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title: Svelati, dopo la morte di Ebrahim Raisi
description: Per Ebrahim Raisi non c’è ragione di cordoglio. Ma neanche di soddisfazione, non era lui il baricentro del potere iraniano. Lo è Ali Khamenei
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date: 2024-05-21
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/esteri/svelati-dopo-la-morte-di-ebrahim-raisi/
categories: [Esteri]
tags: [donne, Europa, giovani, Iran, Italia, UE]
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# Svelati, dopo la morte di Ebrahim Raisi

![Ebrahim Raisi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Ebrahim-Raisi.jpg)

Ebrahim Raisi era un carnefice, non c’è ragione di cordoglio. Ma neanche di soddisfazione, perché non era lui il baricentro del potere iraniano. Lo è Ali Khamenei

**Ebrahim** [Raisi](https://laragione.eu/esteri/schiantato-l-elicottero-dellayatollah-raisi/) **era un carnefice, non c’è ragione di cordoglio. Ma neanche di soddisfazione, perché non era lui il baricentro del potere iraniano. Lo è** [Ali Khamenei](https://laragione.eu/esteri/tempesta-in-arrivo-sulle-prossime-elezioni-iraniane/)**.** Il quale forse neanche si rammarica troppo della morte di quello che fu un suo seguace, visto che il suo trapasso potrebbe favorire l’ascesa del già lanciatissimo **Mojtaba Khamenei, suo figlio**. Sarebbe la degna degenerazione della rivoluzione fondamentalista, con l’approdo alla monarchia ereditaria. **Ma più che scrivere di loro, c’interessa qui ragionare di noi.**

**L’Iran allarga la sua influenza grazie all’essere una statualità dedita al terrorismo.** Un’attività che torna utile – in compartecipazione con un altro Stato canaglia, la Corea del Nord – per minacciare la sicurezza globale e prestarsi agli interessi della **Russia di** [Putin](https://laragione.eu/esteri/chi-oggi-sta-con-putin-chi-ieri-stava-con-lurss/), a sua volta utilizzata dalla **Cina di** [Xi](https://laragione.eu/esteri/colloquio-telefonico-tra-xi-jinping-e-joe-biden-taiwan-e-una-linea-rossa-non-va-superata/). Israele è il bersaglio immediato, in quanto avamposto dell’Occidente, ma serve a colpire l’intero mondo delle democrazie e a interdire l’azione politica delle potenze arabe sunnite. Arabia Saudita prima di tutte. Accanto a questa ambizione guerrafondaia, l’Iran resta un Paese il cui presidente vola su uno scarcassone antiquato perché non sono in grado di produrne di abili al decollo.

**Non possiamo non prestare attenzione a tutto questo, perché ne va della nostra sicurezza.** Ma è grave anche non prestare attenzione a quel che succede fra gli iraniani, così perdendo il senso del nostro vantaggio morale e politico. Può darsi che nelle nostre democrazie abiti qualche svalvolato ammiratore della teocrazia liberticida – che però si guarda bene dall’andare ad abitarla – ma sono migliaia gli iraniani che verrebbero volentieri a vivere da noi e non lo fanno perché impediscono loro di farlo e spesso li ammazzano prima. **Alla notizia della** [morte di Raisi](https://laragione.eu/esteri/raisi-e-morto-lannuncio-ufficiale-della-tv-di-stato-iraniana/) **si sono accesi (a Teheran e in altre città iraniane) i fuochi d’artificio, il che dovrebbe illuminarci sul fatto che quello è un sistema tarlato e che crollerà. Le ragazze che affrontano la morte bruciando il loro velo in piazza mostrano un coraggio che dovrebbe svelarci la loro aspirazione: essere e vivere come noi.**

**Se si segue il nostro dibattito pubblico, se si riesce a trovare il modo d’interessarsi a questa campagna elettorale europea, è però tutta una geremiade di europei impotenti, bloccati, soccombenti, assediati, declinanti e via così andando in un lamentio privo di idee ma anche di banale buon senso: siamo noi la parte invidiata del mondo.** I giovani di tutto il mondo vogliono avere i nostri costumi, ivi compresa la musica. I poveri di tutto il mondo vorrebbero vivere nella nostra ricchezza. I ricchi di tutto il mondo, avendo i soldi per farlo, appena possono vengono a vivere la nostra bellezza. La raffigurazione triste e perdente è riservata alla politica, affollata di politicanti che cercano una scusa per le loro incapacità e la trovano nell’incapacità dei loro colleghi militanti da contrapposti. La destra che si definisce per negazione della sinistra e la sinistra che si definisce per negazione della destra, ovvero due realtà che non saprebbero definirsi se non ci fosse l’altra a rappresentare un presunto sopruso o un presunto pericolo.

**Intanto a Teheran sperano di svelarsi all’occidentale e a Tbilisi sventolano la bandiera dell’Unione europea per opporsi al rifinire sotto il tallone imperialistico di Mosca. Nell’Ue gli Stati confinanti** vorrebbero entrare: chi ci riesce lo festeggia in piazza come una storica conquista; i soli che ne sono usciti ancora non si ripigliano dalla botta che si sono auto inferti e Paesi tradizionalmente neutrali si precipitano a entrare nella Nato perché vedono il concreto pericolo che le armate dell’asse del male provino a violentare le loro frontiere.

**Svegli, che diamine. Toglietevi il velo del pregiudizio dagli occhi e svelate una consistenza politica che non sia soltanto la raccolta del consenso per tifoseria o desiderio di vendetta.** Perché quel che sembra è proprio che i soli a non rendersi conto della propria forza siamo noi. Ed è riprovevole.

di *Davide Giacalone*
