Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Sono i russi a smentire i loro proclami

|
Nessuno aveva dubbi sulla falsa tregua proclamata da Putin ma ciò che sconvolge è che forse non si tratta di una scelta intenzionale ma dell’ennesima disorganizzazione militare a metà tra farsa e tragedia.

Sono i russi a smentire i loro proclami

Nessuno aveva dubbi sulla falsa tregua proclamata da Putin ma ciò che sconvolge è che forse non si tratta di una scelta intenzionale ma dell’ennesima disorganizzazione militare a metà tra farsa e tragedia.
|

Sono i russi a smentire i loro proclami

Nessuno aveva dubbi sulla falsa tregua proclamata da Putin ma ciò che sconvolge è che forse non si tratta di una scelta intenzionale ma dell’ennesima disorganizzazione militare a metà tra farsa e tragedia.
|
Che la tregua proclamata da Putin fosse un imbroglio lo avevamo già scritto ieri, non avendo alcun dubbio in merito. Quello che non immaginavamo è che la tregua, entrata in vigore alle ore 12 (le 10 in Italia), sarebbe stata violata dai russi alle 12.04, avviando un bombardamento sulla città di Kramatorsk. La cosa è talmente clamorosa da lasciar supporre che non sia un gesto intenzionale del Cremlino, ma una delle conseguenze di una linea di comando e di un’organizzazione militare che sono a metà fra la farsa e la tragedia. Ai russi non funziona più nulla, neanche l’evidente tentativo di proclamare una falsa tregua per dimostrare che sarebbero stati gli ucraini (che non l’hanno condivisa o accettata) a violarla. Sono riusciti a violarla loro, dimostrando la totale inaffidabilità. Intanto gli ucraini hanno continuato l’attacco nel Donetsk, così dimostrando che anche i territori precedentemente occupati dall’armata russa possono essere riconquistati. In questo modo salta del tutto la tregua che Putin aveva stabilito per sé stesso. Tutto ciò conferma quanto è chiaro fin dal primo momento: se si vuole rendere possibile un negoziato – nella convinzione che solo negoziale possa essere la conclusione di questo assurdo conflitto – il suo presupposto è la capacità di spezzare la già piegata forza russa e il suo naturale inizio, come ricordato anche da Erdoğan, è il cessate il fuoco unilaterale da parte dell’aggressore. Inviare armi all’Ucraina si conferma la sola via per la pace. di Sofia Cifarelli

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

Vino e dazi, una pessima annata

06 Aprile 2025
Per le famiglie americane il vino rappresenta il 33% della passione per il Made in Italy sulla t…

“Giù le mani!”. Il risveglio della società civile contro Trump

06 Aprile 2025
Le manifestazioni di protesta contro Trump organizzate ieri in 50 Stati segnano il grande ritorn…

«Tutta Microsoft ha le mani sporche di sangue»: proteste pro-Palestina al 50° anniversario – IL VIDEO

05 Aprile 2025
Proteste pro-Palestina da parte dei dipendenti Microsoft hanno interrotto i festeggiamenti per i…

Stati Uniti-Russia, “tre passi avanti” nei colloqui: riparte il dialogo

04 Aprile 2025
I temi in discussione si erano accumulati in tre anni di assenza quasi totale di comunicazioni f…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI

    Exit mobile version