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title: Scosse (geopolitiche) in Turchia
description: Il catastrofico terremoto, la pietas del mondo e una partita sugli equilibri tra il Mar Nero e il Medio Oriente.
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date: 2023-02-08
author: Massimiliano Lenzi
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, guerra]
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# Scosse (geopolitiche) in Turchia

![Turchia terremoto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-22-1.png)

Il catastrofico terremoto, la *pietas* del mondo e una partita sugli equilibri tra il Mar Nero e il Medio Oriente

C’è l’indicibile, fatto di migliaia di morti, distruzione, intere famiglie sepolte, miserie del restar senza niente in pochi attimi. **E poi c’è la *pietas* umana della solidarietà, il mondo che corre (e soccorre) in Turchia e in Siria, per dare una mano come può a un popolo martoriato da un alieno, il sisma appunto, sbucato fuori dalle viscere delle terra e non dallo spazio.** A proposito dell’alieno – in un momento complicato per l’Europa e per i rapporti geopolitici globali, con la guerra russa in Ucraina, le tensioni tra Stati Uniti e Cina e tanti altri conflitti sparsi in giro – v**iene in mente l’aneddoto raccontato anni fa dall’ex presidente dell’Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov a proposito del suo primo incontro con l’allora presidente americano Ronald Reagan**. I rapporti tra Mosca e Washington erano ancora freddissimi, conditi d’una reciproca sfiducia e Reagan se ne uscì con una domanda al presidente comunista: «Cosa faresti se gli Stati Uniti venissero attaccati da qualcuno dallo spazio profondo? Ci aiutereste?». Gorbaciov gli rispose: «Sì, senza alcun dubbio». Reagan a sua volta chiosò: «Anche noi».

Ebbene, **in Turchia e in Siria in queste ore la solidarietà è in campo**. Gli israeliani che soccorrono i siriani, i greci e i ciprioti che aiutano i turchi e poi noi europei, gli americani, i russi: tutti lì per rimediare come si può e salvare vite umane e ciò che resta dai danni del sisma e della sua violenza.** Eppure in questa solidarietà sincera e diffusa verso uno dei luoghi più martoriati del pianeta** – basti pensare alla Siria e alle guerre e alle distruzioni che ha vissuto negli anni passati – **si gioca pure una partita geopolitica dentro un’area strategica, tra il Mediterraneo dell’Est e il Medio Oriente.**

Ci sono i **russi**, che i**n Siria** hanno giocato un ruolo decisivo e continuano a giocarlo, così come han trovato in Turchia un interlocutore nel presidente Recep Tayyip Erdoğan che non ha mai rinunciato a parlare con Mosca e con l’Ucraina assieme. Ci sono poi gli **ucraini** – il presidente Zelensky ha disposto di inviare aiuti umanitari dopo la catastrofe – che sanno quanto nevralgica sia quell’area per la guerra in corso da un anno. E poi ci sono gli **Stati Uniti**: il presidente Joe Biden ha già annunciato sostegni immediati a un Paese che fa parte della Nato e che rappresenta un alleato indispensabile a Est dell’Europa. Pure la Cina, sempre attenta a livello diplomatico e internazionale, ha fatto sapere che darà una mano ai turchi per uscire dal disastro.

Ecco allora che in quell’area levantina, così geograficamente vicina a noi italiani ed europei, si incrociano una catastrofe come il terremoto, **la *pietas* del mondo e una partita sugli equilibri tra il Mar Nero e il Medio Oriente**, a due passi dal fronte della guerra russa in Ucraina. **Cosa il sisma cambierà nel ruolo della Turchia? Qualcosa o niente? E muteranno oppure no i rapporti di forza in quell’area?** Sono alcune delle tante domande geopolitiche da porsi, a costo d’apparire cinici in un momento tragico, perché – per tornare da dove avevamo cominciato e cioè a quel dualismo tra Gorbaciov e Reagan d’un secolo ormai andato – gli alieni sono di certo un nemico comune ma passano. **E** **passato il terremoto resterà la geopolitica, coi suoi rapporti di forza e le sue deterrenze necessarie che avevano fatto dire a Reagan, rispetto all’Unione Sovietica non ancora crollata nella seconda metà degli anni Ottanta**: «Non è che noi non ci fidiamo l’uno dell’altro perché siamo armati, ma siamo armati perché non ci fidiamo l’uno dell’altro».

Di *Massimiliano Lenzi *
