stati letteralmente inviati a morire senza se e senza ma. Mentre Sheba strimpellava dalla sua cameretta pezzi in lingua inglese, idioma in cui dice di sentirsi più a suo agio quando compone (ma come, non era quello del nemico?), mentre gli altri erano sotto le bombe, imbracciavano fucili rivolti, magari, a ragazzi come loro senza capire nemmeno il perché.
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