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title: Sono i nostri ragazzi
description: Massacro al rave party nel deserto del Negev. Nulla colpisce come le immagini degli ostaggi trascinati via e strappati ai propri cari.
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date: 2023-10-09
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/sono-i-nostri-ragazzi/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, giovani, guerra, israele]
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# Sono i nostri ragazzi

![Strage giovani deserto Negev](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/10/Evidenza-sito-32-12.png)

Massacro al rave party nel deserto del Negev. Nulla colpisce, inquieta, indigna, come le immagini degli ostaggi trascinati via e strappati ai propri cari

Le immagini dello sfacelo seguito all’attacco di [Hamas a Israele](https://laragione.eu/interviste/hamas-israele-il-rischio-di-una-guerra-mai-vista-prima/) sono tante. Nulla colpisce, inquieta, indigna come quelle degli [ostaggi](https://laragione.eu/esteri/la-guerra-degli-ostaggi/) trascinati via, strappati ai propri cari, malmenati o peggio. Di alcuni non sappiamo neppure se fossero vivi, mentre una folla in preda all’isteria della violenza li riprendeva con i propri smartphone per farne strumenti di propaganda sanguinaria. Scene raccapriccianti. Ne vogliamo scegliere delle altre, però, per tornare a un [sabato](https://laragione.eu/esteri/il-racconto-in-diretta-da-tel-aviv-di-vittoria/) che Israele non potrà mai dimenticare: quelle del **rave nel deserto del Negev**. I terroristi lo avevano messo nel mirino o forse se lo sono trovati davanti (non lo sappiamo ancora con certezza), comunque sia lo hanno fatto diventare terreno di caccia della propria furia assassina.

**Notizie ancora non confermate parlano di oltre 200 morti, forse 250, fra chi si era dato appuntamento per ballare in un giorno di festa.** Un numero altrettanto imprecisato di ragazzi è stato trascinato via, per farne carne da macello del terrore, inghiottiti da quel luogo dimenticato da Dio e dalla civiltà che è diventata la Striscia di Gaza da quando è finita in mano a Hamas. Un’organizzazione cinica, sanguinaria, ma terribilmente lucida nei suoi obiettivi politici. Li dobbiamo guardare e riguardare quei ragazzi, prima, durante e dopo l’attacco terroristico: sono i nostri ragazzi, il nostro mondo. Sono i nostri figli che vogliono abbracciare la vita, pur con tutti i limiti, le indecisioni, i dubbi di tempi complessi e a tratti indecifrabili. Ragazzi - comunque la si guardi - che la vita la amano, magari rifiutano più o meno inconsciamente gli schemi proposti dai propri genitori, ma non conoscono la cultura della morte.

Quella praticata da coetanei che sono andati a caccia di esseri umani indifesi. Demoni che fingono di essere soldati, capaci solo di sparare sui civili. I nostri ragazzi - e quelli trucidati nel deserto sono nostri ragazzi, ripetiamolo - neppure considerano possibile qualcosa del genere, è estraneo al loro orizzonte esistenziale. Non perché viziati, ricchi, cresciuti nella bambagia - come ripetono dalla notte dei tempi gli adoratori delle dittature in giro per il mondo e per la storia, nel tentativo di ridicolizzare le democrazie - ma perché quei ragazzi, i nostri figli, si erano incontrati per ballare, ridere, divertirsi, cercare l’amore. Hanno trovato la morte.

 

Di *Fulvio Giuliani*
